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Due
nuove guide ai Ristoranti
di Bologna
di
Piero Valdiserra

Le
lasagne piatto tipico bolognese
Bologna 20 settembre
2010. Da tempo non venivano pubblicate nuove guide alla
ristorazione felsinea e quest’anno, in un colpo solo, ne sono
uscite due: entrambe, poi, si affidano a una formula inconsueta e
degna di essere segnalata.
La prima
pubblicazione, patrocinata da ASCOM Bologna e realizzata dal Club
dei Sapori, si chiama “Bologna la Grassa, Bologna la Magra”,
e divide i ristoranti petroniani in due categorie. I locali che si
schierano sul fronte della “grassezza”, il fronte classico della
cucina felsinea, sono quelli che ripropongono con legittimo orgoglio
i piatti della grande tradizione cittadina, dai leggendari primi al
gran fritto misto, dalle cacciatore alle polpette e ai polpettoni,
per non parlare dei cotechini, degli arrosti, del friggione. E chi
più ne ha più ne metta.
L’insegna, dichiarata, è quella di una
tipicità e di una fedeltà al territorio che non sono mai venute
meno.
Dall’altro lato i
ristoranti “magri” sono quelli che raccolgono decisi la sfida
dell’innovazione, vogliono cioè dimostrare che seguire una cucina
moderna non significa affatto rinunciare al gusto e ai buoni sapori.
Si tratta in altre parole dell’altro lato della medaglia “storica”,
in quanto la cucina bolognese dimostra così di evolversi e di
aggiornarsi senza tradire il suo glorioso passato.
Il volume è
completato da una sezione dedicata a “Le Isole dei Sapori” (una
guida alle botteghe della migliore tradizione gastronomica di Bologna
e provincia) e da un glossario inglese delle principali specialità
petroniane.
La seconda
pubblicazione, “Mangiamo a Bologna”, è opera dei
giornalisti Fabio Bottonelli e Giulia Rossi.
La sua formula, come
promette il sottotitolo di copertina, è una guida al locale migliore
a seconda del piatto che si ha voglia di mangiare. Facciamo qualche
esempio per chiarire. Le migliori tagliatelle al ragù? Al Caminetto
d’Oro di Via dei Falegnami. Il miglior bollito? Presso
l’inossidabile Diana.
I migliori dolci al cucchiaio? Dal
mitico Ivo de La Braseria. E via degustando.
L’approccio di
Bottonelli e Rossi non è certo quello dei critici occhiuti, ma dei
bolognesi colti e curiosi che amano mangiare bene e condividere con
altri i piaceri della tavola: per questo prendono in considerazione
sempre, per ogni piatto, il posto migliore in cui trovarlo a Bologna,
integrando il suggerimento con una serie di altri indirizzi, comunque
di buona qualità.
Bando a stelle, forchette o simbologie da guida
classica, dunque; l’unico metro di giudizio è stato la
sperimentazione diretta degli autori, il passaparola e lo scambio di
pareri con parenti e amici.
Vista la sua insolita struttura, il libro
è arricchito da due indispensabili indici: uno per piatto, e uno per
luogo/ristorante.
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