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Intervista al prof. PANICHI sui disturbi psichiatrici degli animali da compagnia
Domanda DIAFERIA: Professore lei ha dato vita ad una struttura innovativa per la cura dei disturbi psichiatrici degli animali da compagnia.Ce ne vuole parlare?
RISPOSTA Prof. PANICHI: Lei allude al "Master" che si sta svolgendo presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Torino a Grugliasco. Si tratta in effetti di un Master di II livello in "Clinica delle malattie comportamentali del cane e del gatto" al quale sono iscritti ben 28 Colleghi Medici Veterinari provenienti da tutta Italia. Sono tutti fortemente motivati perché essi impareranno a curare le malattie mentali dei cani e dei gatti che vivono vicino a noi , nelle nostre case e che , ben spesso, soffrono di solitudine , di fobie, di ansie ecc.Il discorso ci porterebbe lontano , mi limiterò ad esemplificare che può succedere che un cane , lasciato solo a casa, possa arrecare danni ,i più diversi, durante il periodo della nostra assenza. In altre parole, noi andiamo al cinema alla sera e quando torniamo a casa troviamo tutto distrutto, rosicchiato, insozzato, ecc.Questa potrebbe essere una classica forma ansiosa da separazione cosiddetta anche "sindrome da abbandono". Quelli che Lei ha definito "disturbi psichiatrici" noi preferiamo chiamarle "patologie comportamentali", si rivelano attraverso dei sintomi che è necessario saper riconoscere perché espressione di vere e proprie "malattie". Il "Master" in questione affronta proprio gli aspetti clinici e non solo etologici delle alterazioni comportamentali degli animali da compagnia. I Colleghi che lo stanno frequentando otterranno un "Diploma" del quale potranno fregiarsi come esperti in questioni inerenti al "comportamento animale " e quindi come "Comportamentalisti".Dunque degli "psichiatri" anche in campo veterinario!
Quindi gli animali soffrono anche di disturbi psichiatrici gli prescrivete dei farmaci tranquillanti ?
Ebbene si, nella terapia delle patologie comportamentali di cani e gatti rientrano non solo gli opportuni approcci per la rieducazione , il ricondizionamento ed il recupero suggeribili dal terapeuta come modo di interagire con il paziente , ma ben spesso è necessario il ricorso all'uso di farmaci ,anche psicofarmaci, analoghi a quelli impiegati nella cura delle persone, che possono essere per uso veterinario specifico anzichè per uso umano. E' chiaro che se ne deve fare un uso corretto, solo con prescrizione Medico veterinaria ed ,oserei soggiungere , solo dopo la visita di un Medico Veterinario che si è acculturato post Laurea seguendo, per esempio, un Master come il nostro dove per circa due anni si devono frequentare obbligatoriamente le lezioni teoriche e pratiche, svolgere un periodo di tirocinio pratico e sostenere una tesi finale su un argomento pertinente.
Quanto è misurabile il "malessere" animale
Un animale è in condizioni di " benessere" quando fruisce non solo di un buon stato di salute e di nutrizione ma anche di idoneità delle condizioni di mantenimento o di stabulazione oltre che di rispetto e tutela dei suoi fabbisogni etologici e comportamentali.Il "benessere" quindi è totale solo quando il soggetto animale gode di un perfetto equilibrio di salute fisica e psichica. In caso contrario l'animale entra in una fase di disagio che passa attraverso stati di malessere fisico e/o psichico e che si traducono in concreto con manifestazioni anche cliniche . Il rilevamento degli stati di malessere è appannaggio dei Medici Veterinari che sanno identificarlo e quantizzarlo attraverso test, esami, osservazioni cliniche, ecc.
Un animale da reddito che abbia sofferto di dolore, di ansia e di altro da segni di questa sofferenza nelle sue carni?
Sicuramente, facciamo un esempio pratico: un animale stressato da un trasporto troppo lungo ne porterà delle conseguenze fisiche e psichiche molto evidenti . Disidratazione ,tremori, febbre possono addirittura aggravarsi al punto di provocarne la morte. E' descritto lo "stress da trasporto" come una sindrome che provoca gravi danni agli animali zootecnici che sono sottoposti a viaggi troppo lunghi per andare al macello , al mercato, in altri allevamenti per l'ingrasso e cosi via. Quante volte ci capita di vedere Tir che trasportano suini, bovini, polli ed altro sulle autostrade e che sono esposti senza adeguate protezioni alla calura estiva anziché ai rigori dell'inverno, oppure ai colpi d'aria, paura , o ad altri stress ancora. Se la destinazione è il macello, le loro carni non saranno perfettamente salubri ed alibili ma organoletticamente compromesse.
Lei professore è carnivoro, ma oggi sicuri delle carni che mangiamo? Ormai la provenienza e la tipologia di carni è molto varia.Quindi siamo sicuri?
Sono un consumatore saltuario di carni animali ,preferisco la carne di pesce ma questa è un'evoluzione personale del mio gusto. Sono un Medico Veterinario generico docente universitario di Medicina Legale quindi non mi occupo di ispezione delle carni o degli altri alimenti di origine animale anche se nel mio passato c'è una Scuola di Specializzazione in proposito che mi conferì il titolo di "Specialista". Non sono quindi un Ispettore delle carni ma sono pienamente convinto che i miei Colleghi Veterinari ASL di area B che si occupano specificatamente di ciò sono dei Garanti della salubrità delle carni che noi consumiamo ogni giorno, sia che esse siano prodotte in loco sia che provengano dall'estero in vario modo, congelate ,refrigerate, fresche, inscatolate ecc.I Servizi veterinari oggi sono preparati ed organizzati per reprimere frodi od altro. Certo la speculazione economica degli operatori disonesti è sempre in agguato e di conseguenza la vigilanza dei Servizi deve sempre essere solerte nell'adempimento dei propri compiti d'istituto. La guardia deve rimanere alta soprattutto alle frontiere da dove bisogna sempre temere l'infiltrazione di malattie od altro che possono mettere in precario la sanità del nostro patrimonio zootecnico e di conseguenza anche la sanità pubblica. Ma le nostre Leggi sanitarie ci proteggono ed anche i nostri funzionari Veterinari.
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CURRICULUM VITAE DEL PROF. M. PANICHI
Nato a Calcinaia (Pisa) il 22/2/39, si è laureato in Medicina Veterinaria nel 1963 presso 1'Università degli studi di Torino con 110 e lode.E' iscritto all'albo dei Medici Veterinari della Provincia di Torino al n° 360 dal 1965. Professore Associato presso il Dipartimento di Patologia animale dell'Università di Torino dal 1981 è titolare della cattedra di "Medicina legale veterinaria, legislazione veterinaria, protezione animale e deontologia". E' specialista in "Ispezione delle carni e degli alimenti di origine animale" dal 1970 (Università di Torino) ed in "Clinica dei piccoli animali" dal 1976 (Università di Milano).
E' stato nominato Commendatore della Repubblica in data 23 gennaio 1985. Iscritto all'Albo dei consulenti del Tribunale di Torino dal 1990. E' socio della Società Italiana delle Scienze Veterinarie (SISVET), dell'Associazione Italiana Veterinari per i Piccoli Animali (AIVPA) e della Società Italiana di Ippologia (SIDI). Collabora con riviste di categoria: Il Nuovo Progresso Veterinario, Large Animals Review, Bollettino AIVPA, Rivista di ippiatria e ippologia.
E’ stato ctu o ctp in molte cause civili e penali a soggetto animale (maltrattamento, malgoverno, danneggiamento di animali eccetera). Da dieci anni è Docente Guida nel Dottorato di Ricerca in “Normative dei Paesi della CEE relative al benessere e protezione animale” con sede amministrativa nell’Università di Messina. Da dieci anni è Responsabile del “Servizio Veterinario Centralizzato per la protezione degli animali adibiti ai fini sperimentali o ad altri usi scientifici” dell’Ateneo torinese.
E' autore di 60 pubblicazioni scientifiche.
E' coautore in 52 pubblicazioni scientifiche.
La produzione scientifica degli ultimi 15 anni e improntata su argomenti di protezione animale e di medicina legale in generale.
Vive a Torino in Via Gioberti 59 e lavora a pieno tempo presso il Dipartimento di Patologia Animale della Facoltà di Medicina Veterinaria in Grugliasco (TO), Viale Leonardo da Vinci 44.
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