Milano SaporBio 2011dal 7 al 9 ottobre. Una edizione che si arricchisce nuovi contenuti e attrazioni. Presente anche Virgin Active: il noto network di centri fitness e benessere

 

BioFach 2012 dal 15 al 18 febbraio: i riflettori del bio sono puntati sull'oro liquido dell'ulivo. Il Bar dell'Olio d'Oliva e il Concorso dell'Olio d'Oliva sono il cuore del BioFach

 

A Bologna la 23° edizione di Sana 2011 riaprirà la stagione fieristica di BolognaFiere. Il nuovo format espositivo del Salone del biologico e del naturale dall’8 al 10 settembre

 

La nuova linea I Balsamici di FLORA. Gli alleati BIO della salute

 

La Bellezza di fa Bio con Bioagricert.

No alla chimica sulla pelle

 

BioFach 2012: focus sull'alimentazione mondiale.

 

A Bologna la 22ma edizione Sana 2010.

Dal 9 al 12 settembre

 

Nasce PiazzaBio.it, il portale del Prodotto Tipico e Biologico della Regione Umbria

 

Milano SaporBio, il Mondo del Bio-Ecologico al Parco Sempione dall’ 11 al 13 giugno 2010

 

Adesso parlo B’Io. Biologico, la parola ai Produttori ad ottobre

 

Convegno sulla Ristorazione biologica. Rapporto Bio Bank 2010: leader l’Emilia Romagna (147 mense), poi Lombardia (142) e Toscana (118)

 

Sugli Ogm serve un decreto d'urgenza. Lettera di Capanna al Ministro Zaia

 

Convegno internazionale di Agricoltura biodinamica L'economia della Natura. Dal 26 al 29 novembre a Sabaudia

 

Il 23 e 24 ottobre 2009 Naturalmente Bio a Abbaye de Neumünster, Luxembourg

 

Sana 2009 a Bologna dal 10 al 13 settembre. Convegno: Bio. Fare & Comunicare

 

"Milano SaporBio", il Mondo del Bio-Ecologico in città dal 12 al 14 giugno 2009

 

Bioalimenta il Domani. Un frutto biologico tutto salute per l’ambiente e per l’uomo

 

Fiera del Cacio con il Concorso Le Forme del Bio: ecco le aziende premiate a Pienza (SI) domenica 2 settembre

 

Congresso mondiale del biologico a Modena nel 2008

 

Spaccatura nel Biologico.

L'Aiab ufficializza la fuoriuscita dalla FederBio

 

E' nato “Il Programma BioBenessere

per la tua città”

 

Un successo per Terre del Bio: aderiscono

Carmagnola (TO) e l'Ente Parco La Mandria

 

Il settore biologico: nessuna crisi, tutti i canali in crescita

 

Grande successo per la “trasferta” londinese di “Biobenessere

 

Accordo fra produttori e ambientalisti per la diffusione del Bio in Emilia Romagna

 

Nasce il “Progetto @gricenobio

Una Buona Alleanza tra agricoltori

e cittadini

 

Successo pieno per la “trasferta” finlandese di “Biobenessere”

 

SANA 2006 a Bologna dal 7 al 10 settembre 2006

 

Biodiversità e territorio: LE LINEE STRATEGICHE DEI Verdi dell'Emilia Romagna

 

Modena ospiterà nel 2008 il Congresso Mondiale del Biologico

 

La campagna triennale Biobenessere

 

Archiviata la 17° edizione di SANA, il Salone Internazionale del Naturale - SANA 2006 a Bologna dal 7 al 10 settembre

 

Il CACIO e il BIO in concorso. La premiazione nell'ambito di Cheese a Bra

 

Seminario "PARMA E IL BIOLOGICO"

26 gennaio 2005 a Collecchio alla Corte di Giarola; il programma

 

Urbino. Presentata alla stampa la campagna promozionale per il biologico

“DONNA BIODUE”

 

Cosmo Life presenta: VITABIOSA

Un cocktail biologico dall’efficacia sorprendente.

 

Da Biorigin il modo salutista di bere trendy

da Agricoltura Biologica

 

PrimaveraBio targata Aiab fino a domenica 30 maggio

 

Il portale della Provincia di Parma, tutto dedicato alle produzioni biologiche parmensi, compie sei mesi di vita.

 

Attivato un tavolo interprofessionale per il suino biologico

 

 

 

 

Dal mare ai monti: 12 serate per gustare i prodotti biologici

 

 

Parma, le aziende Biologiche saranno on-line

 

 

UE: Agricoltura Biologica, 4 MLN di ettari nei 15, 25% italiani. In tre anni l'Italia incrementa dell'80% la superficie coltivata a biologico

 

 

Emilia-Romagna: nel 2002 meno operatori nel biologico

 

Le ultimissime sul Biologico

 

Gli organismi di controllo

 

 

 

Nuove etichette per produzioni biologiche


Dal 1 gennaio 2009 è entrata in vigore la normativa Ue 834/2007. Le nuove disposizioni sono più chiare sia per gli agricoltori biologici sia per i consumatori e illustrano in modo completo gli obiettivi, i principi, e le regole di base della produzione biologica. Saranno più trasparenti e permetteranno una flessibilità tale da tener conto delle differenze regionali di clima e condizioni.


Secondo le nuove disposizioni, i produttori di cibo biologico nell'Unione europea saranno obbligati a usare il logo biologico Ue. Gli importatori di cibo biologico possono scegliere se usare il logo Ue. Il logo Ue, in ogni caso, sarà utilizzato insieme all'indicazione dell'origine del prodotto. Almeno il 95% degli ingredienti utilizzati per il prodotto finale dovrà essere biologico, per avere il logo biologico Ue. Tutti gli altri prodotti finali realizzati secondo le norme possono, solo all'interno della lista degli ingredienti, riportare la dicitura "biologico". Nella produzione biologica è vietato usare gli Ogm. I prodotti che contengono Ogm, non potranno essere etichettati come biologici, eccetto quelli contenenti fino allo 0,9 % di Ogm residui per contaminazione accidentale. Le importazioni di prodotti biologici saranno permesse solo se avranno le garanzie equivalenti del paese d'origine.


Non ci saranno cambiamenti nella lista di sostanze autorizzate nell'agricoltura biologica, mentre è stata creata una base per aggiungere disposizioni sull'acquacoltura biologica, sul vino, le alghe marine e i lieviti. La nuova normativa risponde alle conclusioni del Consiglio dell'ottobre 2004 sul Piano d'azione europeo in merito ai cibi e all'agricoltura biologici del giugno 2004, il quale aveva dato una visione strategica d'insieme per il contributo dell'agricoltura biologica alla Politica agricola comune della Ue. Per quanto riguarda il regime delle importazioni, le nuove norme sono state applicate dal primo gennaio 2007. Le nuova normativa sarà applicata dal primo gennaio 2009.


Ad una attenta analisi, la nuova normativa risulta essere molto più chiara e completa rispetto al precedente Regolamento 2092/91; i principi contenuti, infatti, illustrano in modo completo le regole di base della produzione biologica, sia per gli agricoltori che per i consumatori.

Secondo le nuove disposizioni, quindi,  i produttori di cibo biologico nell’Unione europea saranno obbligati a usare il nuovo logo  Ue a partire dal 1° luglio 2009. Gli importatori di cibo biologico, invece, avranno la facoltà di scegliere se usarlo o meno.


Il logo, in ogni caso, sarà utilizzato insieme all’indicazione dell’origine del prodotto.

Queste, in sintesi, le principali novità introdotte dalla normativa:

per fregiarsi del logo biologico Ue, è previsto che almeno il 95% degli ingredienti utilizzati per il prodotto finale debba essere biologico;

- tutti gli altri prodotti finali (non bio) realizzati secondo le norme, possono riportare la dicitura “biologico” solo all’interno della lista degli ingredienti,

- nella produzione biologica è vietato usare gli Ogm;

- i prodotti che contengono Ogm, non possono essere etichettati come biologici, eccetto quelli contenenti fino allo 0,9 % di Ogm residui per contaminazione accidentale;

- le importazioni di prodotti biologici sono permesse solo se esistono le garanzie equivalenti del paese d’origine.

 

 

BIOLOGICO E BIODINAMICO

di Giovanni Legittimo

 

Nel tempo la società moderna si è sviluppata senza prevedere i rischi ambientali e i costi che negli anni a venire si sarebbero presentati in ordine all' inquinamento ambientale in senso lato. Questo sviluppo, cieco alle problematiche ambientali, è stato possibile perchè si credeva che le risorse della terra fossero illimitate e a costo nullo. E se da una parte questo tipo di sviluppo ha permesso il soddisfacimento di bisogni essenziali creando nel contempo bisogni non essenziali, dall'altra ha prodotto squilibri nell'ordine della natura.

Oggi l'opinione pubblica è sempre più consapevole dell'importanza che lo sviluppo della comunità umana deve consentire la conservazione degli equilibri ecologici.

 

Risulta evidente che il significato che veniva dato ieri al concetto di sviluppo economico e sociale di una comunità oggi non è più valido poichè a questo concetto bisogna dare un valore etico.

Lo sviluppo oggi deve tenere conto di alcune norme etiche :

a) non si deve metter in pericolo la continuazione della vita umana sulla terra;

b) deve essere minimizzata la sofferenza umana. 

L'agricoltura biologica è un processo di produzione di tipo etico in quanto tende alla conservazione degli equilibri ecologici e quindi alla salvaguardia della salute umana.

 

L'agricoltura che oggi in Italia è denominata "agricoltura biologica" è nata negli anni '20 in Germania quando il dottor Rudolf Steiner gettò le basi del "Metodo Biodinamico di Agricoltura", un metodo agricolo alternativo al metodo agricolo convenzionale che si stava mano a mano affermando.

 Sempre a partire dagli anni '70 il Demeter Bund di Stoccarda (ente amministratore dei marchi collettivi Biodyn e Demeter che vengono apposti sui prodotti agricoli freschi e trasformati ottenuti da terreni coltivati secondo il "metodo biodinamico di agricoltura") stipula contratti con aziende agricole italiane che applicano il "metodo biodinamico di agricoltura" e le autorizza a caratterizzare le produzioni agricole ottenute con il marchio collettivo internazionale Biodyn , se nella fase di conversione al "metodo biodinamico di agricoltura" o Demeter, a conversione ultimata.

 

 La normativa sull'"agricoltura biologica"

 AIl'inizio degli anni '90, la CEE vara il reg. 2092\91 il quale detta le norme di produzione, controllo ed etichettatura dei prodotti ottenuti con "metodi agricoli biologici" al fine di dare al consumatore la garanzia che il prodotto acquistato ed etichettato come proveniente dall'applicazione di "metodi di agricoltura biologica" sia tale. A tale scopo gli Stati membri della U.E. hanno messo a punto un sistema di controllo in ottemperanza al citato regolamento. Nel nostro Paese l'attività di controllo è delegata a organismi privati che sono stati riconosciuti con appositi decreti da parte del Ministero Agricoltura. Detti Organismi, a loro volta, sono sottoposti al supercontrollo da parte del Ministero Agricoltura e ai sensi del DL 220 del 17.03.95 anche dalle Regioni.

 

I prodotti ottenuti nel rispetto delle norme del reg. 2092\91 e successive modifiche e integrazioni debbono recare in etichetta una indicazione di conformità al regime di controllo; per l'Italia la dicitura di conformità è: "Agricoltura Biologica - Regime di Controllo CEE". Le indicazioni sulle etichette dei prodotti ottenuti dall'applicazione di "metodi di agricoltura biologica" devono però limitarsi alla certificazione dei prodotti, in quanto - è riportato su tale regolamento - "nell'etichettatura o nella pubblicità non possono essere contenute affermazioni suggerenti all'acquirente che l'indicazione "Agricoltura Biologica - Regime di Controllo CEE" costituisce una garanzia di qualità organolettica, nutritiva o sanitaria superiore".

 

In definitiva, quindi, un prodotto ottenuto dall'applicazione di "metodi di agricoltura biologica" può essere immesso sul mercato come "prodotto biologico" solo e soltanto se ha avuto da parte di un organismo di controllo riconosciuto dallo Stato il certificato di conformità ossia il documento che attesta che il tal prodotto è ottenuto con sufficiente certezza secondo le norme contenute nel reg. CEE 2092\91 e successive modifiche e integrazioni. Da qui nasce la necessità di certificare ed etichettare i prodotti ottenuti dall'applicazione di "metodi di agricoltura biologici" che rispettano le disposizioni del reg. CEE 2092\91 e successive modifiche e integrazioni.

 

Il reg. CEE 2092\91 stabilisce, tra l'altro, che prima che i prodotti possano essere commercializzati con la dicitura di conformità "AGRICOLTURA BIOLOGICA-REGIME DI CONTROLLO CEE" il periodo di applicazione del "metodo di agricoltura biologica" debba essere stato applicato sull'appezzamento per almeno due anni se la coltura è erbacea e almeno tre anni se la coltura è arborea, in particolare il regolamento recita " un periodo di conversione di almeno due anni prima della semina o, nel caso delle colture perenni diverse dai prati, di almeno tre anni prima del primo raccolto dei prodotti. L'organismo di controllo può decidere, con il consenso dell'autorità competente, che in certi casi il periodo in questione sia prolungato o abbreviato tenuto conto dell'utilizzazione anteriore degli appezzamenti".

 

 

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