Alla Convention di Primavera delle Strade del Vino e dei Sapori di tutta Italia premiata la “Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma”


Mario Schianchi, presidente coordinatore delle Strade dei sapori dell'Emilia RomagnaCastelnuovo Bardenga, Siena 08 maggio 2009. Si è svolta in provincia di Siena l' Assemblea Nazionale delle Città del Vino durante la quale i sindaci dei Comuni dei territori del vino italiani hanno dibattuto lo scenario che si apre con l’entrata in vigore della nuova Ocm vino, prevista per il 1° agosto, rivolgendo l’attenzione soprattutto sul tema delle denominazioni di origine, uno dei nodi fondamentali della riforma e uno dei punti nevralgici della filiera vitivinicola italiana.


La Convention è stata anche l’occasione per discutere sul tema dell'enoturismo con particolare riferimento alle “Strade enogastronomiche”, con la premiazione di quelle più virtuose.


Tra i premiati anche la “Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma” che è risultata, secondo i dati Censis, uno dei migliori percorsi enogastronomici italiani.


Il riconoscimento, consegnato da Bruno Gambacorta, noto conduttore televisivo, e dal prof. Fabio Taiti, presidente di Censis Servizi, è stato ritirato dalla Signora Alessandra Gabbi, segretaria dell’omonimo percorso parmense.


Inusuale e provocatorio l’intervento di Mario Schianchi, presidente del Coordinamento delle Strade dei vini e dei sapori dell'Emilia Romagna, che nel condividere i dati del 7° rapporto Censis, ha chiesto di poter fare un piccola ed immediata indagine per conoscere il numero di imprenditori presenti in sala.


Partendo proprio dall’esiguo numero degli stessi, circa uno a dieci, ponendosi alcune riflessioni sulla promozione territoriale, sulla cooperazione, sulla distribuzione delle risorse, su chi possa essere effettivamente attore dell’animazione di un prodotto/territorio, evidenzia e scagiona i dati del rapporto stesso che fermano l’asticella delle potenzialità espresse anche dai migliori percorsi ad un venti per cento.


Ancora una volta Schianchi ha voluto mettere in luce le grosse potenzialità del “luogo turistico”, uno degli elementi che compongono la proposta di un territorio vocato all'enogastronomia-turistica, e l'incapacità, molte volte, di saperlo sfruttare da parte dei vari soggetti, istituzionali e non.


Proprio l’ultimo rapporto Censis, presentato alla Bit di Milano e richiamato da Schianchi, aveva messo in luce questo problema affrontando l’evoluzione subita da una grande fetta del turismo di casa nostra rappresentata dall’enogastronomia.


Dati e fatti hanno mostrato tendenze e comportamenti di domanda con una capacità di spesa medio-alta, destinabile al settore del turismo enogastronomico capillarmente articolato e consistente (4/6 milioni di praticanti, 2,5 miliardi di volumi di affari, 140 strade dei vini e dei sapori, 550 comuni operanti nel settore), nei confronti del quale le attese degli enoturisti risultano in totale controtendenza rispetto all’andamento globalizzante, turbolento e competitivo del mercato dell'enogasgtronomia degli ultimi anni.

 

A questi dati, secondo l’opinione di Schianchi, (ma anche di molti addetti ai lavori -quelli più avveduti tra gli amministratori locali, produttori di vino, ristoratori, organizzatori di eventi, gestori di itinerari) bisogna dare risposta precisa e indirizzare con maggiore capacità l’attività e la missione turistica, ambientale e culturale delle varie Strade e percorsi enogastronomici d'Italia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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