Intervista esclusiva a Claudio Malagoli, Professore di "Economia dell'azienda agroalimentare", e di "Etica dell'alimentazione" presso l'Università di Scienze Gastronomiche – Pollenzo/Bra (CN)


Come sta l'agricoltura nel nostro Paese?

Agricoltura biologica e biodinamica, Ogm,

 


di Giorgio Diaferia

 

Domanda Diaferia: Come sta l'agricoltura nel nostro Paese e quali sono le sue principali criticità?

 

Risposta Malagoli: Il nostro Paese, pur possedendo solo il 7% della superficie agricola utilizzata dei Paesi dell’UE (12,7 milioni di ettari), produce il 13% circa del fatturato agricolo di quest’area (50.000 milioni di euro), segno inequivocabile di una produzione ad alto valore aggiunto. Purtroppo, però, l’agricoltura nel nostro Paese sta attraversando un periodo di grande crisi, in relazione soprattutto alla stagnazione dei prezzi ed all’incremento dei costi di produzione.

 

Negli ultimi 20 anni il numero di agricoltori del nostro Paese è passato da 2,5 milioni a 1,7 milioni circa. Da un punto di vista sociale si tratta di una grande perdita, in quanto l’attività agricola per il mercato rappresenta solo una parte dei reali benefici che il settore apporta alla collettività. Non dobbiamo dimenticare che nel nostro Paese il ruolo dell'agricoltura è di fondamentale importanza per il presidio e la manutenzione del territorio, per la conservazione dell'assetto idrogeologico, per la conservazione e la tutela del paesaggio, per la conservazione della biodiversità, per la creazione di spazi ad uso ricreazionale, ecc. Pertanto è riduttivo vedere l'agricoltura solo dal lato produttivo per il mercato, occorre vederla e tutelarla per le esternalità positive che essa fornisce.


D: La produzione di Ogm potrebbe creare una contaminazione del suolo e dell’ambiente dove vengono coltivati?

R: La risposta è positiva, soprattutto per quelle piante coltivate che hanno parentali selvatiche nel nostro Paese e per quelle che hanno un seme che può mantenersi vitale nell’annata successiva a quella della raccolta.

In particolare:

  • Le piante coltivate OGM possono trasferire mediante impollinazione incrociata il transgene di resistenza ai diserbanti o agli insetti alle parentali selvatiche, come per esempio sembra sia avvenuto tra colza RR e senape selvatica;
  • Le piante coltivate OGM possono diffondersi autonomamente nell’ambiente, in relazione al fatto che durante la raccolta o durante i trasporti alcuni semi possono cadere a terra e germinare nell’annata successiva. Ovviamente non accade nulla nel caso di monocoltura, mentre si creano problemi nel caso in cui si facciano le rotazioni.



D: Parliamo di agricoltura sostenibile, cos'è e cosa rappresenta per il futuro della nostra agricoltura?

R: Nel tempo c’è stata una accentuata evoluzione dell’agricoltura verso forme di produzione “più soft”. In particolare, siamo passati da una agricoltura convenzionale, che utilizza le “lotte a calendario” per contrastare insetti e malattie fungine (per esempio 1 trattamento a settimana a prescindere dal fatto che vi fosse la malattia o meno), all’agricoltura biologica, che non utilizza prodotti chimici di sintesi ma che è caratterizzata da livello produttivi per ettaro di superficie leggermente inferiori. Tra queste due forme estreme di agricoltura si possono individuare altre forme di agricoltura sostenibili. Stiamo parlando soprattutto oggigiorno dell’”Agricoltura Conservativa”. Per Agricoltura Conservativa si intendono specifiche tecniche agronomiche per la preparazione del terreno a basso impiego di mezzi meccanici (la semina su sodo o la minima lavorazione) o le coperture vegetali permanenti, comportando benefici di natura agronomica, economica ed ambientale. Nell’agricoltura conservativa si adottano le rotazioni, anche al fine di limitare il fenomeno delle resistenze genetiche degli antagonisti, ed i trattamenti seguono le regole della “Lotta Guidata, Integrata e Biologica”.


D: Lotta guidata, integrata, agricoltura biologica e biodinamica rappresentano una agricoltura competitiva sui mercati, quali le principali differenze?

 

R: Queste forme di lotta agli antagonisti delle piante sono alla base dell’”agricoltura conservativa”. Nella “lotta guidata” i trattamenti antiparassitari sono effettuati solo al superamento di determinati valori di soglia. Nel caso degli insetti, sono distribuite nel campo coltivato delle “trappole sessuali” che attirano e trattengono gli insetti. Il trattamento chimico contro questi insetti viene effettuato solo se il numero delle catture supera un certo numero (valore di soglia), in un certo numero di giorni.


Nella “Lotta integrata”, oltre all’utilizzazione dei principi ispiratori della “lotta guidata”, la difesa delle coltivazioni dai loro parassiti viene effettuata integrando tra loro mezzi chimici (fitofarmaci di sintesi), biologici (naturali predatori anche batterici), genetici (scelta di piante resistenti alle malattie), fisici (interventi meccanici adeguati al contenimento delle malattie) e agronomici (finalizzati alla cura delle piante mediante l’apporto di specifici nutrienti). In particolare, nell’”Agricoltura integrata” il controllo degli insetti fitofagi è demandato anche all’utilizzazione dei naturali predatori di questi insetti, in genere altri insetti o batteri, che si nutrono degli insetti fitofagi (coccinelle, crisopa, ecc.).


L’”Agricoltura Biologica e/o Biodinamica”, utilizza la stessa filosofia di contrasto ai patogeni sviluppata dalla “Lotta integrata”, in questo caso, però, non vengono utilizzati prodotti chimici di sintesi, ma soltanto prodotti che si possono trovare in natura e che sono elencati nella Legge che regola queste forme di agricoltura. Da rilevare che l’”Agricoltura Biodinamica” si basa su concezioni secondo le quali esisterebbe un rapporto dinamico tra l’uomo, l’ambiente e gli influssi cosmici, attribuendo ai cicli astronomici ed alla posizione della luna un ruolo di primo piano nella determinazione dell'evoluzione dei cicli colturali delle produzioni agricole.


    Biografia

Malagoli Claudio dal 1983 al 2007 è stato docente di "Estimo territoriale e ambientale" presso la Facoltà di Agraria dell'Università di Bologna. Dal 2007 è Professore di "Economia dell'azienda agroalimentare", di "Estimo Sociale" e di "Etica dell'alimentazione" presso l'Università di Scienze Gastronomiche – Pollenzo/Bra (CN).

È stato componente della Commissione di vigilanza sugli OGM del MIPAAF. Ha tenuto un'audizione presso il Senato della Repubblica sull'utilizzazione degli OGM in agricoltura. È stato Commissario dell'Ente Nazionale Risi. Ha fatto parte del Consiglio tecnico-scientifico del MIPAAF. È valutatore dei progetti di ricerca per conto del MUR. È stato coordinatore nazionale del progetto di ricerca finanziato dal MIPAAF "Ricerca di strategie di valorizzazione del biologico".

I suoi principali campi di ricerca sono l'Agricoltura Biologica, gli OGM, i nutraceutici e le nanotecnologie applicate al settore agroalimentare.



 

 

 

 

 

 

Claudio Malagoli
Università degli Studi di Scienze Gastronomiche | Sede di Pollenzo
Piazza Vittorio Emanuele, 9
fraz. Pollenzo - 12042 Bra (Cn)

      

Claudio Malagoli

Telefono: +39 0172 458511
Fax: +39 0172 458500
Email: c.malagoli@unisg.it

 

 

 

 

 

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