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Alla scoperta delle realtà editoriali che valorizzano
le risorse regionali dell' enogastronomia
La seconda tappa del nostro percorso alla scoperta di realtà editoriali improntate alla valorizzazione di risorse e tradizioni regionali ci porta al Megastore FNAC di Torino, luogo nel quale si è svolta la presentazione del secondo libro ”Cucina e tradizioni del Piemonte” edito da Priuli & Verlucca,
Un lavoro curato da Alberto Calosso e dallo Chef Celestino Revello che non si può paragonare a nessuna delle pubblicazioni in tema presenti sul mercato: non semplice elenco di ricette redatte secondo i canoni tradizionali, nessuna fotografia di piatti dall'aspetto più o meno invitante, ma un vero e proprio libro ...a fumetti!.
Curioso, una storia a strisce che presenta ricette - queste sì, vere e ripetibili - in forma del tutto inusuale che riporta coloro che come me sono cresciuti con Tiramolla, Braccio di ferro e Tex Willer in una dimensione di piacere visivo, una gradita alternativa alla solita minestra( mai termine fu più appropriato).
Cucina strettamente piemontese dunque, che privilegia - come spiegano gli Autori - le ricette semplici, sapide e senza mediazioni dietologiche così tanto di moda oggi, frutto della ricerca dello Chef tra quelle che costituiscono l'ossatura della cucina sabauda così come tra quelle meno conosciute ma non per questo dimenticate; mosca bianca in un mondo editoriale impegnato più a stupire che a soddisfare l'esigenza di semplicità.
Canoni rispettati dal cuoco “Pierluis” coadiuvato da una aiutante, la procace “Margherita” che non senza un tocco vignettistico spiega passo passo come cucinare la “Costata alla Alfieri” piuttosto che il “Miroton” o la quasi dimenticata “Cognà” ...
Ricette che, grazie all'indovinata formula di presentazione risultano assolutamente riproducibili da chiunque abbia un minimo do conoscenza delle basi culinarie, che non richiedono altro che passione, talvolta sorprendenti nella loro genuinità ( la “ Salsa delle api” ad esempio ) e riportano il cuoco-lettore a gusti antichi; che anche per chi come me, ha fatto della cucina professione riservano comunque delle buone sensazioni.
Non mi pare poco, questa è divulgazione culinaria e non esibizione di Chef inavvicinabile se non dagli addetti ai lavori.
Buon lavoro, Pierluis e Margherita!
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