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Sbarca
in Cina un ristorante made in Bergamo
Sull’isola
di Hainan inaugurato il Sea Lounge Sanya, ristorante con prodotti
italiani:
Voiello
per la pasta, Mutti per le conserve, Bauli per i dolci
di
Elio Ghisalberti
(da L'Eco di Bergamo)
Bergamo
11 ottobre 2009.
Qualcuno ricorderà che alle ultime Olimpiadi, quelle di Pechino
2008, le partite di beach volley si giocarono sulle immense spiagge
di Sanya, la città turistica più importante dell’isola di Hainan,
posta a pochi chilometri dalla costa nel sud ovest della Cina.
Un’isola con otto milioni di abitanti e grande quanto il Piemonte,
la Val d’Aosta e la Liguria messe insieme, negli ultimi anni è
diventata la principale meta turistica sia dei cinesi benestanti sia
del turismo internazionale, dei russi e degli australiani in
particolare.
Sulla Yalong
Bay,
contraddistinta da una spiaggia bianchissima lunga ben 400
chilometri, hanno costruito i loro lussuosi complessi le catena
alberghiere più famose al mondo, dalla Sheraton all’Hilton.
Ma
come è già successo per altre località che hanno bruciato le tappe
del turismo, d’altro c’è ben poco. E’ tutto da progettare e
costruire, un grande mercato con molte opportunità anche per gli
imprenditori occidentali perché chi conosce l’isola testimonia che
di giorno in giorno aumenta la voglia di vivere il mondo europeo, sia
nel food, che nella cultura e nei servizi. E qui si innesta la storia
che vi stiamo per raccontare, che è quella di una cordata di
imprenditori italiani che ha scommesso su questo nuovo paradiso
terrestre.
Tra
pochissimi giorni, il 15 ottobre per la precisione, la soavità che
vede tra i suoi principali protagonisti anche due imprenditori
bergamaschi inaugurerà il Sea Lounge Sanya, il primo locale
dell’isola in cui a prevalere (a dispetto della griffe che si
ispira ad un analogo locale di Montecarlo) sarà lo stile italiano.
Un ruolo di primo piano lo giocheranno Carlo
Biffi,
immobiliarista-costruttore di Urgnano con all'attivo già una dozzina
di altri progetti edilizi in Cina, ed un ristoratore bergamasco
sempre della bassa che ha avuto l’incarico di mettere a punto il
modello di ristorazione direttamente dal motore dell’iniziativa,
l’imprenditore toscano Francesco
Guarnieri, impegnato
già da una quintina d’anni a Shanghai nel settore import-export
food, imprenditore nel settore import-export food & wine (al suo
attivo anche un supermercato dal nome inequivocabile, Made in Italy,
dove tra l’altro a dispetto dell’idiosincrasia dei cinesi nei
confronti del formaggio stanno avendo un buon successo i formaggi
forniti dalla Arrigoni
Valtaleggio).
“Sarà
tutto all’insegna della tipicità italiana ad esclusione dei vini
che saranno invece per lo più francesi come vuole il mercato
internazionale”, dice il ristoratore che non vuole svelare per
questioni scaramantiche la sua identità. “In cucina abbiamo
chiamato Paolo Petris,
già noto per aver lavorato in vari ristoranti di ispirazione
italiana in giro per il mondo. Il responsabile di sala e del servizio
sarà invece un altro bergamasco doc, Marcello
Montalti. Anche le
materie arriveranno per quanto possibile dall’Italia. Nel progetto
abbiamo infatti coinvolto anche i fornitori che sono diventati nostri
partner: hanno aderito Voiello
per la pasta, Mutti per
le conserve, Bauli per
i dolci, e siamo in contatto con la San
Pellegrino per l’acqua
minerale”.
Nel
progetto sono state coinvolte molte figure professionali di primo
piano con conoscenze specifiche nel loro settore. “Un’operazione
del genere, nella quale l’interlocutore nonché proprietario e
giudice unico della validità dell’impresa è il Governo cinese,
non può certo essere frutto dell’improvvisazione. Abbiamo studiato
tutti i dettagli arrivando a mettere insieme un progetto articolato
che è stato giudicato molto positivamente.
Da
coordinatore ha fatto stato Elvis
Meneghel, strategic
designer che da Milano, che tra l’altro si sta occupando dello
sviluppo della creazione dei servizi rivolti al turismo e
dell’immagine del progetto, perchè oggi senza un’identità
chiara e precisa è difficile fare business.
Nello
specifico dell’ambientazione il Sea Lounge Sanya richiama il
modello di successo di altri locali già esistenti nelle più
rinomate località balneari europee. Non solo ristorante ma luogo
d’incontro e svago, rilassante e divertente, un po’ bar ed un
po’discoteca di classe, un posto dove poter trascorrere le serate
come si desidera, cenando alla carta ma anche solamente stuzzicando
piccole portate.
Un
ambiente da sogno con la spiaggia, il mare ed il suo tramonto come
unico orizzonte fisso”. Siete sicuri del successo? “Secondo i
miei soci che hanno già vissuto altre esperienze in Cina ed hanno
già chiuso affari con il Governo cinese, dovrebbe essere assicurato.
Tant’è che con la stessa compagine stiamo già progettando
l’apertura di un altro locale, ancora più importante ed esclusivo
in cui portare la cucina italiana firmata da un cuoco di grande
richiamo. Per ora non posso dire altro che il nome del locale: Villa
Romana”.
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