Ornella Fado, anchor woman di "Brindiamo Tv":

ovvero il punto sulla ristorazione italiana negli U.S.A

 

Tra le centinaia di programmi televisivi che parlano di enogastronomia italiana - e tutti sappiamo quanto la nostra cucina sia presente ed importante negli USA - pochi hanno una vera e propria conoscenza diretta degli argomenti; per pochissimi questa conoscenza è effettiva e non supportata dai soliti luoghi comuni.

 

Solo con un appartenente a quest'ultima categoria di giornalisti enogastronomici è quindi possibile parlare di “Italian Cooking and way of life” senza cadere nel banale.

Ornella Fado è la persona giusta: dalla sede di OK Productions, a New York la vulcanica giornalista e Deus ex Machina di “Brindiamo”, il programma di enogastronomia che sta riscuotendo un grandissimo successo di ascolti e consensi da parte degli addetti ai lavori - e non solo - ci aiuta a capire quale sia oggi la situazione del mercato della ristorazione Made in Italy nella Grande Mela.

Ed è Ornella stessa che ci spiega come..” L'avventura televisiva nel mondo della ristorazione cominciò perchè avevo voglia di parlare di noi Italiani che per un motivo od un altro abbiamo scelto di vivere in America. “Brindiamo” quindi è più di un programma di cucina, racconta la storia degli immigrati giovani e meno giovani, racconta le loro avventure, disavventure ed il loro successo, invita i telespettatori a scoprire nuovi fantastici ristoranti, ed a conoscere meglio la nostra terra aiuta a capire cosa è autentico e cosa non lo è , e spiega perchè alcuni prodotti si usano in un certo modo piuttosto che in un altro; insomma uno show culturale ed educativo.”

 

Il discorso deve comunque prendere in considerazione l'intera storia dell'immigrazione italiana negli Stati Uniti: vicende complesse che, come sottolinea la nostra anchor woman inizia

“Subito dopo il dopoguerra, quando gli Italiani immigrati negli Stati Uniti vivevano una condizione di disagio, vuoi perché erano poveri, poco educati e vuoi anche perché non parlavano la lingua; la ristorazione divenne dunque un mezzo che permetteva loro di lavorare indipendentemente con una certa dignità, senza necessariamente aver mai studiato il complesso mondo della gastronomia.
Essendo però gli Italiani un popolo ospitale, creativo e spontaneo (e di base la cucina Italiana è una cucina molto semplice) la ristorazione diviene uno dei “mestieri “ preferiti dagli immigrati Italiani degli anni 50, infatti ci sono ristoranti a New York che hanno più di 100 anni, come Rao's in Harlem dove bisogna prenotare mesi e mesi prima per avere un tavolo, o Barbetta nel cuore di Manhattan o Bamonte's a Brooklyn.

Insomma i famosi spaghetti alle “meat balls” in qualche modo hanno fatto breccia nel cuore degli americani anche se vengono bistrattati e non considerati degni della cucina Italiana di oggi.
Negli anni 50 ogni ristorante Italiano di rispetto in America doveva servire spaghetti con le” meat balls” ed anche il beneamato Walt Disney nel film “Lilly ed il Vagabondo” rappresenta la ristorazione italiana con un bel piatto di spaghetti con le polpette.
Anzi e` proprio davanti ad un bel piatto fumante di pasta che i due cagnolini nella trattoria di Tony's (altro tipico nome di ristorante Italiano) trovano l'amore.”

 

Iconografia a parte, che tipo di evoluzione si è verificata nel settore?

“Dalla mia esperienza televisiva con Brindiamo! e dalle storie raccolte, ho notato che la ristorazione Italiana ha subito un enorme cambiamento anche grazie al fatto che coloro che aprono ristoranti di una certa qualità sono Chefs preparati sia dal punto di vista gastronomico che dal punto di vista operativo, infatti il livello qualitativo dei ristoranti Italiani negli Stati Uniti negli ultimi 10 anni si è notevolmente alzato. Innanzitutto gli americani viaggiano di più ed una delle loro mete preferite è proprio l'Italia, quindi hanno imparato ad apprezzare la cucina Italiana ed a riconoscere i prodotti di qualità e di conseguenza hanno voglia di ritrovare i giusti sapori anche nella loro terra”.

 

Una evoluzione che ha quindi portato la clientela americana alla graduale consapevolezza che la ristorazione italiana non si limita alla offerta di piatti stereotipati, tant'è che “Cagnolini a parte i ristoratori italiani di oggi, non usano granchè il loro primo nome per il loro ristorante, quindi i vari, Tony's, Ciccio's Da Giuseppe e cosi` via fanno spazio a nomi più interessanti ed unici come Maremma, Spezie, Pepolino o più storici come Casa Dante e Tevere. Inoltre i ristoratori di oggi usano i colori della loro terra piuttosto che i colori della nostra bandiera, ma sopratutto arrivano preparati con anni di esperienza alle spalle; le nuove generazioni di Chefs lavorano duro per convincere che gli Italiani non mangiano quintalate di aglio, che non fanno nuotare la pasta nel sugo, che non bisognerebbe usare il parmigiano sulla pasta e fagioli o meglio sugli spaghetti alle vongole [il mio piatto preferito].

Anche dal punto di vista “business” gli Chefs ed i ristoratori di oggi puntano sul marketing, insomma sanno vendere e sanno vendersi, il ristorante è diventato molto più che un posto per soddisfare lo stomaco: si va fuori per socializzare, per fare affari per vedere e farsi vedere, i ristoranti dettano moda e di conseguenza bisogna seguire il trendy”

 

Quale personaggio può essere considerato come un esempio nel settore?

Cesare Casella a mio parere e` un bell' esempio della nuova immigrazione Italiana
Cesare ha “bazzicato” New York per anni prima di aprire il suo primo ristorante “Beppe” ha imparato come operare in un contesto competitivo come New York City e quando era pronto ha portato con sé ` tutta la genuinità del suo paese di origine [Lucca); ha scritto libri, ha una linea di fagioli (Republic of beans) ed ha addirittura un allevamento di vitelli di razza chianina nello Stato di New York,inoltre ha da poco ha aperto un nuovo ristorante Maremma ed e` diventato il responsabile della sezione Italiana del famoso French Culinary Institute. Insomma non male ....
Ma, nonostante la presenza di personaggi che fanno onore alla cucina italiana, Ornella mostra pollice verso nei confronti di...”Ristoranti come Carmine's (ristorante “ pseudo italiano” di New York di grande successo) che continuano a cucinare con tonnellate di aglio, a fare la chicken Parmigiana e la Cesars salad. Ma magari aiutera` coloro che vogliono onestamente provare il gusto italiano a riconoscere l'autentico dallo stereotipo della cucina italiana.”

 

Terminiamo la nostra chiacchierata amichevole con i consigli di Ornella Fado per coloro che desiderano trovare il locale giusto nella Big Apple: Cosa consigliare ad i turisti ? Be` certamente di dare uno sguardo al mio web site per scegliere un ristorante italiano.. ... scherzi a parte visto che siamo italiani, leggiamo il Menu che viene esposto fuori dal ristorante e vediamo se ci sono errori di ortografia (dubito che nel 2006 ci siano ancora degli analfabeti italiani) comunque se non ci si prende neanche la briga di consultare un vocabolario prima di stampare il M enu... come possiamo essere sicuri che la pasta sia al dente?
Il costo di una buona cena si aggira intorno ai $ 50.00 a persona - senza vino ovviamente - e comunque il più grande dilemma rimane lo stesso ... bisogna rimanere legati e portare avanti la nostra cucina e la nostra tradizione a tutti costi negando al cliente la scelta di mettere il formaggio su di una sogliola o scendere ad un compromesso?
Donato De Serio proprietario e chef del ristorante Osteria Gelsi mi dice ad esempio che in effetti bisogna soddisfare il Cliente e contemporaneamente educarlo; e quindi prima di acconsentire ad ogni sua richiesta, magari bisognerebbe persuaderlo a provare il gusto autentico del piatto.Come Donato De Serio anche altri Chefs di Brindiamo come Paolo Lattanzi, Luigi Russo, Giuseppe Lentin e Marcello Russodivito condividono la stessa filosofia.”

 

Niente di più chiaro e professionalmente corretto dunque, e se penso al lontano 1985 quando il sottoscritto si è trovato a Washington D.C per sostituire un amico ristoratore ed ha dovuto combattere per tutta la brigata di cucina per far loro capire che la Salsa Amatriciana non è semplicemente una accozzaglia di grasso di pancetta a salsa di pomodoro...allora devo ammettere che molta strada è stata fatta da allora!

 

Chiudiamo con l'informazione più importante , oltre al dovuto ringraziamento alla nostra Ornella che ci ha esaurientemente introdotto nel mondo della ristorazione della East Coast: il suo indirizzo web: www.brindiamotv.com ed allora... Brindiamo! alla nostra bella cucina ed ai nostri fantastici Chefs!

 

 

 

 

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