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Le
domande di INformaCIBO al Presidente
della Camera di Commercio di Pescara Ezio Ardizzi e al giornalista
gastronomo Luigi Cremona
Presidente
Ardizzi, è soddisfatto dell’esito di questo primo importante Convegno Nazionale
sul Turismo?
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Certamente sì. Esso conclude degnamente una stagione positiva di impegno della
Camera di Commercio di Pescara e di B2B per la promozione di questo territorio
e, più in generale, per il turismo in Italia.
Che
cosa, a suo avviso, è emerso di più significativo dagli interventi?
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Sebbene penalizzati dai ritardi e dall’assenza di qualche relatore per lo
sciopero dei mezzi pubblici, la presenza di tanti autorevoli rappresentanti del
settore, riassume l’importanza dell’evento ed il suo significativo contributo
all’analisi ed alle prospettive di sviluppo ed affermazione di un turismo colto
che punta sull’enogastronomia.
Il suo intervento ha anche messo in luce una
certa amarezza per le difficoltà che spesso si incontrano nella realizzazione
di importanti Progetti
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Certamente, e sottolineo la preoccupazione per l’assenza nelle Istituzioni di
professionalità manageriali, di interlocutori all’altezza nel mondo politico e
di amministratori regionali adeguati. Fatta qualche eccezione, la lentezza della politica in generale e
della Regione Abruzzo, in particolare, spesso vanifica il lavoro di tanti
imprenditori capaci e seri.
Al
giornalista gastronomo Luigi Cremona rivolgiamo
due domande
Il
suo intervento ha prevalentemente riguardato il fattore umano come
valore aggiunto nell’offerta turistica. In che modo, a suo avviso, in Abruzzo e
più in generale in Italia, si può valorizzare tale fattore?
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In Italia ci sono tante persone di talento,
con qualità umane difficili da trovare altrove. Deve essere presa in
considerazione anche la possibilità di creare
una filiera umana. Valorizziamo e
premiamo chi, oltre a far bene il proprio lavoro, esprime doti creative che
incidono positivamente e contribuiscono al successo dell’impresa turistica.
Anche in Abruzzo non manca la fantasia. Un esempio di inventiva e capacità
imprenditoriale è quella dell’Albergo diffuso, partito da Santo Stefano di
Sessanio. A volte, però, alle qualità umane non corrisponde una adeguata
organizzazione. Gli interventi sul territorio andrebbero meglio coordinati per essere
efficaci.
La
scuola, a suo avviso, potrebbe svolgere un ruolo importante in tal senso?
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Sicuramente. Il talento di molti giovani spesso è mortificato, piuttosto che
aiutato ad emergere. La scuola potrebbe fare molto, se affermasse il principio
della meritocrazia e si preoccupasse di educare alla consapevolezza di sé e del
territorio in cui si vive.
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