La Camera dei deputati dà finalmente il via

libera alla legge sull’etichetta d’origine

 

Prevede che per i prodotti alimentari non trasformati

dovrà essere indicato il Paese di produzione dei prodotti

 

L’obbligo varrà per tutti gli alimenti. Previste sanzioni per i trasgressori



Roma 17 gennaio 2011. Atteso per domani alla Camera il via libera alla legge sull'etichetta che estende l'obbligo di segnalare l'origine in etichetta a tutti quei prodotti alimentari che ancora non ce l'hanno.

 

Una decisione, all'indomani dell'emergenza diossina in Germania, che avrà ripercussioni importanti non solo sul mercato interno, ma anche a livello europeo dove il governo italiano sta facendo dell’etichetta d’origine la sua bandiera politica nel regolamento Ue sulle informazioni alimentari ai consumatori.


Con questa legge, che ha già ricevuta i pieni voti al Senato, l’Italia si porrà all’avanguardia nella tutela dei consumatori e presto le carni suine, ma anche quelle di agnello come il latte a lunga conservazione dovranno far sapere a chi li compra da dove vengono. Il provvedimento, che nasce dopo più di due anni di traversie, ha goduto negli ultimi passaggi di un percorso privilegiato e accelerato, grazie all’accordo con le opposizioni che hanno ritirato tutti i loro emendamenti. Sono così stati stralciati al Senato quegli articoli che prevedevano un impegno di spesa.


Il testo che avrà il 18 gennaio il via libera definitivo dalla Commissione Agricoltura della Camera è composto di 7 articoli e ha il suo fulcro nell’articolo 4 che, disciplinando, appunto, “l’etichettatura dei prodotti alimentari”, stabilisce l’obbligo di “riportare nell’etichettatura (...) l’indicazione del luogo di origine o di provenienza e (...) dell’eventuale utilizzazione di ingredienti in cui vi sia presenza di Ogm in qualunque fase della catena alimentare” per i prodotti alimentari ‘‘trasformati, parzialmente trasformati o non trasformati’’. Spetterà poi a dei decreti attuativi interministeriali “definire (...) i prodotti soggetti all’obbligo”.

 

Finalmente otterranno l’etichetta di origine le carni che finora non l’hanno avuta (suini, e quindi i salumi, carni di pecora, agnello e coniglio) e il latte a lunga conservazione, ma anche la frutta e la verdura trasformata, vedi in particolare le aranciate e le spremute di arancia, un comparto dove il prodotto d’origine italiano subisce una concorrenza feroce da parte dei succhi congelati provenienti da Paesi extra Ue.

Significativo, nel provvedimento, il rafforzamento del sistema sanzionatorio e di salvaguardia delle produzioni a denominazione protetta (articolo 2), delle produzioni italiane (articolo 3) nonché quelle per la produzione e il commercio dei mangimi (articolo 6) che arriva a prevedere sanzioni amministrative fino a 66.000 euro “salvo che il fatto costituisca reato”.

 

 

 

 

 

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Camera dei Deputati

  

 

  

 

  

 

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