Un viaggio in Svizzera tra ristoranti di prestigio

e le vigne del Chasselas nel Lavaux

 

di Lamberto Selleri

 

Losanna giugno 2009. Una lontana parentela lega l’ampelografia svizzera a quella italiana, complice il vitigno Alinea, portato dalle legioni di Giulio Cesare in quelle terre nel 50 a.C. e precisamente in prossimità del lago di Ginevra.

 

Oggi il parente prossimo di quel vitigno si chiama Chasselas ed è tra i più apprezzati dai viticultori svizzeri.

In Italia viene tuttora coltivato in Lombardia, principalmente come uva da tavola.


Nel Canton di Vaud, che ha come capitale Losanna, vengono coltivati a vigneto 3873 ettari, pari ad un quarto della superficie viticola svizzera. La coltivazione è molto parcellizzata: sono 150 gli appezzamenti di terreno su cui viene coltivata la vite e hanno mediamente una superficie di 2569 m2. Anche la proprietà è molto frammentata: ci sono 7683 viticultori di cui 633 imbottigliatori indipendenti, 47 rivenditori e 15 cooperative.

In un anno nel Canton di Vaud o Regione del Lemano vengono prodotte 50 milioni di bottiglie e d è stato calcolato che per produrre un litro di vino è necessario un metro quadrato di terreno.


Le zone vitivinicole di questa regione sono 4 e precisamente 1-Cote (Da Losanna a Ginevra), 2-Chablais (da Montreux verso il Vallese), 3-Cotes de l’Orbe, Vully Bonvillars (da Losanna verso vicino ai laghi di Morat e Neuchatel), 4-Lavaux (che si estende da Losanna a Montreux). Complessivamente vi sono 28 AOC nel Canton di Vaud.


I dati in nostro possesso non sono recenti ma significativi: nel 2006 sono stati prodotti 5,2 milioni di litri di vino, un milione in più rispetto all’anno precedente. E’ un mercato in costante evoluzione ma che non ha ancora la forza e la potenzialità di aggredire i mercati esteri, non perchè i vini svizzeri siano scadenti: al contrario, il prodotto è ottimo ma viene consumato localmente.

Va sottolineato anche che in questa nazione ogni tre bottiglie di vino bevute una è prodotta in Svizzera e due provengono dall’ estero, quindi la produzione nazionale è insufficiente rispetto al consumo interno.


Delle 4 zone vitivinicole abbiamo visitato la 4 il Lavaux, che è anche la più caratteristica, anche da un punto di vista ambientale. Infatti nel 2007 questi terreni coltivati a vite sono stati dichiarati dall’UNESCO Patrimonio della Umanità.

Quindi da un punto di vista turistico poter gironzolare liberamente nei viottoli di questi vigneti coltivati a gradoni che da 600 metri si buttano a piombo nel lago di Ginevra è una esperienza entusiasmante che si può fare in tutte le stagioni,a piedi, su due ruote o comodamente utilizzando i trenini turistici.

Il Lavaux è un piccolo paradiso terrestre non riservato ad Adamo ed Eva ma accessibile a tutti, anche a coloro che non prediligono Bacco.


Il patrimonio protetto dall’Unesco si estende per 825 ettari e rappresenta il 2,42 % della superficie vitivinicola del Cantone.


Il vitigno principe della zona è il Chasselas (68,5%), seguono il Gamay (10,94 %) ed il Pinot Noir (11,51%).

Tutti i vini prodotti in questo territorio, sia bianchi che rossi, sono suddivisi in 8 zone di produzione, tutte a Denominazione di Origine Controllata (Sigla svizzera AOC ), e sono Epesses, Calamin, Dezaley (che sono 3 gran cru), Chardonne, Lutry, Villette. St-Saphorin e Vevey-Montreux.


Lo Chasselas è un vino che difficilmente troverete in vendita nei negozi tradizionali, perché la stragrande maggioranza delle bottiglie passa di mano direttamente dai produttori ai privati. In pratica qui è difficile fare un identikit delle caratteristiche dello Chasselas perchè il terreno gioca un ruolo determinante: in ognuna delle 8 zone (AOC) di produzione il singolo produttore è certo di produrre il migliore Chasselas del Lavaux.


Al di là delle disquisizioni che riempiono la bocca degli addetti ai lavori e spesso lasciano sconcertato l’uditorio, possiamo affermare che lo Chasselas è un vino frizzante , facile da capire, non certamente da “Meditazione”: si inizia a berlo come aperitivo ma poi si continua a consumarlo a tutto pasto,in particolare si abbina benissimo con i pesci del lago e i formaggi locali. Uno dei genitori di questo vitigno è certamente il Muller- Thurgau.

Per scoprire tutte le caratteristiche, vi consigliamo di rivolgervi a più produttori perchè ogni Chasselas ha una sua storia da raccontare e fa piacere ascoltarla da ogni singolo viticultore.


Gastronomia e ristoranti di prestigio nel Cantone di Vaud o Regione del Lemano viaggiano di pari passo: 90 sono i ristoranti che insieme assommano 1236 punti della rinomata guida Gault Millau, 11 di questi hanno anche 17 stelle Michelin e due, il Philippe Rochat a Crisser ed il Pont de Brent gestito da Gerard Rabaey a Brent-sur-Montreux, sono gli unici tre stelle della Svizzera.

Se invece prediligete le locande tipiche, che qui prendono il nome Pintes (Pinta), l’atmosfera, l’ambiente, l’arredamento, i commensali e il menù sono rimasti quelli di una volta.

Vi serviranno salsiccia di carne e cavolo, pesci del lago (persico, trota, omble, sandre e fèrà) e formaggi (fondue, raclette e malakoffs).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Indirizzi utili

 

Gastronomia e ristoranti di prestigio nel Cantone di Vaud o Regione del Lemano viaggiano di pari passo: 90 sono i ristoranti che insieme assommano 1236 punti della rinomata guida Gault Millau, 11 di questi hanno anche 17 stelle Michelin e due, il Philippe Rochat a Crisser ed il Pont de Brent gestito da Gerard Rabaey a Brent-sur-Montreux, sono gli unici tre stelle della Svizzera 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[home page]

[mission]

[redazione]

[collabora]

[contattaci]

[link]

 

2003 ©opyright ::  INformaCIBO.it