A Collecchio (Parma) sabato si inaugura

il Museo del Pomodoro


Arriva il quarto Museo del Cibo della Provincia di Parma,

dopo Parmigiano Reggiano, Prosciutto e Salame di Felino

L’inaugurazione alla Corte di Giarola di Collecchio, sabato 25 settembre



Parma, 21 settembre 2010. Di origine notoriamente americana il pomodoro ha trovato terreno fertile proprio in provincia di Parma e ora anche la propria casa, il proprio Museo. Il principale distretto di produzione del pomodoro per polpe e passate si trova in Emilia, qui si è sviluppata anche la tecnologia per l’industria conserviera, esportata in tutto il mondo. Dunque a pieno titolo ‘l’oro rosso’ trova posto nel circuito dei Musei del Cibo della Provincia di Parma già presenti nel territorio e dedicati a Prosciutto e salumi (Langhirano), Salame (Felino) e Parmigiano (Soragna).

 

Il taglio del nastro è previsto sabato 25 settembre: a partire dalle 10 si svolgerà il convegno “Il pomodoro a Parma: storia, imprenditorialità e gusto” al quale interverranno Tullio Gregory, direttore dell’Istituto Enciclopedia Italiana Treccani, Giorgio Calabrese, nutrizionista, Davide Paolini giornalista gastronomico e Giancarlo Gonizzi, coordinatore dei Musei del Cibo. L’inaugurazione con visita guidata per i partecipanti al convegno si svolgerà alle 12.30.

Il Museo apre al pubblico nel pomeriggio, dalle 15 alle 18, l’ingresso è libero con visite guidate ogni ora. Si svolgeranno inoltre, nel pomeriggio, dei laboratori scientifici per bambini in collaborazione con l’associazione Googol, che saranno ripetuti anche l’indomani, domenica 26 settembre, sempre in orario pomeridiano.

 

Il museo è organizzato in sette sezioni tematiche parte con il racconto della storia, con l’arrivo in Europa nel ‘500 del pomodoro e la sua diffusione successiva. Prosegue con la seconda sezione sullo sviluppo dell’industria di trasformazione a Parma, la terza mostra lo sviluppo delle tecnologie produttive, la quarta affronta la tematica del prodotto finito e degli imballaggi, la quinta si dedica allo sviluppo dell’industria meccanica, la sesta racconta i protagonisti e i lavori in fabbrica.  

Chiude il percorso la cultura del ‘Mondo Pomodoro’ con le pubblicità, citazioni, dipinti.

 

Il giorno successivo, domenica 26 settembre, il Museo sarà aperto dalle 10 alle 18 con visite guidate ogni ora.

Alle 21 il concerto nella corte (sempre ad ingresso libero) con Elio ed i Filarmonici di Busseto: “Viva la pappa col pomodoro”.

 

Al termine del concerto degustazione: “Il pomodoro in tutte le salse” a cura del Ristorante “Corte di Giarola” (prenotazione obbligatoria al numero 0521 931800)

 


 

Al via il Museo del Pomodoro

 

Confermato dall'Assessorato all'Agricoltura della Provincia di Parma  il finanziamento del progetto per circa 136.000 €

 

 

Parma maggio 2009. Parma avrà un nuovo Museo del Cibo: l'Assessorato all'Agricoltura della Provincia ha confermato il finanziamento del progetto per una cifra di 136.336,20 euro.

"L'impegno della Provincia - sottolinea Pier Luigi Ferrari, vice presidente della Provincia di Parma - continua nella direzione della promozione e sostegno alla rete dei Musei del Cibo. La prossima realizzazione del Museo del Pomodoro e l'iniziativa assunta dal Comune di Sala Baganza, rappresentano realtà vitali da valorizzare".

 

La somma, che fa parte del finanziamento europeo sul Piano di Sviluppo Rurale Regione Emilia Romagna, misura 313 "Incentivazione delle attività turistiche", rappresenta una quota significativa per la copertura dei costi complessivi e si unisce allo stanziamento del Comune di Collecchio, raggiungendo l'importo di 186.336,20 euro. Mancano ancora alcuni tasselli per giungere al completamento del progetto, ma la soddisfazione per i traguardi raggiunti non è poca.

 

La fiducia dimostrata dalle istituzioni per la realizzazione di questo nuovo Museo - dice Giampaolo Mora, presidente dell'Associazione Musei del Cibo - rappresenta meglio di qualsiasi riconoscimento, l'importanza del circuito museale, a cui si aggiunge un nuovo importante tassello. Soragna, Langhirano, Felino, e in futuro Collecchio e Sala Baganza, sedi dei prossimi musei in fase di costituzione, sono tra i più importanti comuni della provincia di Parma, ricchi di attività produttive e siti di interesse turistico. E con la loro collocazione strategica lungo un unico percorso, costituiranno una sorta di viaggio nella Food Valley alla scoperta del nostro patrimonio di sapori e di eccellenze. E il fatto che scuole e anziani - come dimostrano i biglietti staccati - siano tra i più frequenti visitatori dei musei, è per noi motivo di grande soddisfazione. Ma grazie agli interventi di promozione, sta crescendo anche la quota di turisti stranieri”.

 

Un grande passo quindi per lo sviluppo del circuito museale, di cui fanno parte il Museo del Parmigiano-Reggiano a Soragna, il Museo del Prosciutto e dei Salumi di Parma, a Langhirano, il Museo del Salame a Felino.

 

Un'azione che porterà beneficio a tutto il territorio parmense. I Musei del Cibo infatti non sono soltanto strumenti di diffusione di cultura e tradizione, ma anche strutture turistiche e, come tali, hanno la grande potenzialità di portare risorse sul territorio.

Tale potenzialità è dimostrata dai numeri relativi ai musei: 63.548 visitatori dall'apertura ad oggi, 15.592 nel solo 2008, il doppio rispetto ai 7.013 visitatori del 2004, anno in cui hanno aperto i Musei del Cibo ed in crescita anche sul 2007.

 

Al sito Internet www.museidelcibo.it, che attualmente si compone di oltre trecento pagine web, costantemente aggiornate ed implementate, si sono rivolti oltre 899.000 visitatori virtuali per circa 400 visite giornaliere, divenendo autorevole punto di riferimento per chi voglia approfondire la storia e la cultura dei nostri prodotti d'eccellenza.

Grandi numeri che dimostrano non soltanto la qualità del lavoro svolto e l'energia che tutti vi hanno investito, ma anche quanto questo territorio sia ricco di interesse per il pubblico, locale e nazionale. Il legame con il territorio appunto è ciò che sta alla base della filosofia dei Musei del Cibo, i quali si propongono come luoghi di fonti e racconti di grande fascino, centri dell'accoglienza, dell'esperienza dei sensi e di approfondimento della cultura dei prodotti tipici del territorio, perché non se ne perdano storia e tradizioni.

 

Luoghi anche di apprendimento, hanno infatti al centro di progetti futuri la didattica. Un percorso iniziato nel 2008 con la realizzazione dei Quaderni Didattici dei Musei del Cibo: tre pubblicazioni, per oltre 300 pagine complessive, ricche di approfondimenti, schede di lavoro e materiale iconografico frutto dell'impegno di uno staff multidisciplinare, composto, oltre che da tecnici ed esperti del settore alimentare, della comunicazione e della didattica, da docenti e studenti delle scuole di Parma. Il cammino ora prosegue con i Laboratori Didattici, già testati nei mesi scorsi e proposti a partire dal prossimo anno scolastico alle scuole del territorio e legati a due temi fondamentali: l'approfondimento scientifico e l'educazione alimentare.

 

Oltre alla realizzazione del Museo del Pomodoro, c'è in cantiere un altro ambizioso progetto: l'allestimento della Cantina dei Musei del Cibo a Sala Baganza. “La scelta di non chiamarlo semplicemente Museo del Vino - sottolinea il Presidente dei Musei del Cibo - deriva dalla volontà di comunicare il profondo legame che unisce i prodotti tipici dello stesso territorio”.

La scelta di realizzare questo nuovo museo a Sala Baganza, conferma e rafforza il rapporto quasi simbiotico “prodotto-territorio d'origine”: tutti i Musei del Cibo infatti sono collocati in provincia, in quelle zone che storicamente si contraddistinsero per la lavorazione dei rispettivi prodotti, ma si sta già pensando, in collaborazione con il Comune di Parma, ad un luogo di rappresentazione di tutti i prodotti - e di tutti i Musei - nel capoluogo, per favorirne la conoscenza da parte dei turisti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

L'inaugurazione del

Museo del Pomodoro

  

 

Musei del Cibo

 

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