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Atlante Qualivita 2011: 227 prodotti italiani d’eccellenza certificati

 

  In un anno sono stati registrati ben 22 nuovi prodotti italiani

 La qualità dei nostri prodotti è sempre più proiettata verso l’alto


Roma, 31 gennaio 2012. E' stato presentato oggi presso la sala Cavour del Mipaaf il Rapporto Qualivita-Ismea 2011. Si tratta di un importante strumento di analisi socio-economica della produzione di qualità che caratterizza il comparto agroalimentare italiano e che, per la prima volta, vede operare insieme gli Osservatori della fondazione Qualivita e dell’Ismea.

 

“Il Rapporto, infatti, -dice il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania- fornisce un’analisi economica del settore delle produzioni Dop, Igp e Stg, anche attraverso una serie di schede sui singoli prodotti e riferimenti legislativi, con l’obiettivo di offrire nuovi strumenti di lettura e di riflessione per gli operatori”.

Alla presentazione sono intervenuti, oltre al ministro Catania, anche il presidente di Ismea Arturo Semerari, il segretario Generale della Fondazione qualivita Mauro Rosati, il presidente dell’Aicig Giuseppe Liberatore e il direttore di Citta dell’Università La Sapienza di Roma.

 

Questi i dati più significativi della quinta edizione dell’Atlante Qualivita: in un anno, da aprile 2010 ad aprile 2011, sono stati registrati ben 22 nuovi prodotti italiani DOP, IGP e STG e nei soli 5 mesi del 2011 le nuove registrazioni per l’Italia sono state 8, mentre per la Francia è stata soltanto una e per la Spagna due. L’Italia ha il primato delle denominazioni: ad oggi sono 227, di cui 142 DOP, 83 IGP e 2 STG, divisi in prodotti a base di carne, formaggi, oli, prodotti ortofrutticoli e cereali, pesci, molluschi e crostacei.

Il Ministro Mario Catania"Il rapporto ‘Qualivita-Ismea 2011’ conferma l’importanza dell’azione del Ministero -ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania - che è continuamente impegnato a presidiare il sistema agroalimentare per mantenere gli attuali standard produttivi di livello superiore. Naturalmente non dobbiamo mai abbassare la guardia e in tale ottica, nelle prossime settimane, metteremo in cantiere un disegno di legge che svolgerà una parte importante a tutela della qualità e del ‘Made in Italy’. Abbiamo bisogno di norme che garantiscano i consumatori e permettano di rendere più leggibile sulle etichette l’origine dei prodotti. Si tratta di un elemento importante, perché non c’è nessun motivo per negare ai cittadini un’informazione trasparente”.

Anche il 2011 - ha sottolineato il Presidente dell’Ismea, Arturo Semerari - seppure nei dati ancora preliminari elaborati dall’Ismea, conferma l’andamento positivo per i prodotti agricoli e alimentari di qualità, sia con riferimento alle esportazioni che ai consumi interni. Nel 2012 il quadro potrebbe comunque deteriorarsi, ma riteniamo che soprattutto la componente dell’export, che pesa per un terzo circa sulla produzione, possa contribuire a sostenere il comparto, bilanciando un eventuale rallentamento dei consumi interni”. “Attraverso le nostre indagini panel - ha proseguito Semerari - rileviamo nel quarto trimestre 2011 un calo della fiducia presso gli operatori del settore. I giudizi restano però prevalentemente positivi e risultano in generale migliori tra le imprese appartenenti al sistema della qualità”.

 

Il quadro complessivo della qualità italiana ci porta un po’ di ottimismo; i dati produttivi e le 20 nuove denominazioni italiane registrate nel 2011, che coinvolgono oltre 7000 potenziali nuove aziende nella certificazione di prodotto, sono un segnale di vitalità per l’agricoltura ma in generale per tutta l’economia – commenta Mauro Rosati Segretario Generale della Fondazione Qualivita Ci sono imprese che guardano al futuro con un rinnovato interesse in un contesto di mercato internazionale dove il “QFactor” rappresenta l’unica bussola a cui affidarsi. La nuova globalizzazione induce a nuove attenzioni e bisogni soprattutto di prodotti alimentari di qualità e per questo motivo, per cogliere le opportunità intrinsecamente legate a questi cambiamenti, occorre innovare e stravolgere certi paradigmi come “il piccolo è bello” e “l’originalità improvvisata” e puntare sull’organizzazione aziendale, gli standard di certificazione ed il marketing”.

 

"L'analisi longitudinale delle produzioni italiane a DO mostra una realtà che procede lungo un deciso sentiero di crescita dimensionale - osserva il professor Alberto Mattiacci della Sapienza di Roma, Responsabile Scientifico del Rapporto -. Tuttavia sarebbe perlomeno da ingenui lanciarsi in affermazioni trionfalistiche: a nessuno sfugge, infatti, che il comparto deve parte rilevante della propria crescita al solo allargamento della base produttiva certificata e non a significativi delta di performance delle varie denominazioni - eccezion fatta per uno sparutissimo numero di esse. Ancora troppo timido appare il miglioramento delle capacità di mercato dei protagonisti del comparto: politiche di marca a sostegno dei prezzi, competenze e capacità di relazione coi partner commerciali - per citarne solo due - sono ancora vette irraggiungibili per molte (troppe) delle denominazioni italiane. Tutto ciò, alla luce delle forti tendenze di rischio e opportunità che lo scenario economico presenta, deve porsi al vertice dell'agenda dei

decisori politici e aziendali".

Nel corso dell’evento sono state inoltre presentate le 14 nuove denominazioni italiane registrate nella seconda parte del 2011 e consegnate delle targhe di riconoscimento agli organismi promotori.

Questo l’elenco dei 14 prodotti: Formaggella del Luinese Dop , Farina di Castagne della Lunigiana Dop, Porchetta di Ariccia Igp, Fagiolo Cuneo Igp, Fichi di Cosenza Dop, Prosciutto Amatriciano Igp, Liquirizia di Calabria Dop, Carciofo Brindisino Igp, Brovada Dop, Coppa di Parma Igp, Seggiano Dop, Terre Aurunche Dop, Ciliegia dell'Etna Dop, Salva Cremasco Dop.

 

 

 

 

 

 

 

Il Rapporto Qualivita 2011 al completo

 

 

   

Ministero delle

Politiche Agricole

 

 In forte aumento la produzione della qualità italiana certificata. Volumi e fatturati crescono in quasi tutti i comparti

      

La nuova Classifica Qualivita 2011 dell'Italia delle denominazioni. Al primo anno di produzione certificata l’Aceto Balsamico di Modena IGP è primo nella top 15 di Qualivita Seguono Grana Padano DOP,Parmigiano-Reggiano DOP, Pecorino Romano DOP, Prosciutto di Parma DOP 

 

 

 

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