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Ultime
notizie di Paolo Massobrio sulle
Denominazioni Comunali
Parma
12 novembre 2010. Sul notiziario odierno de “La notizia del
giorno di Papillon”, Paolo Massobrio continua a sostenere i Comuni
che si schierano a favore delle Denominazioni Comunali, vecchia
battaglia di Luigi Veronelli.
In
particolare parla degli ultimi appuntamenti e del grande successo
della pizza De.Co. di Tramonti (Sa) avvenuto lo scorso
weekend a Golosaria Milano e dell'assemblea svoltasi con i sindaci di Canavese di
mercoledì scorso a Montalto Dora (To).
Poi
Massobrio scrive che “oggi e domani a Vignale Monferrato (Al)
sarà di scena la bagnacaoda mentre Novi Ligure (Al) annuncia
oggi sui giornali le prossime delibere su ceci e trippa della Merella
così come Panni (Fg) che sta portando a compimento il
percorso con una delibera dedicata alla varietà autoctona di
pomodori. Intanto questo weekend si parlerà anche di De.Co. con
Fabio Molinari, ospite della rassegna "Bolle di Vino", a
Tortona (Al) sabato mattina alle ore 9,30 nella sala
Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, mentre il periodico
Meridiani Montagne dedica un ampio spazio al sistema delle
De.Co. vicentine e al libro "De.Co. la carta d'identità del
sindaco". Nelle prossime settimane nuovi appuntamenti sul tema
De.Co., da Golosaria a Torino con la premiazione dei comuni De.Co.
dell'anno agli appuntamenti a Salsomaggiore Terme (Pr) e a
Fermo (Fm) nel weekend del 11-12 dicembre”.
Grande
fermento quindi su una battaglia che deve continuare.
Tutti
gli aggiornamenti e gli approfondimenti sul sito: Denominazioni
Comunali
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Il dibattito
sulle De.Co., le Denominazioni Comunali
nate da un'idea
di Luigi Veronelli
Parma
2008. Sul numero 4
del suo notiziario giornaliero, La notizia del
Giorno di Papillon, il critico Paolo Massobrio ritorna a parlare, e
a far discutere, sulla De.Co. con un breve editoriale che ripubblichiamo qui
sotto.
Anche
noi, insieme a
Massobrio, a Riccardo Lagorio e a tanti altri, crediamo fortemente in questo progetto, o
iniziativa che di si voglia. Le denominazioni comunali sono diventate da tempo
una battaglia e un'impegno anche per INformaCIBO.
Con Paolo
Massobrio crediamo che debba essere una semplice (ma tanto importante!) delibera
comunale ad attestare il valore storico del prodotto. E proprio su questa linea
si muoveva, agli inizi degli anni novanta del secolo passato, l'intuizione di
Luigi Veronelli (qui di fianco riproduciamo un suo scritto apparso sul
Corriere della Sera).
E da Grande Maestro, Veronelli parlava chiaro: “dovete difendervi dalle
omologazioni del gusto e dalla burocrazia che impone bolli e scartoffie. Basta
una delibera comunale per tutelare i prodotti tipici locali e
territoriali”.
Parole che giriamo
direttamente al ministro per le Politiche Agricole e Alimentari, Paolo De Castro,
con una avvertenza: un ministro
attento ai valori della tradizione dovrebbe non snobbare, ma pensarci mille
volte ad un progetto “che non costa niente” e che valorizza al massimo i
prodotti e il territorio e si propone di diffondere il meglio della nostra
cultura agroalimentare. Lo stesso appello è rivolto ai Sindaci sui cui tavoli
giacciono le proposte di De.Co., avanzate da associazioni e consiglieri
comunali.
Milano a
Denominazione Comunale
di Paolo
Massobrio
Torna la De.Co. la
denominazione comunale, all'attenzione del Consiglio Comunale di Milano, che
ieri ha individuato alcune specialità rispetto alle quali il Comune prevede una
delibera. La proposta ripartì con Golosaria lo scorso anno ed oggi torna al
dibattito. Ma sono ancora tanti gli equivoci che girano intorno a questa
iniziativa, voluta fortemente da Luigi Veronelli.
Si dice De.Co. e
piovono gli equivoci. C'è chi le critica senza sapere cosa sono; chi non le vuol
sentire perché l'idea era di Veronelli; chi è scettico perché ci sono di mezzo i
sindaci; chi ha sempre un'altra idea che è la migliore del
mondo.
E poi ci sono i
consulenti che farebbero la De.Co. anche sulla minestra di pantofole o i
venditori di tappeti che ingenerano ancora più confusione. Infine c'è il
ministero per le Politiche Agricole che sta zitto, nonostante sia stato invitato
a fare chiarezza, non con le circolari dei suoi funzionari, ma con un tavolo di
lavoro, come propose il ministro Alemanno, nel maggio del 2005, che vide nelle
De.Co. una buona opportunità.
Proviamo a dire
due cose. Si dice De.Co. (denominazione comunale) e non denominazione comunale
di origine (Prima confusione). La De.Co non tutela nulla, è la semplice delibera
di un Comune che si riconosce in quei prodotti e in quei saperi identitari. E in
un dato momento storico censisce una realtà riferita ad un prodotto. Così
facendo avvia un processo di marketing territoriale, che può sfociare in altre
iniziative (un marchio collettivo territoriale, la richiesta di una
denominazione tutelata dalla UE come può essere una Igp o un Dop. Oppure nulla:
rimane un semplice atto politico consegnato alla storia).
La De.Co. non
è un marchio (Seconda confusione). Ma nello stesso tempo è una cosa che c'è,
esiste, vive nei Comuni e nelle comunità e il Comune la identifica, si
riconosce. Tutto il resto genera confusione (e il ministero dirigista che manda
circolari, farebbe bene a scendere dallo scranno e a confrontarsi, se non vuole
passare alla storia come il ministero delle ambiguità), anche perché la De.Co.
non è una via breve e facilona per tutelare dei prodotti (Terza confusione). Lo
ribadiamo: è un semplice atto, una delibera, un flatus voci che favorisce una
partecipazione popolare, un'autocoscienza. E non è poca cosa.
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