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Da una conversazione con Giacomo Ferri.
Sport professionistico ed alimentazione : un nuovo approccio.
di Enrico Bricarello
E' ormai assodato che esiste un legame strettissimo tra la dieta dell'atleta e la performance ottenuta dallo stesso. Così come viene dato per scontato l'assioma “ Dieta = privazione “ con una visione ospedaliera della definizione stessa.
A maggior ragione quando si parla della alimentazione dello sportivo professionista la routine viene associata al binomio pasta in bianco- paillard.
Ma forse qualcosa sta cambiando, e ne parliamo con un professionista del calcio giocato, e sono i numeri a darci lo spessore del personaggio: 500 partite da titolare in una carriera che lo ha visto giocare con le squadre della Reggina, con il Lecce e per ben 10 anni a Torino in casacca granata fanno di Giacomo Ferri un interlocutore prezioso, tanto più che “ Big Jim”, il difensore che ha massaggiato i garretti di Platini, Crujff, Maradona, Van Basten e molti altri, oggi è un allenatore in piena ascesa professionale, dopo il conseguimento del Master a Coverciano.
Ed è con piacere che accetto l'invito di Giacomo che desidera parlare di una nuova metodologia di allenamento che rompe - per così dire - i canoni del trainer di vecchio stampo.
Ho notato che , dal momento in cui ho smesso di giocare , coincidente con l'inizio della carriera di allenatore , sono cambiate moltissimi aspetti dell'allenamento con l'avvento di metodologie e macchinari dedicati all'aspetto fisico e tecnico del gioco - esordisce Ferri - mentre il fattore legato alla alimentazione degli atleti è rimasto fermo a gli anni 80.
Infatti al di fuori della comparsa di medici sportivi e nutrizionisti che stilano tabelle e curano l'aspetto legato alla fisiologia degli alimenti assunti nulla è cambiato. Secondo me, invece , bisogna puntare su un tipo di dieta che possa risultare più piacevole da seguire, pur nel rispetto delle tabelle nutrizionali.
Il discorso comincia a farsi interessante: sono temi che nessuno, nel campo del calcio ad alto livello, ha mai affrontato: quindi chiedo al Mister di essere più preciso.
Sono convinto che non è sufficiente seguire alla lettera i “menu” proposti dai professionisti della medicina , ma sia necessaria la ricerca del punto di contatto tra dieta e piacere della tavola: perché credo sia possibile utilizzare ingredienti, colori, sapori diversi pur preparando dei pasti bilanciati dedicati a professionisti che debbono essere al top della condizione in momenti ben precisi!
In poche parole si tratta di coniugare Dieta, Gastronomia e gratificazione dei sensi coinvolti per ottenere un livello di soddisfazione anche gustativo che può incidere sulla performance , e l'esempio che viene proposto è più diretto.
Chiedo sempre ai preparatori atletici delle mie squadre di diversificare gli esercizi in modo da evitare che la routine costituisca un ostacolo all'effettuazione degli stessi: e allora perché non fare lo stesso quando si parla di pranzo, cena o spuntino pre- partita che sia? Vorrei poter fare del momento del pasto un ulteriore momento di...allenamento, creando con la somministrazione di piatti..cucinati,una situazione di piacere che possa dare stimoli ulteriori all'attività agonistica
Via libera allora alla consulenza gastronomica al servizio dei dietologi e degli allenatori disposti a sposare questa teoria: creare una piattaforma di lavoro che abbini agli aspetti tecnico-tattici una nicchia dedicata alla gestione dell'atleta sotto il profilo della soddisfazione a tavola creando una ulteriore carica positiva al servizio del risultato, il tutto rispettando le linee- guida dettate dai professionisti dello staff medico.
Una sfida non da poco che pone Giacomo Ferri all'avanguardia del settore e che merita una riflessione sia da parte dei suoi colleghi che degli Chef consapevoli...
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