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Abruzzo: delizie (culinarie
e non) sulla
Costa dei Trabocchi
Da
Ortona a Vasto attraverso belle spiagge
e colline colorate
di Fabrizio Raimondi
La Statale 16 Adriatica
percorre la parte più suggestiva della costa abruzzese.
Da Ortona a
Vasto, 50 chilometri di calette rocciose, belle spiagge con le dune,
colline colorate dalla macchia Mediterranea.
La Costa dei Trabocchi
prende il nome dalle “macchine da pesca” che si affacciano
prepotentemente sul mare.
Palafitte di legno costruite sugli scogli
per resistere alla furia del mare.
Il Trabocco Punta Tufano è
uno dei più antichi – risale alla fine del 1700 - e si trova tra
la spiaggetta della Balena e il minuscolo porticciolo peschereccio di
Vallevò, a 4 chilometri da San Vito. Rinaldo lo ha ricostruito 4
anni fa con l’idea di farlo diventare un punto informativo, una
sorta di monumento alla tradizionale “Cala Lenta” della costa dei
Trabocchi.
Il Trabocco ha il fascino malinconico della precarietà.
Si regge su pali di legno ancorati agli scogli per mezzo di rotaie
della ferrovia. Si pesca, oggi come duecento anni fa, utilizzando una
rete enorme (300 metri quadrati) che si cala lentamente in mare
girando un’asta di legno: l’argano, che viene spinto e
fatto ruotare con la forza del corpo, tenendolo fermo con la schiena.
Il mare a riva non è più pescoso come trecento anni fa, ma questo
trabocco, così come gli altri quattordici “anfibi antidiluviani”
che frastagliano la costa resistono al tempo e alcuni sono stati
convertiti in piccoli e intimi ristorantini sospesi tra terra e mare.
Da giugno a settembre si apparecchia per una trentina di persone.
Frittura di paranza, pesce marinato, spaghetti allo scoglio, cozze
ripiene. In realtà poco pesce viene dalla rete del trabocco: un po’
di latterini, alici, e qualche cefalo. Il resto arriva dal mare
aperto, dai pescatori che hanno la loro base proprio sulla spiaggia
della Balena.
Rinaldo e la moglie Maria hanno anche un’azienda
agricola a pochi metri dal mare con un bellissimo agrumeto: a Punta
Tufano è possibile acquistare i loro oli agrumati, le marmellate di
cedro, mandarino, pompelmo, arancio e cetrangolo (un arancio
selvatico dal gradevole retrogusto amarognolo).
Partendo da nord, il
primo paese che si incontra sulla costa dei Trabocchi è Ortona, 20
chilometri a sud di Pescara. Qui le viuzze del centro formano un
incantevole itinerario che porta fino al Belvedere Marconi. Proprio
nel cuore della cittadina, in Piazza Porta Caldari, si trova “Non
solo Vino” l’enoteca più fornita della zona. Esmeralda e i
suoi fratelli hanno voluto creare uno spazio per la degustazione,
rispettando le tradizioni, ma strizzando l’occhio al design.
L’enoteca è su due piani. Appena si entra si trova il banco dei
formaggi stracolmo di pecorini abruzzesi, di Farindola (presidio slow
food), aromatizzati in mille modi diversi; e quello dei salumi dove
in bella mostra ci sono lonze, ventricine e soprassate aquilane.
Non
mancano corner dedicati alle altre eccellenze del territorio come i
confetti artigianali di Sulmona, lo zafferano, i sott’oli e le
marmellatine da abbinare ai formaggi.
C’è poi la vendita del vino
sfuso: Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo, Montepulciano d’Abruzzo
Doc, Trebbiano d’Abruzzo Doc. Scendendo la bella scalinata in legno
e cristallo si accede allo spazio riservato alle degustazioni, con un
angolo cantina davvero accattivante.
Qui si trovano le migliori
etichette abruzzesi, comprese il Dora Sarchese di proprietà
dei titolari del Non solo Vino. L’azienda agricola si trova a pochi
chilometri da Ortona, nella frazione di Caldari. Ed è nota per
essere stata tra le prime a produrre spumante con il Montepulciano.
Da provare l’Esmerys, uno chardonnay leggero e intrigante e il rosé
che cambia nome (si chiamo rosé o privé) a seconda del colore della
bottiglia. Su appuntamento si organizzano degustazioni e vengono
proposti abbinamenti con formaggi, salumi, salse e confetture
prodotte dall’azienda stessa.
Sempre
in zona Caldari, ad Ortona, si trova un
agriturismo di eccellenza che vale la pena visitare: l'AGRIVERDE
di Giannicola Di Carlo.
Prima di abbandonare Ortona è
indispensabile fare tappa Al Vecchio Teatro, un punto fermo
per la cucina del territorio. Armando Carusi sa mettere a proprio
agio i clienti. E’ il trionfo della sobrietà: pesce buono e
semplice dalla freschezza inaudita.
D’altronde il locale si
affaccia proprio sull’Orientale, la bella passeggiata che costeggia
il mare. Difficile scegliere tra i crudi e i cotti, tra la pescatrice
al coppo con patate e finocchietto e gli scampetti saltati in padella
con olio e peperoncino. Lasciatevi guidare da Armando che vi
suggerirà i piatti a seconda del pescato, esaltato dalle mani felici
della moglie Dora. E conservate lo spazio per la carrellata di dolci:
nevole, pizzelle, salame al cioccolato, bocconotti, mostaccioli,
calcionetti serviti con il vincotto di papà Giuseppe, invecchiato
ben quattordici anni.
La Costa dei Trabocchi ha molto da offrire per
quanto riguarda i dolci. Il più tradizionale è il bocconotto di
Castel Frentano, un delizioso involucro di friabile pasta frolla
ripieno di cioccolato fondente, mandorle e cannella. I migliori si
comprano da Rosa Lobosco a Castel Frentano, ma le versioni si
moltiplicano in tutta la costa abruzzese. Un altro must della
pasticceria della zona frentana sono i celli pieni: una pasta
preparata con olio e vino che contiene una dolcissima marmellata di
uva Montepulciano. E’ il dolce delle feste natalizie, ma si trova
tutto l’anno.
Ottimi quelli della Pasticceria La Margherita
a San Vito dove vendono anche La Pupa e il Cavallo, i dolci della
tradizione abruzzese. Bambole e cavalli sono preparati con pasta
frolla, mandorle e cioccolato e decorati con pazienza fino a
diventare vere opere d’arte. Quelli di Giuseppina sono bombe
caloriche irresistibili che vanno a ruba nel periodo pasquale. Ma a
San Vito c’è un’altra eccellenza da non mancare: il pane di
Cappelli che prende il nome dalla qualità della farina di frumento
duro che dà sapore e profumo alle pagnotte e ai filoni. Vinceslao lo
inforna ogni mattina nel suo panificio L’Arte del Pane. Le
sue pagnotte sono croccanti fuori e morbide dentro, profumatissime.
Hanno un piacevole sapore acidulo, quello della lievitazione
naturale. Perfette con il pesce in umido e la zuppa di pesce.
A San
Vito Marina si trova anche uno dei ristoranti più blasonati della
costa: L’Angolino da Filippo,
il locale di Carlo De Sanctis e
fratelli. Con un tocco di creatività
mai sopra le righe lo chef Morris Fortunato serve una carrellata di
antipasti sensazionale. Da non perdere il gran piatto di carpacci:
bianchetti, seppioline, calamaretti, merluzzo, pesce spada, calamari
abbinati con gusto a verdure e salsine che esaltano la freschezza del
pesce. La sala è elegante, con alcuni tocchi colorati di desing. A
metà strada tra San Vito e Vasto – l’ultimo paese della costa
dei Trabocchi – si trova Fossacesia. Qui Davide e la moglie
Giuliana allevano una quarantina di mucche da latte e producono
formaggi a latte crudo di altissima qualità. Nel loro spaccio Fonte
dei Sapori si acquista la tradizionale caciotta frentana, il
formaggio a latte vaccino intero semi-stagionato più antico e
diffuso sul territorio. Freschi e gustosi il primo sale (da grigliare
in padella e condire con un filo d’olio), la giuncata e la ricotta
che hanno il profumo e il fascino del latte appena munto. La zona del
Vastese è nota anche per i suoi salumi.
A Scerni si trova
l’Accademia della Ventricina dove è possibile visitare la
lavorazione e acquistare l’insaccato più nobile del territorio
abruzzese. La particolarità di questo salume è di essere preparato
con le parti più magre del suino come cosci, lombi e spalle,
tagliate al coltello a pezzettoni. Ha un colore arancio brillante
grazie alla presenza del peperone secco macinato (della varietà
corno di capra) e un profumo di finocchio selvatico. Il modo migliore
per gustarlo è con il pane casareccio ricco di fibra, oppure in
insalata con fette di pomodoro, sedano, peperone fresco e pezzetti di
peperoncino. La zona di produzione della Ventricina comprende oltre
20 piccoli comuni della zona del Vastese, ma sembra che la patria del
nobile insaccato sia Guilmi, qualche chilometro a sud di Scerni dove,
da ormai 30 anni, in estate si tiene la sagra consacrata al salume.
L’ultimo paese a sud della Costa dei Trabocchi è l’elegante
Vasto con il suo imponente palazzo D’Avalos e i bei giardini che si
affacciano sul golfo. Vasto è il paese del brodetto, diverso dagli
altri guazzetti di pesce dell’Adriatico per la semplicità degli
ingredienti: pesce, pomodoro, peperone rosso, olio, un pizzico di
erbe aromatiche. Non c’è soffritto, né aggiunta di brodo e il
pesce è cucinato intero seguendo una tabella di marcia “dal più
duro al più morbido” in modo che alla fine tutto il pesce sia
cotto alla perfezione.
Il segreto sta esclusivamente nella conoscenza
del pescato, nel rispetto dei tempi di cottura.
Da Ferri è
l’indirizzo giusto per provarlo. (a Vasto Porto telefono: 0873.310320).
E’ un locale informale, dai muri
colorati con un’enorme vetrata sul porto e sul mercato del pesce.
Il brodetto viene servito bollente in giganteschi cocci di
terracotta. Ai fornelli c’è Patrizia, che ha imparato la ricetta
dalla mamma. Il brodetto cambia a seconda del pescato del giorno e
dentro c’è un po’ di tutto: scorfani, lucerne, gallinelle,
pescatrici, razze, merluzzi, triglie, gamberi, scampetti.
Dopo avere
fatto la scarpetta con i crostini, qualche cliente ha il coraggio di
chiedere a Italo, marito di Patrizia, un po’ di pasta lunga per
raccogliere il sugo…. Da provare con un fruttato rosé Hedòs
Montepulciano d'Abruzzo Cerasuolo DOC dal sapore morbido e
intenso.
Vasto è noto anche per i suoi dolci. Proprio nel cuore del
paese si trova la pasticceria Lu Furnarille che dai primi del
‘900 rappresenta un punto di riferimento per la pasticceria di
qualità: taralli al vino, mostaccioli, caggionetti ai ceci,
bocconetti vastesi, banane, zoccoletti, torroncini e i tradizionali
pandolci aragonesi alla marmellata di amarene e alle mandorle.
Dopo
la scorpacciata di pesce e di dolci il consiglio è quello di fare
una bella passeggiata sulla spiaggia di Punta Aderci, uno degli
angoli più suggestivi della costa vastese. Una riserva naturale tra
dune incontaminate e acque limpide incorniciato dai monti dei tre
parchi nazionali: Majella, Gran Sasso-Laga e Monti Sibillini.
Infine
una
puntatina al ristorante La Madonnina del Sorriso a Casalbordino,
a dieci chilometri da Vasto,
non deve mancare. Lo chef Franco Loreto
vi aspetta con le sue specialità
di mare.
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