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Intervista a Mario Schianchi
coordinatore delle Strade dei sapori dell'Emilia Romagna
“Le Strade”, un'esperienza vincente e fattore essenziale di sviluppo economico di un territorio
(dt)
Parma 20 ottobre 2007. Mario Schianchi, instancabile presidente della Strada del prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma, è il primo coordinatore delle Strade dei sapori della regione Emilia Romagna, incarico suggellato dall'assemblea dei presidenti delle 14 strade regionali e ufficializzato dall'assessore all'agricoltura della regione Emilia-Romagna Tiberio Rabboni durante il Vinitaly dello scorso marzo alla fiera internazionale di Verona.
INformaCIBO ha rivolto al coordinatore delle Strade dei sapori della regione Emilia Romagna alcune domande.
Schianchi, cos'è per lei una strada dei sapori?
Niente più, niente meno di una strada, nel suo concetto più stretto del termine? E' un percorso, un nastro carreggiabile che unisce, che collega; quindi contribuisce allo scambio delle culture, delle conoscenze, alla comunicazione, alla commercializzazione, valorizza inevitabilmente il territorio su cui insiste e se è un percorso accattivante e percorribile, favorisce inevitabilmente lo sviluppo e il benessere del territorio su cui insiste.
Rilevo l'importanza che per primi i romani diedero alle loro strade imperiali e consolari, se si considera con quale attenzione le stesse erano concepite e costruite per durare, a differenza di quanto si faceva prima e a volte oggi, decenni se non migliaia di anni, basti pensare alla nostra Via Emilia e a quali opportunità la stessa ha creato. Mi capita spesso negli ultimi tempi di raffigurare i percorsi con una didascalia elementare in cui si vede un nastro, concepito dalla legge nazionale 268 del 1999 e dalla 23/2000 della Legge regionale, che attraversa e quindi unifica i comuni, passa davanti alle varie istituzioni locali, Camere di commercio, Aziende di promozione turistica, ai negozi tipici, alle piccole e medie imprese e alle aziende del settore primario multifunzionali.
Da quali esigenze nasce il coordinamento regionale dell'Emilia Romagna?
Dal concetto su esposto, c'è la necessità di collegare, di unire forze e competenze per rendere raggiungibile prima la provincia di Parma, poi la regione Emilia Romagna e in un domani, le altre regioni d'Italia. I nostri mercati di riferimento sono sempre più distanti, si pensi al settore commerciale e turistico, esso non regge più sul localismo, ma per andare fuori occorrono più capacità, più risorse, più idee e più mezzi che singolarmente noi non possiamo sicuramente esprimere, ed ecco allora che le sinergie sono necessarie ed inevitabili. Occorre per questo un tavolo di concertazione in cui le competenze si confrontino e si sommino.
E' la Strada allora il tavolo di incontro?
Non necessariamente, la Strada è però sicuramente un momento di incontro/confronto di grande rilievo in cui siedono realtà pubbliche e private che devono esprimere con forza le esigenze del territorio nelle sedi opportune. Se la mission delle 145 strade dei sapori a livello nazionale è quella di valorizzare il territorio nel suo concetto più ampio, rivestono sicuramente un'importanza rilevante. Ma potrebbero essere anche le stesse APT, aziende promozione turistica, basterebbe che la T diventasse territorio, perchè alla fine le cose le fanno gli uomini e non le strutture o i loghi, quindi ad ogni livello va individuata una buona leadership, che sappia formalizzare e sottoscrivere un progetto condiviso e camminare tutti assieme. Accettare una strategia di sistema valorizza e non annulla l'espressione dei singoli. Chi si intende di sport sa che alla fine chi vince è la squadra e non il singolo.
Pensa che a livello provinciale, nella Provincia di Parma, sia possibile una così forte sinergia?
Lei pensa che si possa far giocare una squadra senza allenatore e senza un gioco condiviso?. Personalmente ritengo che se vogliamo valorizzare tutte le possibilità od almeno parte delle potenzialità che il nostro territorio può e sa esprimere siamo costretti a cercare il gioco di squadra, che poi alla fine oltre a rafforzare le potenzialità del sistema dà sicuramente lustro a tutti i singoli attori. Altrimenti non rimane che la retrocessione e diventerebbe difficile spiegare ai nostri concittadini che la colpa è da ricercare a più alti livelli, ancor più se la squadra che gioca nella categoria superiore è fra le prime in classifica.
I dati del CENSIS posizionano il suo percorso, la “Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma”, al primo posto a livello regionale e terzo a livello nazionale, cosa ci può dire al riguardo?
Che sono soddisfatto, vedo premiato lo sforzo profuso, e quando in una cosa ci si crede fermamente e la si porta avanti con grande impegno, spesso si è premiati. Ma aggiungo, che il merito non è solo mio, dietro c'è una segreteria e dei soci che fanno la differenza, oltre ad un territorio che suscita attenzione, non dimentichiamo che siamo a Parma, e quindi una importante opportunità che in ogni modo va saputa interpretare, perché non tutto poi a Parma funziona.
Parole impegnative queste del coordinatore delle Strade dei Sapori della regione Emilia Romagna, Mario Schianchi, che però fotografano bene gli sforzi fatti in questi anni, dalla Provincia di Parma e dalla regione Emilia Romagna per rivalutare il patrimonio agroalimentare, ponendolo al centro di un politica di promozione commerciale e di supporto alle imprese e ai Consorzi che alla valorizzazione di questi prodotti destinano le loro migliori energie.
Schianchi ci dice con chiarezza che bisogna continuare a lavorare per fare sistema, mettendo i protagonisti attorno a quel “tavolo di concertazione” dove le competenze possano confrontarsi e sommarsi.
Perché l'obiettivo è quello di utilizzare quel vastissimo patrimonio di prodotti e di sapori dell'Emilia Romagna, come fattore essenziale di sviluppo economico del territorio. E le strade rappresentano quel nastro, come afferma Schianchi, di collegamento tra soggetti diversi ma che hanno un unico obiettivo.
L'obiettivo delle Strade, come afferma Tiberio Rabboni, assessore all'Agricoltura della regione Emilia-Romagna sul giornale dell'assessorato, “è quello di incoraggiare un sistema di alleanze tra soggetti pubblici e privati. Albergatori, ristoratori, commercianti, artigiani, associazioni di categoria...che...partecipano con le loro motivazioni imprenditoriali ad un progetto di valorizzazione di un bene pubblico quale è il territorio e i suoi valori”.
In definitiva la sfida, e ci sembra questo anche il messaggio di Mario Schianchi, è quella di rafforzare quella rete allargata di interlocuzioni, pubbliche e private, orientate alla valorizzazione e alla promozione di un territorio e dei suoi beni materiali e immateriali.
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