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"Tour mondiale del gusto"
per la
ristorazione italiana all'estero
Emanuele
Esposito, presidente Ciao
Italia in
Arabia Saudita e Medio Oriente, chef e direttore di Mediterraneans
intervista il direttore Giovanni Antonio Cocco direttore generale
ISNART, e organizzatore del "Tour"
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Sta per partire un nuovo progetto
che facendo tesoro dell’esperienza già maturata entro i confini
nazionali. Unisce oltre 170 Camere di commercio in Italia e nel mondo
e vuole portare in giro i prodotti più emblematici e autentici: è
il “Tour mondiale del gusto”.
Con l'organizzazione di Unioncamere
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A cura di Emanuele Esposito
Emanuele
Esposito: Come nasce l'idea di
un tour
Risposta
Giovanni Antonio Cocco:
L’idea di creare un tour
eno-gastronomico deriva dall’aver osservato cosa si fa per
promuovere i prodotti italiani: all’estero vengono organizzate
singole serate presso i ristoranti, mentre in Italia, alcuni
operatori, già realizzano tour per presentare soprattutto case
vitivinicole. Queste esperienze, di cui abbiamo misurato anche i
ritorni, ci hanno indotto a ritenere che poteva essere una buona
idea proporre ai territori italiani ed ai loro produttori il
circuito dei ristoranti italiani nel mondo in modo creativo e
coinvolgente.
Domanda: Quale sarà secondo voi
il vantaggio per l'Italia questo tour
Risposta
Giovanni Antonio Cocco: Ci aspettiamo vantaggi di breve,
medio e lungo periodo: quelli a breve si riferiscono ai ristoranti ed
ai produttori che avranno l’occasione di presentare i loro
prodotti: quindi maggiori clienti per i ristoranti e maggiori
esportazioni di prodotto agroalimentare. I vantaggi a medio termine
si riferiscono invece alla possibilità che gli ospiti di ogni tappa
del tour “toccando” il prodotto italiano possano rimanerne
incantati e decidano di visitare le terre da cui provengono quei
magici prodotti. Nel lungo periodo siamo certi invece che questi tour
rappresentino una forma sostenibile ed innovativa di far emergere il
prodotto italiano.
D: Come sarà il programma del
tour.
R: Ogni tour è composto da 10/15
tappe ognuna delle quali vedrà come protagonista un ristorante
italiano presso il quale verrà realizzata una vera e propria serata
di degustazione del prodotto italiano. All’interno della serata, in
modo armonioso ed interattivo, verranno presentati i prodotti
dell’enogastronomia, ma anche moda, cinema, artigianato, a seconda
delle peculiarità del territorio: dopo una breve presentazione della
serata si procederà alla degustazione dei prodotti e si spiegherà
gli abbinamenti di piatti e di vini proposti; le portate saranno
intercalate da spiegazioni sui prodotti e sulle tradizioni che li
hanno generati, toccando quindi altri settori e mostrando ai nostri
ospiti ciò che vivrebbero nei territori oggetto delle presentazioni,
a testimonianza che il prodotto italiano deve essere provato e
raccontato. Dopo ogni presentazione i commensali saranno invitati in
modo anonimo a votare il piatto preparato e l’abbinamento proposto.
D: Gli chef o i ristoranti che
parteciperanno cosa vinceranno
R. Al termine di ogni tour, e
quindi delle 10/15 tappe, è prevista una serata dedicata alla
premiazione di quegli chef che hanno ottenuto il miglior gradimento
da parte del pubblico. La vincita, ovviamente, non potrà che
consistere in forniture di prodotti, tour di approfondimento in
Italia e, perché no, dopo il lavoro, anche momenti di relax da
scegliere in una delle strutture turistiche in Italia certificate
Ospitalità Italiana.
D: Quali sono i mercati che
questo tour intende dare priorità.
R: La nostra ricchezza sono le 70
Camere di Commercio Italiane all’estero e, presto, gli oltre 1.000
ristoranti certificati nel mondo. Direi che la priorità la faremo
scegliere ai territori italiani che decideranno di utilizzare questo
nuovo strumento di promozione. Quindi nessuna scelta da parte nostra
ma solo disponibilità a comporre il paniere della presentazione come
meglio si addice alla strategia delle aziende italiane. Per rendere
ancora più chiaro cosa significa questo circuito, voglio ricordare
alcuni numeri: toccando un ristorante italiano all’estero
certificato al massimo 4 volte l’anno, una per stagione, possiamo
proporre 45 mercati, 280 tour, da 3 a 4 mila tappe ed oltre 500.000
invitati. C’e’ da scegliere non crede?
D: Quali saranno le aziende che
danno il loro supporto.
R: Voglio immaginare che siano
tutte le aziende italiane di ogni settore, anche se prioritariamente
quelle dell’enogastronomia. La peculiarità che voglio sottolineare
è relativa però al tipo di azienda che porteremo nel mondo: saranno
soprattutto le piccole e medie imprese a beneficiarne, sia per il
basso impegno economico che ogni tour comporta, sia perché
attraverso i tour valorizzeremo le piccole produzioni che
contraddistinguono il nostro tessuto produttivo. Metteremo in
contatto piccoli ristoranti con piccoli produttori, consumatori con
fornitori, prodotti con canali di distribuzione, lasciando poi agli
operatori italiani ed esteri trovare la migliore strada per
incrociare i propri destini imprenditoriali.
D: Non crede che questo tour
sia solo un modo per sponsorizzare
R: Non credo sia una semplice
sponsorizzazione. Ospitalità Italiana in tour è stato pensato per
presentare il prodotto italiano, farlo assaggiare, raccontarlo e
quindi far in modo di presentarlo nel modo che più si addice ad un
prodotto di top gamma. Se tutto questo si tramutasse in semplice
sponsorizzazione, a mio avviso, ce ne accorgeremmo subito e
cambieremo strategia se non porta risultati concreti alle aziende ed
ai territori. Misureremo i risultati delle azioni in termini di
soddisfazione delle aziende e di valore aggiunto creato.
D: Il mercato estero ha bisogno
ancora di essere esplorato dalle aziende italiane
R: Assolutamente si. Abbiamo dei
notevoli margini di miglioramento e l’andamento delle esportazioni
in questo periodo di crisi lo sta dimostrando: in alcuni settori,
come ad esempio il vino, abbiamo dei tassi di crescita a doppio digit
e ciò a dispetto della crisi. Il nostro prodotto, il nostro
mangiare mediterraneo, il nostro stile di vita, non è conosciuto
sufficientemente. Se così fosse, i nostri territori registrerebbero
il tutto esaurito per la maggior parte dell’anno perché l’Italia
è la nazione più completa al mondo anche se forse non è facile
fruirla.
D: Molti dicono che i prodotti
italiani all'estero li compra solo gli italiani all'estero, lei cosa
pensa
R: Direi che è un po’
riduttivo. Non posso negare che i nostri connazionali consumino
prodotti italiani. Posso però asserire con ragionevole certezza che
non siano solo questi a beneficiarne. Abbiamo avuto modo di misurare
che la clientela media di un “vero” ristorante all’estero è
composta mediamente per il 20% da italiani.
D: Lei non crede che ci sia il
bisogno di educare il mercato più che sponsorizzare
R: L’educazione, soprattutto al
corretto uso dei prodotti, è la prima carta che dobbiamo giocare.
Occorre però aggiungere che nel mondo di oggi l’educazione passa
necessariamente attraverso il coinvolgimento. Noi italiani facciamo
sentire il nostro interlocutore non come uno scolaro che è in
constante soggezione rispetto al docente; lo trattiamo da nostro pari
e lo coinvolgiamo dando contenuti attraverso la tavola. In sintesi
Ospitalità Italiana in tour è un modo di informare sul corretto uso
dei prodotti italiani e sul loro abbinamento. Che poi ci riconoscano
universalmente un primato nella cucina esalta solo la nostra capacità
di trasmettere messaggi, educando senza alterare il messaggio. Se
dovessimo fare una graduatoria nelle trasmissioni di cucina, copiati
o meno, saremmo al primo posto.
D: Il tour potrebbe fare anche
una sorta di tour educazione alla cucina italiana
R: Esattamente quello che
intendevo dire. Attraverso il tour avviciniamo le persone alla cucina
italiana, al nostro secolare sapere, ai nostri gusti di provare gli
autentici sapori dei prodotti abbinandoli tra loro in modo creativo,
salutare ed in linea con il corretto uso degli stessi. Quindi ben
venga che dietro ogni tour ci sia anche una piccola educazione alla
cucina italiana.
D: Ci saranno personaggi che
seguiranno il tour
R: In ogni tappa è previsto
l’invito a personalità dei territori in cui realizziamo il tour,
siano essi del mondo dello spettacolo, della politica, della
economia, della cultura. La cucina italiana unisce come è stato
dimostrato dal riconoscimento della Dieta Mediterranea come
patrimonio della umanità. L’UNESCO ha voluto riconoscere in questo
riconoscimento uno stile di vita fatto di prodotti, di attività, ma
anche di convivialità. Ben venga quindi che nella convivialità si
incontrino personaggi che nella vita hanno avuto più fortuna di
altri. La convivialità che si registra a tavola avvicina le persone
ed abbatte barrire facendoci comprendere che la vita è meno
difficile di quanto sembri se affrontata con piacere.
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