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Bagnone (Massa-Carrara)
Le
castagne sono buone… a Bagnone!
La
rivincita del frutto del bosco, dopo anni di oblìo, è sostenuta dal
“borgo più fortunato d’Europa”, sito della vincita da record
al Superenalotto e del “giglio”, talismano scolpito nella pietra
arenaria dei suoi portici
Bagnone 12
ottobre 2009. Bagnone,
borgo medioevale in Alta Lunigiana (Massa-Carrara), noto per la sua
cipolla di Treschietto e diventato famoso per la
‘madre di tutte le vincite al Superenalotto’,
che dal 22 agosto scorso ha richiamato sul paesino di duemila anime
l’attenzione mediatica dell’intero pianeta, rende omaggio
alla castagna:
il frutto locale, che nel territorio ha costituito cibo primario e
rifugio dalla fame in tutte le epoche, anche recenti, sarà il
protagonista di una Sagra
il 17 e 18 ottobre p.v.,
organizzata dal Circolo “La Torre di Treschietto”. Al
Centro Polifunzionale,
in località Grottò, si potranno gustare la castagna
della Valle del Bagnone
e gli elaborati della sua farina, sabato
a partire dalle
ore 16
e domenica
da mezzogiorno.
Preferibilmente dietro prenotazione (tel. 0187/429870 - cell
328/8505288), verrà servito un menu con varie specialità della
zona, tra cui la soladella, le frittelle di farina di castagne, i
ravioli di castagne, le lasagne bastarde, nonché "mondine”,
“baletti", salumi e formaggi nostrali, accompagnati da vini
Lunigianesi e Piacentini. Nella terra dei castagni
secolari, il riccio è per i residenti compagno abituale
dell’autunno. Dalla notte dei tempi, qui si compie “il
ciclo delle castagne”,
dalla raccolta fino alla produzione della farina dolce. Fondamentale
il "gradile",
l'essiccatoio tipico delle cucine contadine, a cui ancora oggi si
attiene la produzione artigianale. Nel procedimento della tradizione,
al centro del locale, sul focolare rialzato, con il piano di
arenaria, o "piagnon", si accendevano i ciocchi di legna
che mandavano calore e fumo sul soffitto, costruito a grata, con
listelli di legno. Su questo erano poste le castagne ad essiccare,
mentre fra le ceneri si inserivano i testi per la cottura dei cibi.
Le castagne secche più belle, i "gusson", venivano
destinate alla molitura. La farina dolce era poi conservata in un
tronco di castagno svuotato, pigiata con i piedi dai bambini, per
eliminare bolle d'aria, e ricoperta di cenere o di fogli di carta
spruzzati di vino. Per rispettare la corretta pratica di
trasformazione, anche i vecchi
mulini
lunigianesi
sono stati ripristinati in modo da fornire agli aficionados di tutta
l’Italia una farina profumatissima e saporita, la stessa dei secoli
passati. Un tempo considerata il “pane dei poveri”, oggi la
castagna rivive un periodo di “buona sorte”, che la Sagra di
Bagnone in suo onore vuole propiziare. Il “frutto
paziente”,
come l’ha definito il
poeta Attilio Bertolucci,
non solo è gustoso ma è anche una preziosa fonte di minerali e di
vitamine e molto digeribile. “Pan di legno e vin di nuvoli”,
dicevano gli antichi facendo riferimento alla polenta di farina di
castagne e all’acqua, che rappresentavano la loro dieta di
sopravvivenza. Oggi le ragioni per apprezzare il frutto sono altre e
si possono scoprire a Bagnone, il 17 e 18 ottobre prossimi…
Il
“paese della Dea Bendata” si raggiunge tramite la A 15 della Cisa
(con uscita Pontremoli, a nord, oppure Aulla, a sud), Per
informazioni: Ufficio Stampa Comune di Bagnone: Ercole -
Mellone, 0187/495107 cell 348/5425583 - 347/8161012 tel.
0521/483988 - e-mail mellonea@tin.it
- rercolem@tin.it)
U.R.P., Comune di Bagnone: tel. 0187/42781;
fax 0187/429210;
segreteria@comune.bagnone.ms.it
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