Casa Svizzera e Casa Slovacchia

 

Casa SvizzeraChi fosse capitato -durante il periodo Olimpico- nella centralissima Piazza “ Carlina”di fianco alla Biblioteca Nazionale, non avrebbe creduto ai propri occhi: di fronte al Museo del Risorgimento

( splendido dopo i lavori di restauro) facevano bella mostra di sé alcune rustiche casette di legno, una estemporanea Racletterie all'aperto ed un palco sul quale si esibivano coristi jodler accompagnati da corni delle Alpi...

 

Casa Svizzera ha scelto il Vallese quale ambasciatore a Torino e, visto che proprio Sion , il capoluogo è stata in lizza fino all'ultimo per l'assegnazione dei giochi, mi aspettavo una accoglienza freddina...in stile svizzero, comunque. Ebbene no, il 20 febbraio l'appuntamento con Michel Hueter , P.R. Manager elvetico è stato sorprendente. Invece di passare in ufficio per l'intervista, mi ha subito condotto all'interno del ristorante dedicato alla gastronomia locale e, con lo Chef Raphael Gross, Insegnante presso l'Istituto Alberghiero César Ritz di Le Bouveret, si è subito stabilito un rapporto di grande professionalità. Obbiettivo di Casa Svizzera è dunque sfatare il luogo comune che descrive gli elvetici come un popolo chiuso e freddo, sforzo non semplice ma che a Torino sembra aver imboccato la strada giusta: fanno bella mostra di sé in Menu le “ Tagliatelle Piemonte - Vallese” con tartufi di Alba e Prosciutto crudo svizzero!

 

Menu che è ben articolato e completo e dal quale ho gustato il classico assortimento di formaggi e salumi secchi - che ricorda in maniera impressionante l'omologo piemontese - , proseguendo con una Walliser Hirtensuppe : crema di erbette, patate e pancetta molto “d'antan “. La scelta di secondi piatti è soddisfacente, mentre non ho potuto fare a meno di assaggiare il Gateau di cioccolato “ House of Switzerland “, gustoso mix tra la cremosità della mousse di ripieno ed il croccante contributo di sfoglia fondente. Ottima la presentazione e, per finire con le parole di Michel Hueter ...” complimenti ai torinesi per lo spirito di apertura dimostrato nei nostri confronti!” ... forse anche in Svizzera c'era una idea distorta dei piemontesi!

 

casa SlovacchiaAltra tappa a Casa Slovacchia, nella sede del Circolo della Stampa e nei Giochi precedenti considerata off-limits per i visitatori esterni.Oggi invece , a Torino 2006 il Sig. Peter Sisak, alla sua quinta esperienza come responsabile della delegazione Slovacca alle Olimpiadi, inaugura la formula che, pur privilegiando il ruolo istituzionale di Slovak House, riserva uno spazio anche ai visitatori esterni - e precisamente dalle 12 alle 16 - in modo da poter iniziare un lavoro di promozione verso l'esterno. Ed eccomi quindi in compagnia dello Staff di cucina slovacco che mi spiega le radici di una cucina nata tra le valli dei Monti Tatra , ricca di prodotti tipici che ricordano quelli della fascia Mitteleuropea.

Non solo Goulasch - pur nelle sue differenti versioni - quindi, ed ecco in sequenza. Bryndzove Pirony, una zuppa di porri e panna tipicamente invernale, mentre la sorpresa arriva dai Pirohy, grandi ravioli ripieni di patate e formaggio di pecora Brynza , condimento usato anche nei Bryndzove Halusky , gnocchi dal sapore deciso. Una cucina per palati forti, dai sapori accentuati ma mai piccanti o speziati. Curioso il fatto che i formaggi slovacchi siano quasi per la totalità a base di latte pecorino, mentre scopriamo che anche la produzione vinicola sta attraversando un periodo di espansione grazie all'impianto di vitigni Riesling, Chardonnay e Cabernet Sauvignon.

 

Brindisi finale con un rosso Frankovka Modrà delle cantine Vitis Pezinak ed un augurio di crescita per una cucina semplice e diretta.

 

Fin qui le note positive riservate dalle visite a delegazioni che hanno fatto il loro meglio per apparire all'onor del mondo; dal prossimo appuntamento la penna diventerà più arrabbiata...

 

 

 

 

[home page]

[mission]

[redazione]

[collabora]

[contattaci]

[link]

 

2006 ©opyright ::  INformaCIBO.it