La nobile “Nocellara del Belice”:

quando una materia prima di qualità trova un oliandolo all'altezza...

 

Durante le numerose degustazioni comparative -e non - in tema oleario, capita di essere condizionati dalle diciture presenti in retroetichetta.

Per questo quando si parla di olio siciliano, occorre sempre prestare particolare attenzione alla composizione ed origine del prodotto.

 

Infatti esiste il pericolo di abbandonarsi al ricordo di sapori riconducibili alla produzione olearia isolana “ default”, dando per scontate caratteristiche quali il colore, l'aroma ed il sapore : nell'ordine verde carico, aggressivo e difficilmente abbinabile.

Una serie di preconcetti che hanno pesantemente limitato la conoscenza di un prodotto che oggi, finalmente, è cambiato.

 

E' cambiato grazie alla legislazione che obbliga l'indicazione della varietà di olive frante, che obbliga ad indicare la provenienza delle stesse, e che in definitiva obbliga il consumatore a leggere,a pensare PRIMA di acquistare un olio qualsiasi..

 

E' cambiato soprattutto perché sono emersi produttori consapevoli, attenti , orientati alla soddisfazione del consumatore e non ai volumi di produzione.

 

Per questi motivi ho affrontato la degustazione dell'Extravergine di oliva monocultivar da Nocellara del Belice dell' Azienda Agricola “Seggio Fiorito” di Castelvetrano (TP) senza preconcetti, forte anche delle esperienze positive provate durante le prove - prodotto effettuate nel Trapanese durante lo scorso mese di settembre.

 

Il risultato è andato oltre ogni mia più rosea aspettativa. Una bottiglia classica, elegante, che si presenta con discrezione. Attenzione particolare è rivolta all'etichettatura che riporta - oltre alle succitate indicazioni obbligatorie - la completa analisi chimico fisica dell'olio.

Ciò permette di fare un poco di cultura olearia: alla voce “perossidi” scopriamo che il livello degli stessi, decisamente contenuto, è sintomo di cura in fase di raccolta dell'oliva e di prontissima frangitura; e di conseguenza anche l'acidità totale risulta bassa.

Due esempi di chiarezza in etichetta che - oltretutto - riporta persino i risultati dell'analisi spettrofotometrica: mai vista una cosa del genere , una trasparenza al 110% che solo chi è sicuro del proprio lavoro può ostentare.

All'esame organolettico l'olio si presenta con aspetto limpido, colore verde tenue, mentre il profumo è giustamente erbaceo.

Al gusto rivela una piacevole nota dolce che si tramuta in sensazione di piccantezza in gola, con corpo pieno, sentori di carciofo e pomodoro netti al palato.

Se poi si ha la fortuna di poter parlare con la Sig.ra Paola Patti, titolare dell'Azienda “Seggio Fiorito”, si capisce quanto sia importante la Passione ( quella con la P maiuscola) e si percepisce la vera essenza della Sicilia, della gente che la popola, del lavoro e della soddisfazione che esso crea quando si propone un prodotto considerato figlio proprio...

Un olio che merita l'attenzione del consumatore consapevole, e che mi auguro possa presto trovare spazio a scapito di tanti altri prodotti che ostentano qualità senza possederla veramente.

 

 

 

 

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