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Da
"Panorama" del 9/9/2003
ANNIVERSARI:
BUON COMPLEANNO AL CONSORZIO DEL PROSCIUTTO DI PARMA
Quarant'anni
vissuti dolcemente
di
Roberto Rossi
Immancabile
in una cena da gourmet ma ideale anche per un gustoso panino. La
città ducale celebra uno dei simboli mondiali del cibo
italiano di qualità.
Per
un uomo sarebbero gli anni della maturità. Per un prosciutto,
come quello di Parma, sono quelli della dolcezza, caratteristica
principale di uno dei simboli dell'italian food nel mondo. Il
prosciutto di Parma, o meglio il consorzio che ne tutela e promuove
il marchio dalla famosa corona ducale stilizzata, compie infatti
quarant'anni. Era il 1963 quando 23 produttori decisero di associarsi
per salvaguardare il metodo tradizionale di lavorazione. «Oggi
sono 189, ma l'orgoglio di appartenenza è sempre quello di
allora» dice Maurizio Tosini, presidente del consorzio.
Nel 2002 hanno immesso sul mercato oltre 8 milioni e mezzo di
prosciutti. Fatti come quarant'anni fa. I processi
produttivi sono basati su un disciplinare depositato presso l'Unione
Europea che, nel 1996, ha concesso la dop, la denominazione di
origine protetta, al prosciutto di Parma. Ciò significa
che le razze suine utilizzate, le tecniche di allevamento, i
requisiti degli animali destinati alla produzione del prosciutto, i
metodi e la durata della lavorazione e della stagionatura devono
avvenire secondo quanto previsto dal documento elaborato dal
consorzio. Attraverso un rigido sistema di controlli il
consumatore ha la certezza della qualità del prosciutto
«incoronato» a fuoco al termine di una stagionatura che
può durare anche 12 mesi e che avviene, nelle fasi finali,
soltanto in quelle cantine che hanno le caratteristiche ambientali
per determinare sapore e profumi ineguagliabili.
Il
momento più delicato resta quello della salagione alla quale è
sottoposta la coscia appena rifilata dalle sapienti mani del
macellaio: sale umido sulla cotenna, sale asciutto sulle parti
magre. In dosi ideali per non perdere quella dolcezza che ha
reso celebre il Parma nel mondo. Cento grammi di prosciutto di Parma
apportano circa 280 chilocalorie che scendono a 210 quando si toglie
il grasso visibile. «I salumi hanno patito per anni gli
ostracismi che investivano tutte le carni suine» ricorda Andrea
Strata, docente di nutrizione clinica all'università di
Parma. Negli ultimi vent'anni la selezione delle razze ideali per
questo prodotto, i progressi nella mangimistica e i sistemi di
lavorazione hanno reso possibile avere un prosciutto con contenuto
calorico ridotto e facilmente digeribile da tutti, bambini e atleti
inclusi, sotto forma di antipasto, spuntino o piatto unico.
DUE
MESI DI FESTEGGIAMENTI, PER TUTTI I GUSTI Fino alla fine di
ottobre è prevista una fitta serie di concerti, sia di musica
classica sia di jazz e leggera, ed esposizioni, eventi sportivi,
serate di gala, percorsi enogastronomici articolati su 58 ristoranti
di Parma e provincia. Poi promozioni in oltre 140 salumerie e,
tutti i mercoledì, degustazioni nei bar e nei pub della città
con abbinamenti ai vini ideali. Infine un convegno dedicato ai
prodotti agroalimentari italiani al quale interverrà anche
Gianni Alemanno, ministro delle Politiche agricole, che ha
patrocinato l'evento.
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