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Viaggio
nell'Appennino Centrale alla Scoperta dell' “Altra
Romagna”
e dei
sapori intensi che regalano la spontaneità, l'autenticità e
l'amabilità della sua gente
di
Alba Simigliani
Novembre-dicembre
2009.
L'autunno è fra le stagioni più belle per godere le bellezze del
paesaggio variopinto e gustare i prodotti di questa generosa natura.
Ogni gourmet può trovare sulla Strada del Tartufo d'Italia e
d'Europa, disegnata dal Patto territoriale dell'Appennino Centrale,
infinite occasioni per rimanere soddisfatto.
Alla
base di molti piatti di questo territorio ci sono prodotti locali di
grande qualità: tartufi,
funghi porcini,
castagne, i
rinomati insaccati
e prosciutti, cacciagione, formaggi stagionati o freschi, tra questi
il raviggiolo, un
sublime formaggio crudo, acidulo e leggero, una carezza per il
palato. Il tutto accompagnato, naturalmente, da ottimo vino.
Terra
di confine, territorio di frontiera tra Granducato di Toscana e Stato
Pontificio, ricca di valori culturali, artistici, naturalistici e
culinari. Luogo di cammino che si snoda in innumerevoli percorsi ed
itinerari di meditazione e di piacere, di vacanza dal sapore intenso
e ristoratore, quello che da Sarsina
arriva a Bagno di Romagna
nella Provincia di Forlì-Cesena.
Un ambiente di ombra e di fresco che rigenera l'anima ed il corpo,
dove lo scorrere dell'acqua scandisce il tempo e le tradizioni
intessute da secoli di pazienza, sincerità ed accoglienza riscaldano
il cuore e fanno ritrovare il gusto perduto del calore e dei sapori
familiari.
Nell'Appennino
Centrale, la Valle
del Savio offre uno
straordinario scenario naturale e presenta un territorio importante
di colline e di montagne in cui Sarsina rappresenta
un esemplare borgo ricco di storia, cultura e gusto. Il paesaggio
composito che la circonda presenta varie aree selvagge del Parco
Naturale delle Marmitte dei Giganti
che fa da contraltare alla storia culturale millenaria di questa
cittadina romagnola.
“2500
anni di storia non si cancellano”
afferma orgoglioso il “Sindaco”
prof. Lorenzo
Cappelli, che
ha governato quasi ininterrottamente per 60 anni questa città e che
solo da giugno scorso, a 87 anni, non più rieleggibile per legge, ha
lasciato il posto a Malio
Bartolini.
Il
Museo Archeologico
Nazionale Sarsinate,
indubbiamente uno dei più interessanti dell'Italia settentrionale
per la ricchezza e la varietà dei reperti, raccoglie la millenaria
storia di questa città romagnola ed è una tappa obbligata per
cogliere l'essenza di questo luogo.
La
città antica di Sarsina era situata nello stesso sito dell'abitato
attuale e la piazza principale, l'antico foro romano, in ogni epoca
luogo di incontro dei sarsinati è giustamente intitolata
all'illustre concittadino Plauto,
il più grande commediografo latino, nato verso il 250 avanti Cristo.
Il legame del personaggio più celebre di Sarsina con la città è
molto stretto, tra l'altro, in suo onore ogni anno tra luglio ed
agosto viene organizzata una importante rassegna teatrale: “Le
recite plautine”.
Nella
stessa piazza si trova la Cattedrale Santuario
di San Vicinio, uno dei
migliori esempi di stile romanico in Romagna, costruita intono al
Mille. Anche l'interno è solenne ed austero e conserva le reliquie
di San Vicinio oltre alla miracolosa “catena”, gelosamente
custodita nel tabernacolo. Poesia e leggenda infiorano la biografia
di questo santo ed il suo culto millenario, radicato nell'animo
della gente, richiama ancora oggi numerosi pellegrini da varie
località che ricorrono con fiducia al santo che ha fama di essere
uno scacciadiavoli ed uno straordinario guaritore.
www.sarsina.info
A
proposito di santi, quando si parla di Sarsina non si può che
partire da “Diavoli e Santi a
Bagnomaria”.
E' attorno a questi 3 termini che tutto si gioca per scoprire, capire
e gustare questo territorio. Un libro che ha come soggetto il
rapporto tra le tentazioni del demonio e le virtù dei santi. Un
libro giocato tutto sull'indissolubile contaminazione del sacro e del
profano nel cibo.
“
Racconti
e reperti mitologici, culti e santi cristiani, nonché pratiche
culinarie seguono il fluire del fiume Sorio”. Come in una commedia
plautina entrano in scena in questo testo santi e diavoli, il puro e
l'impuro, il pane e il sangue.
Ogni posto ed ogni pasto ha un santo, ogni comunità festeggia il
proprio Santo con un “pasto virtuale”, o virtuoso.
“Per
evitare il digiuno estremo e liberare il piacere dai sensi di colpa,
non rimane, quindi, che dedicare il cibo e il ricco pranzo della
festa ad un santo” - si legge in questo interessante lavoro
realizzato all'interno
delle Celebrazioni del Millenario
della Basilica Cattedrale di Sarsina. La storia dell'umanità tutta
racconta di una serie di pratiche per trasformare la natura e la non
natura in un oggetto culturale, per rendere il “basso istinto”
addomesticato e purificato. Attraverso le risorse dell'immaginario si
risolve il problema quotidiano (dell'uomo culturale, ormai distante
dall'essere solo naturale) di mangiare e di “nutrirsi” anche dei
simboli.
Anche
questo libro, che parla della Terra di Plauto, che già nel nome,
Tito Maccio, allude ai sapori della cucina e delle grandi abbuffate
(Maccus- maschera del teatro comico- indica un gran mangiatore, un
uomo dalle grandi mascelle), può essere paragonato, sostiene Piero
Ricci
nella prefazione, ad una grande pentola. “Pentola come metafora
della vita dove sobbollano storie di santi e demoni, ricette di
maestri della cucina”. Ma, come si sa, il diavolo fa le pentole, ma
non i coperchi! perché ognuno possa guardarci dentro, aggiungere
ingredienti, assaggiare.
Ogni territorio, dunque, regala i suoi santi e le sue pratiche
culinarie che si intrecciano e si fondono con le preghiere, con le
speranze di allontanare il male ed ottenere la protezione celeste.
Antonietta
Milani,
la curatrice del testo, parla di sincretismi, algoritmi che si
attuano nella festa.
E' ancora Piero Ricci a ricordare che, “per chi voglia portare con
sé un emblema della città di Sarsina, c'è la possibilità di
scegliere tra il collare di S. Vicinio, le statue di Cibele ed Atti,
e la cosiddetta Pagnotta. Ed allora... lasciamo stare i Santi e...
parliamo di cibo!
Entriamo
nel forno storico,
di Rossi Raffaello,
conosciuto per la creativa biscotteria e dolci tradizionali, ma
soprattutto per la Pagnotta
Pasquale,
“Pagnotta rituale che esprime l'identità del luogo e prevede 3
fasi di lievitazione che anticamente avvenivano addirittura nel letto
matrimoniale per rafforzare il riferimento alla maternità e dunque
diventa rito beneaugurante per le spose!” A raccontarlo la
sig.ra. Catia
Guerrini,
moglie di Raffaello, custode, insieme al marito, dell'antica ricetta,
che ci accoglie con ogni ben di dio nella corte che si affaccia su
piazza Plauto, nel centro di Sarsina. www.lacortediraffaello.com.Tel.054794536 – 3400922214.
Alla
Pagnotta si “accompagna l'antagonista” il Migliaccio, salame nato
dal rituale pagano e, pertanto, ricopre il ruolo dell'impuro, mentre
la pagnotta, legata al rito cristiano, è nell'ordine del puro: a
conferma che ogni cibo assume nel corso della storia valori simbolici
attraverso il rito!
L'alimentazione e la cucina di un popolo fanno parte integrante
della sua individualità e vecchie tradizioni tosco-romagnoli condite
con gusto moderno rendono questo territorio fra i più ricchi,
interessanti e gustosi d'Italia.
Sapore
di buono, di fresco e genuino si ritrova nei formaggi di pecora,
capra e mucca della Azienda
Agricola Tranripa vicino
Sarsina.
Per
informazioni e assaggi ci si può rivolgere alla sig.ra Antonietta:
3296016978.
Consolidata
è anche la produzione vitivinicola evolutasi nel corso degli anni
verso un'assoluta qualità,
fino a ricoprire un posto di rilievo nel panorama enologico italiano.
“Bere
meno, bere meglio” è il motto della Famiglia
Casali
che a Mercato
Saraceno
(FC) cura l'Azienda
Agricola e produce buoni vini di qualità.
“ Per ottenere un buon vino occorre partire dalla conoscenza del
territorio per individuarne le caratteristiche ed impiantare
coltivazioni adeguate”. A sostenerlo sono Valerio
e
Paolo
Casali,
profondamente legati alla generosa terra di Romagna, sulle colline
che dominano la Valle del Savio, dove hanno avviato la propria
attività di vitivinicoltura nel 1978. Fedeli alla forte tradizione
tramandata dal nonno Mario, la Cantina
Casali
è oggi completamente rinnovata ed è dotata delle più moderne
tecnologie e attrezzature d'avanguardia.
Unico
il sapore del Savo, specialità di mostocotto con melacotogna,
peracotogna, mela rossa, zucca, melone, limone, indimenticabili le
piadine appena sfornate e servite con formaggio dell'Azienda che la
sig.ra Anna Gusman,
madre di Valerio e Paolo, prepara per accompagnare il buon vino di
famiglia e che spera presto di poter offrire anche ospitalità con
degustazione delle sue bontà: “anche solo poche stanze, per far
bene!” - confessa.
Ottimo
il Sangiovese di
Romagna DOC Superiore e
gli altri vini della Cantina Casali, che ben si sposano con i
saporiti piatti della tradizione.
www.tenutacasali.it
tel.0547690334 – cell.3472508643 – 3472374261.
A
Sarsina, città d'arte e cultura, si può alloggiare e ristorarsi
anche nel Cinquecentesco
Palazzo del Piano, trasformato
in prestigioso
Albergo con Ristorante e Brasserie-Enoteca.
Un'attenta ristrutturazione ha riportato all'antico splendore
l'importante edificio, e ha restituito l'originario splendore anche
ai dipinti, agli affreschi, ai mobili, alle porte, alle suggestive
volte delle cantine, a cui sono stati aggiunti tutti i servizi ed i
comfort moderni.
Albergo-Ristorante-Pizzeria
“Al Piano”
– www.alpiano.it
- tel.0547 95400
A
Sarsina non solo la Pagnotta o la pasta vengono fatte ancora a mano,
ma anche le cravatte, non cravatte qualsiasi, ma la Regal
Cravatta,
fatta a mano e su misura. La “Sartoria
della
cravatta”
ha sede in Piazza S.Francesco, tel.0547 698507 – 3357053953 – con
show rooms a Milano e a New York.
Procedendo
sulla strada E45 si arriva all'antico borgo di Bagno
di Romagna, 500
metri s.l.m. , dove
la natura è regina e si respira aria Toscana.
Immerso
nel verde dell'Appennino tosco-romagnolo, posta tra la Val
Bidente e l'alta valle del Savio,
è collegato a Roma, al nord Italia e all'Europa dalla E 45o
Un
breve soggiorno qui, nell'aria pura e balsamica, concedendosi cure
nelle salutari
acque termali,
basta a far nascere il desiderio di restare e di tornare. Se poi fra
le infinite e gustose occasioni di mangiar bene ci si concentra sui
profumati porcini
del Monte Comero o dei Mandrioli, sui pregiati tartufi,
su cacciagione,
miele,
castagne e
saporiti formaggi e
salumi
si comprende che è una
opportunità da non perdere per una vacanza in ogni stagione
dell'anno. All'insegna
della natura, arte, cultura, relax e bontà da gustare, questo centro
è in grado di fare una offerta diversificata che trova conferma
nella voglia di affermare un turismo dalla qualità certificata.
Alberghi e stabilimenti sempre più attrezzati, realtà aperta e
ricettiva che sa guardare lontano e sa che il futuro è nella qualità
e nella specificità territoriale.
Dal
2005 Bagno di Romagna è uno dei 18 comuni dell'Emilia-Romagna
certificati dalla Bandiera Arancione, marchio
di qualità turistico-ambientale. Bagno presenta un magnifico centro
storico che ha mantenuto intatta la conformazione urbanistica
medievale. Simboli della città sono: il Palazzo
del Capitano,
sede del potere politico fin dal medioevo, è uno degli edifici più
antico e significativo in stile tipicamente toscano. Oggi il Palazzo
offre numerosi servizi ai turisti ed ospita la Biblioteca e
l'Archivio Storico comunale, oltre a mostre, convegni e svariate
attività culturali. La Basilica
di Santa Maria Assunta
è documentata dall'anno 871 d.C. E a quel periodo risale un
architrave altomedievale con figure geometriche. Il Campanile alto 32
metri era una delle torri che difendevano il piccolo castrum di
Bagno. Tra Quattro e Cinquecento l'impianto della chiesa venne
modificato: sull'elegante facciata romanica è ancora visibile il
primitivo portale al quale è stato sovrapposto quello
rinascimentale. L'interno conserva numerose opere d'arte di ambito
toscano. La presenza, fin dall'epoca romana, delle Terme
conferisce a questo interessante centro un valore aggiunto di
notevole interesse. Gli antichi consideravano miracolose e di origine
divina le acque termali di Bagno di Romagna, sempre pronte e calde
anche d'inverno per il benessere, la salute ed il confortevole
relax.
www.bagnodiromagna.it.
A
due passi dalla zona dei piccoli laghi adagiati sulle colline del
monte Comero e fra le acque calde delle Terme si trova San
Piero in Bagno (FC).
Patrimonio verde, luogo di acqua, storia e foreste. Fino al 1923
sotto la provincia di Firenze è un luogo di sosta obbligato per
incontrare la storia e il sapore dei ricordi.
Nel
centro storico, una cucina strettamente legata alle stagioni e agli
eccellenti prodotti del territorio e che sa sfruttare in modo
raffinato e fantasioso ogni prodotto, anche il più umile e povero, è
quella della signora Giuliana della Locanda
al Gambero Rosso - Trattoria con alloggio.
“Da
queste parti – dice la sig.ra Giuliana - il modo di mangiare era
legato alla natura e alle possibilità economiche, spesso scarse. La
cucina che proponiamo si rifà principalmente al modo di mangiare di
un tempo, quando occorreva aguzzare l'ingegno, per rendere piacevole
e gustoso anche il povero nutrimento.” Giuliana
Saragoni
è subentrata nel 1995 alla gestione di questa trattoria aperta dai
genitori nel 1951, e sul filo della tradizione di famiglia ripropone
i “piatti
della memoria”.
Col marito Moreno e la figlia Michela (ciascuno con mansioni
specifiche) ha ridato la luce a piatti umili, ma dal sapore intenso
e particolare, di uso comune in questo luogo, ma da tempo
dimenticati. Un viaggio nel tempo fra Minestra di castagne, patate e
fagioli; Zuppa di erbe di campo e finocchietto; croccanti e morbidi
Basotti ( tagliolini al brodo ripassati in forno); Passatelli con
stridoli e finocchio selvatico, fra il fresco e morbido formaggio
chiamato Raviggiolo e il Lattaiolo, simile al “latteruolo semplice”
di cui parla l'Artusi o al latte alla portoghese colorato con
l'alchermes. Piatti coerenti con un territorio un tempo povero ed
isolato.
Come
è buono l'agnello cotto dolcemente per ore sulla stufa!!! Per non
parlare dei dolci come il castagnaccio col rosmarino o il lattaiolo
che nel suo Ristorante la sig.ra Giuliana fa ancora magistralmente.
“Gusto giocato sui sapori dei giorni di festa. Vecchie tradizioni
Tosco-Romagnoli adattati al gusto moderno”- afferma la giovane
Michela. Anche i Ravioli di ricotta con Formaggio
di Fossa
raccontano un sapore che viene da lontano. Ragioni storiche
conferiscono a questo formaggio caratteristiche uniche. Durante le
invasioni saracene, i contadini nascondevano le scorte alimentari
nelle fosse, nei sotterranei, per sottrarle al nemico,e poi si
accorsero che era buono e il formaggio “stagionato in fossa” col
suo sapore unico, è conservato così anche in tempi di pace! A
conferma che l'alimentazione e la cucina di un popolo fanno parte
integrante della sua storia e della sua identità.
Oltre alla accogliente trattoria è possibile soggiornare nella
locanda ristrutturata di recente con 5 camere e due sale di lettura
arredate con gusto.
www.locandagamberorosso.it
– tel.0543903405
Col
Patto Territoriale
dell'Appennino Centrale,
undici Comunità montane dell'Appennino Centrale di quattro Province:
Forlì, Cesena,
Arezzo,Perugia e Pesaro Urbino,
di altrettanti Regioni: Emilia
Romagna, Toscana, Marche e Umbria hanno
disegnato un percorso turistico attraverso le eccellenze, come il
pregiato tartufo, di luoghi d'Italia meno noti, ma non meno
interessanti, dove la natura tranquilla e suggestiva, le tradizioni
ed i prodotti tipici rappresentano veri e propri tesori da conoscere,
far conoscere, ma anche preservare, perché tutto ciò che è
prezioso è anche fragile e va “frequentato” da un
turismo colto, consapevole e rispettoso.
Percorsi turistici che raccoglie usi e costumi, ricette di piatti
semplici e genuini dai connotati originali ereditati dalla tradizione
culinaria locale, ma anche opportunamente rivisitati dalla sapienza
di esperti chef attenti alle specificità territoriali ma anche ai
gusti ed alle esigenze più moderne. Un'efficace promozione quella
del Patto territoriale, per la valorizzazione e la tutela del
territorio e del prezioso patrimonio culturale e naturalistico che lo
caratterizza, all'insegna dello sviluppo sostenibile. Una occasione
in più per scoprire le ricchezze dell'enogastronomia con “contorno”
di bellezze artistiche ed ambientali di primordine di un Italia
minore solo perchè meno conosciuta, ma sicuramente più autentica.
Se
si sceglie di visitare e di soggiornare in questi luoghi si vivrà
di certo una esperienza salutare fatta di piccoli assaggi di luoghi
di vibrante intensità.
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