L'Oro rosso ha ora un Museo in provincia di Parma

Inaugurato alla Corte di Giarola di Collecchio il museo del Pomodoro

 


La cerimonia inaugurale con il taglio del nastro. In primo piano:

 il Sindaco di Collecchio, Paolo Bianchi, il presidente della Camera di Commercio,

Andrea Zanlari e il vice presidente della Provincia Pier Luigi Ferrari

 

 

Corte di Giarola – Collecchio, 25 settembre 2010. Inaugurato alla Corte di Giarola di Collecchio il museo dedicato all’oro rosso. È il quarto del circuito ‘I Musei del Cibo della Provincia di Parma’ dopo quelli intitolati a Parmigiano Reggiano, Salame di Felino e Prosciutto di Langhirano

 

Di origine notoriamente americana il pomodoro ha trovato terreno fertile proprio in provincia di Parma e ora anche la propria casa, il proprio Museo. Il principale distretto di produzione del pomodoro per polpe e passate si trova in Emilia, qui si è sviluppata anche la tecnologia per l’industria conserviera, esportata in tutto il mondo. Dunque a pieno titolo ‘l’oro rosso’ trova posto nel circuito dei Musei del Cibo della Provincia di Parma (www.museidelcibo.it) già presenti nel territorio e dedicati a Prosciutto e salumi (Langhirano), Salame (Felino) e Parmigiano (Soragna).

 

Il Museo del Pomodoro è stato inaugurato oggi, sabato 25 settembre, alla presenza di autorità e giornalisti. Proprio in questa occasione è stato organizzato il convegno «Il pomodoro a Parma: storia, imprenditorialità e gusto» che ha visto la partecipazione di qualificati relatori: Tullio Gregory, direttore ‘Istituto Enciclopedia Italiana Giovanni Treccani’ che ha parlato di ‘Pomodoro fra storia e cultura’, Leone Arsenio, medico esperto in alimentazione dell'Azienda Ospedaliera di Parma, Carlo Cambi, docente di marketing del turismo e giornalista gastronomico e Giancarlo Gonizzi, coordinatore dei Musei del Cibo, ha invece illustrato ai presenti il progetto del Museo del Pomodoro.

 

Collocato in un centro di trasformazione alimentare di epoca medievale – la Corte di Giarola a Collecchio, il museo è organizzato in sette sezioni tematiche. Si parte con il racconto della storia, con l’arrivo in Europa nel ‘500 del pomodoro e la sua diffusione successiva per proseguire con la seconda sezione sullo sviluppo dell’industria di trasformazione a Parma, la terza mostra lo sviluppo delle tecnologie produttive, la quarta affronta la tematica del prodotto finito e degli imballaggi, la quinta si dedica allo sviluppo dell’industria meccanica, la sesta racconta i protagonisti e i lavori in fabbrica. Chiude il percorso la cultura del ‘Mondo Pomodoro’ con le pubblicità, citazioni, dipinti.


Presenti all’inaugurazione Giampaolo Mora, presidente dei Musei del Cibo della Provincia di Parma, Paolo Bianchi, sindaco di Collecchio, Andrea Zanlari, presidente Camera di Commercio di Parma, Cesare Azzali, direttore Unione Parmense Industriali, Pier Luigi Ferrari, vice presidente della Provincia di Parma, di cui publichiamo alcune dichiarazioni.


Giampaolo Mora – Presidente Associazione Musei del Cibo della Provincia di Parma. «L’associazione dei Musei del Cibo della provincia di Parma completa, con l’allestimento del Museo del Pomodoro, il panorama museale dei quattro grandi prodotti del nostro territorio. Il pomodoro riveste un’importanza del tutto particolare nel nostro comparto agro-alimentare, sia per la qualità del prodotto sia per le trasformazioni industriali che hanno raggiunto livelli di assoluta eccellenza».

 

Paolo Bianchi - sindaco di Collecchio. «Per il Museo del Pomodoro, la Corte di Giarola è una residenza ottimale. Nel comune di Collecchio si trovano grandi stabilimenti di lavorazione del pomodoro e la nuova struttura museale, così legata all’economia del nostro territorio, contribuisce a valorizzarlo, aumentandone l’offerta culturale.

 

Pier Luigi Ferrari - vicepresidente della Provincia. «Parma è una capitale del pomodoro e il relativo settore industriale è una realtà viva: il prodotto trasformato nel Parmense rappresenta il 30% circa della produzione italiana. Questo museo rientra in una concezione della rete museale come nesso tra prodotto e territorio, tra storia e realtà, tra tradizione e innovazione, rappresentando quei processi di filiera in grado di narrare le tappe del percorso storico e sociale di un prodotto e di farci immergere nel contesto territoriale e produttivo».

 

Cesare Azzali, direttore dell’Unione parmense degli industriali. «La lavorazione del pomodoro ha rivestito un ruolo di primissimo piano nella storia economica della nostra provincia e proprio dall’esigenza primaria di trasformare e conservare questo straordinario prodotto della natura è nato e si è sviluppato quel connubio tra cibo, territorio e tecnologia che ha portato la nostra industria a raggiungere livelli di assoluta eccellenza e Parma a essere riconosciuta in tutto il mondo come una delle capitali dell’agro-alimentare. Il Museo del pomodoro potrà costituire, dunque, un luogo ideale di memoria e testimonianza».

 

Andrea Zanlari, presidente CCIAA di Parma e Unioncamere Emilia Romagna. «La Camera di Commercio di Parma, sostenendo il progetto della nuova istituzione museale ha voluto far tesoro della tradizione del nostro territorio e della nostra economia in modo da continuare a valorizzare, anche in futuro, un prodotto così centrale per il sistema Parma. È un’ottima occasione per custodire un’esperienza umana e imprenditoriale, come ad esempio quella di Carlo Rognoni, che può dare impulso e creatività al nostro saper fare economia. I Musei del Cibo sono un elemento fondamentale di marketing territoriale».


Il Museo è stato finanziato da: Regione Emilia Romagna, Provincia di Parma - Assessorato Agricoltura, Comune di Collecchio, Camera di Commercio, Industria, Agricoltura ed Artigianato di Parma, Unione Parmense Industriali, Fondazione Cariparma. Ed è sostenuto da Co.Pa.Dor. I. Guzzini ha donato il progetto illuminotecnico.


Hanno collaborato alla realizzazione: Progetto di restauro e allestimento: architetti Claudio Bernardi, Alberto Bordi, Sauro Rossi, Marco Zarotti. Collaborazione scientifica e testi: Giovanni Delbono, Ubaldo Delsante, Pierluigi Longarini. Allestimenti: Kairòs, Zeroframe, Omnimedia, Cacciavillani, Alberto Ghillani, Megaprint, Andrea Neri, Richard e Maria Benecchi. Restauro macchinari: Gaudenzio Iacci. Modelli: Silvio Scajola, Roberto Peri, Mirko Scarabaggio.

Ufficio Stampa: Binario comunicazione.



I Musei del Cibo della provincia di Parma

Un progetto di qualità per la promozione e la conservazione di un territorio di qualità


I Musei del Cibo in Provincia di Parma73.432 visitatori dall’apertura ad oggi, 14.995 nel solo 2009, il doppio rispetto ai 7.013 visitatori del 2004, anno in cui hanno aperto i Musei del Cibo ed in crescita anche sul 2007.

Al sito Internet www.museidelcibo.it, che si compone attualmente di oltre trecento pagine web, costantemente aggiornate ed implementate, si sono rivolti circa 930.000 visitatori virtuali per circa 400 visite giornaliere, divenendo autorevole punto di riferimento per chi voglia approfondire la storia e la cultura dei nostri prodotti d'eccellenza.

 

Grandi numeri che dimostrano non soltanto la qualità del lavoro svolto e l’energia che tutti vi hanno investito, ma anche quanto questo territorio sia ricco di interesse per il pubblico, locale e nazionale. Il legame con il territorio appunto è ciò che sta alla base della filosofia dei Musei del Cibo, i quali si propongono come luoghi di fonti e racconti di grande fascino, centri dell’accoglienza, dell’esperienza dei sensi e di approfondimento della cultura dei prodotti tipici del territorio, perché non se ne perdano storia e tradizioni.


I Musei del Cibo della provincia di Parma sono un circuito dedicato ai prodotti tipici del territorio parmense. Ne fanno parte, oltre quello del Pomododo: il Museo del Parmigiano–Reggiano a Soragna, il Museo del Prosciutto e dei Salumi di Parma, a Langhirano, il Museo del Salame a Felino.

E' in corso di allestimento il Museo del Vino a Sala Baganza.


Tutti i Musei sono aperti fino a dicembre il sabato, la domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. A Langhirano l'orario è continuato – dalle 10 alle 18 – ed è possibile fare una sosta alla Prosciutteria del Museo per una ricca degustazione, mentre a Felino il Ristorante del Castello offre uno speciale menu con il salame protagonista. In settimana i Musei sono aperti, su prenotazione, per le scuole ed i gruppi.

 

Per informazioni e prenotazioni: www.museidelcibo.it oppure contattare l’associazione “I Musei del Cibo della provincia di Parma” al numero 0521/228152.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

Arriva il quarto Museo del Cibo della Provincia di Parma: Museo del pomodoro

Il finanziamento del progetto della Provincia di Parma per circa 136.000 €

  

 

Musei del Cibo

  

La sede del Museo

  

 

[home page]

[mission]

[redazione]

[collabora]

[contattaci]

[link]

 

2003 ©opyright ::  INformaCIBO.it