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Parma il Convegno: “Il
Parmigiano-Reggiano.
Nuove opportunità per il futuro”
Analisi
e proposte nel convegno promosso dalla
Camera di Commercio di
Parma e dal Marketing Club
Parma 6
marzo 2010.
Il “Re dei Formaggi”, il Parmigiano Reggiano, vive una crisi di
mercato e risente dell'attuale congiuntura negativa ma ci sono tutti
i presupposti per il suo rilancio. Ciò avverrà se si attuano alcune scelte chiare
sul
lato della grande distribuzione, se si interviene con maggiore coerenza all'interno
della filiera produttiva e se il Consorzio del Parmigiano Reggiano
continua ad avere quel ruolo di forte guida che tutti gli
riconoscono.
Sono stati
questi gli aspetti salienti del Convegno, che
ha inaugurato il ciclo “I convegni sull’economia del territorio”
(il prossimo
appuntamento si svolgerà in autunno con un focus sul rapporto
“territorio e turismo”) svoltosi stamane presso la Camera di
Commercio di Parma sul tema: “Il
Parmigiano-Reggiano. Nuove opportunità per il futuro”,
promosso dalla Camera di Commercio di Parma e dal Marketing Club.
I lavori sono
stati aperti, davanti ad una folta platea di produttori ed esperti
del settore, dal saluto del presidente della Camera di Commercio e
dell'UnionCamere dell'Emilia Romagna, Andrea
Zanlari, che
ha delineato con franchezza I nuovi scenari che si aprono con l'attuale fase economica
di crisi che vive il settore e il commercio in generale.
Il nostro
messaggio -ha detto Zanlari- è quello di invitare tutti i soggeti a “cambiare
strategia ma, allo stesso
tempo,
continuare a
promuovere i
prodotti di alta qualità".
"Il
Parmigiano-Reggiano -ha
sottolineato Zanlari- è
un prodotto con
secoli di storia
alle spalle,
ma una
storia che dovrà anche
essere
riscritta per non rimanere indietro. Le
sfide per il futuro sono impegnative, una di queste è rappresentata
dai meccanismi di contrattazione che, ora come ora, non sempre
rispecchiano i valori effettivi del prodotto. Perciò la Camera di
commercio di
Parma è tra i
primi sostenitori della Borsa Merci Telematica, un sistema di
contrattazione che assicura trasparenza e che sta ottenendo crescente
riscontro dagli operatori".
Con la sua
consueta chiarezza, Giuseppe
Alai,
presidente del Consorzio del
Parmigiano reggiano, ha delineato la strategia del Consorzio mettendo
a confronto due prospettive “quella dei consumatori e quella dei
produttori”.
“Stiamo
uscendo da una crisi pesantissima durata 5 anni –ha detto
Alai–
e vogliamo stabilire condizioni nuove per evitare di ricadere in una
posizione simile, per questo l’incontro di oggi è orientato al
marketing da un lato e alle possibilità di vedere attuate presso il
consorzio le stesse strategie. Il Consorzio, nonostante le polemiche,
resta il punto di riferimento per tutti i produttori di
Parmigiano-Reggiano e c’è un’esigenza impellente di agire sul
prodotto. Il marketing deve contribuire a coordinare tutte le
funzioni, dalla logistica, al packaging, al posizionamento di prezzo
del prodotto. Ricordiamo il nostro compito: la tutela, la promozione,
la valorizzazione e l’ informazione al consumatore. Crediamo
indispensabile rendere chiara l’etichettatura del prodotto, che ha
bisogno di un passaporto per il mercato interno ed estero”.
Senza la pretesa di
«consigli risolutori», il professor Corrado Giacomini
dell'Università di Parma, ha individuato fra i limiti dell'attuale
situazione una “divisione nella gestione” del marketing fra
Consorzio e imprese che, secondo il docente universitario, vedrebbe
il Consorzio occuparsi di “prodotto e promozione” lasciando alle
aziende “prezzo e collocazione”. « Questa separazione – dice
Giacomini – non consente un'impostazione unitaria e organica della
strategia di marketing del sistema nei confronti della grande
distribuzione organizzata e del consumatore».
Inoltre, la politica
di prodotto, se da un lato ha fin qui permesso «di affermare con
forza il marchio del Consorzio sul mercato» dall'altro «non ha mai
puntato sulla differenziazione dell’offerta secondo le valenze
qualitative del formaggio» nonostante le possibilità offerte dal
regolamento di marchiatura tramite il ricorso a diversi segni
distintivi (extra, export, bollini colorati secondo la stagionatura),
«che il consumatore non conosce e non può apprezzare.»
Secondo Massimo
Gelati, Presidente dell'omonimo gruppo, al Parmigiano-Reggiano
serve una migliore integrazione della filiera: dall’allevamento
degli animali da latte sino alla vendita del formaggio stagionato,
rafforzando soprattutto la presenza di imprenditori, singoli e in
cooperativa.
Gelati ritiene
urgente differenziare il Parmigiano-Reggiano dal Grana Padano,
attraverso consorzi, associazioni e raggruppamenti temporanei che
operino anche sui mercati esteri; incrementare la vendita diretta,
dal produttore al consumatore, potenziando sia gli spacci interni ai
caseifici sia il commercio elettronico; far crescere il ruolo dei
gruppi d’acquisto solidale; aumentare i negozi “portabandiera”
in luoghi di grande concentrazione di consumatori e turisti; lavorare
sulle esportazioni e sul miglioramento di qualità e sicurezza, così
come con la ristorazione e la grande distribuzione, e sostenere gli
organismi di controllo che, tutelando il consumatore, tutelano anche
i produttori onesti e capaci.
Paolo Micheli,
Presidente della “Parmareggio
Spa”,
società del consorzio cooperativo modenese Granterre, ha ricordato
come il Parmigiano «in particolar modo nei momenti di crisi, non
genera ricchezza per l’intera filiera: infatti, mentre la
distribuzione è l’unica a beneficiare del valore costruito attorno
alla DOP ed ha i suoi giusti margini, spesso i ricavi dei produttori,
degli stagionatori e dei confezionatori sono ridotti al minimo o in
perdita.». Da qui la scelta, definita «strategica» che ha visto la
società di Montecavolo creare una marca che ad oggi è l’unica
marca aziendale del Parmigiano-Reggiano», che controlla il 20% del
mercato.
Di grande
distribuzione ha parlato Francesco Pugliese,
Direttore Generale del CONAD: “L’andamento delle vendite nei
punti di vendita Conad è in controtendenza rispetto alla media di
mercato: il rapporto, a volume, tra Parmigiano-Reggiano e Grana
Padano è 51%/49% quando nella grande distribuzione è attestato a
30%/70% e al banco taglio vendiamo il 57% del Parmigiano-Reggiano
contro il 43% a libero servizio.
Nel 2009 abbiamo venduto 195 mila
forme di Parmigiano-Reggiano (il 9 per cento in più rispetto
all’anno precedente), di cui 25 mila di selezione Sapori&Dintorni
Conad stagionato 30 mesi, di altissima qualità.
Per superare in modo
definitivo la crisi non ci si può
limitare a contenere
l’offerta o ad
una più intensa promozione all’estero e alle nuove proposte per i
consumatori (snack, fast food…) nell’ottica di sostenere la
domanda. Occorre che il Consorzio si adoperi per evitare nuove spinte
speculative e confusione nei prezzi al consumo controllando la
produzione e determinando la conseguente stabilità dei prezzi. Non è
la grande distribuzione la responsabile della crisi”.
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