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Chiude (il 18 luglio) a
Vasto "Brodetti & Contorni"
e “Scoppia la guerra del brodetto”

Vasto 12 luglio 2010. Mentre gli amanti
del brodetto già pensano al Festival Internazionale del Brodetto e delle
Zuppe di pesce (vedi foto) che si
svolgerà a Fano dal 9 al 12 settembre prossimo, continua
a tenere banco "Brodetto & dintorni"
in corso a Vasto sino al 18 luglio (Carlo
Petrini, fondatore di Slow Food gli ha dedicato, nei giorni scorsi, su
La Repubblica un servizio e Roberto Perrone sul Corriere della Sera
di ieri ha parlato del Brodetto alla Vastese).
Intanto
attorno alla manifestazione di Vasto, organizzata
da Slow Food Abruzzo,
“Scoppia la guerra del
brodetto”, questo il titolo di un articolo scritto dalla giornalista Paola Calvano,
corrispondente de il Centro da Vasto.
Ecco come riporta la
notizia il quotidiano abruzzese nella sua corrispondenza vastese
“Scoppia la guerra del brodetto
“Passino
le cozze, ma il cefalo no. Non può essere proprio accettato. Gli
organizzatori della rassegna “Brodetto e contorni” (questa sera
l’officina del gusto al trabocco di Punta Penna) modificano la
ricetta originaria del brodetto di pesce alla vastese e in città si
scatena la battaglia. «Ci scippano pure la ricetta originale»,
protesta su Facebook il gruppo “Gli amici del brodetto”,
capitanato da Brunella Fratini che in meno di un’ora è riuscito a
raccogliere ieri 164 adesioni.
La
ricetta modificata è stata scoperta dal consigliere comunale Nicola
D’Adamo (Apv). E resa pubblica dal suo blog. «Chiedo il rispetto
della tradizione e l’immediata sostituzione della ricetta
modificata con quella originale di Pino Jubatti», interviene Nicola
Del Prete, ideatore nel 2007 del Mese del Brodetto. Il brodetto
di pesce alla Vastese, servito fumante nei caratteristici tegami di
coccio, è cantato anche nei brani in vernacolo della tradizione
istoniense. La “tijella”, la tipica pentola di creta rossa, è
essenziale per la preparazione. Altrettanto importante è la scelta
del pesce. «Il cefalo non c’entra nulla con il brodetto. E’
stata snaturata la ricetta orginale peraltro protetta dal
disciplinare sul brodetto», rimarca l’ex vice sindaco Nicola
Del Prete.
Nato
come piatto semplice frutto del baratto fra il pescatore che cedeva
parte della “scafetta” (la cassetta di pesce) al contadino in
cambio dei pomodori “mezzitempi”, necessari per la preparazione
dell’intingolo, il brodetto è diventato qualche anno fa una
pietanza con marchio di qualità della Ccia da tutelare e
salvaguardare. Pino Jubatti (vede qui di fianco la sua ricetta) ha realizzato anche un calendario storico
sul brodetto. Nel 2008 dagli ingredienti vennero tolte cozze e
vongole.
La
modifica scatenò una querelle alla quale presero parte ben 45 membri
dell’Accademia italiana della cucina. Dopo lunghe e accorate
discussioni la conclusione fu che le vongole potevano essere ammesse
perchè danno sapore. Le cozze, al contrario, non sono gradite.
Figurarsi il cefalo. D’accordo con gli “Amici del brodetto”
sono i ristoratori più anziani. Da “Zi Nicola” alla “Vela”
l’opinione è unanime: il cefalo non c’entra nulla con il
brodetto di pesce vastese. E dello stesso parere sono le massaie più
longeve. «Ho cucinato centinaia, forse migliaia di brodetti nella
mia vita, ma nella tijella non ho mai messo i cefali», assicura zia
Annina Marchesani , 88 anni, ben portati.
Ma a
indurre in errore il Comune e la condotta Slow Food Abruzzo secondo
Raimondo Pascale , responsabile della condotta, è stato un libro.
«Invito i cultori del blog a leggere la ricetta firmata dallo stesso
Jubatti riportata nel libro “Cucina e Trabocchi”, pubblicato nel
2006 e ripresa sul sito http//www.vastospa.it», si difende Pascale.
Insomma a scatenare la guerra potrebbe essere stato un errore di
stampa. “Gli Amici del Brodetto”, chiedono che l’errore venga
corretto al più presto. Decine di vastesi invece approfittano
dell’occasione per chiedere agli organizzatori di “Brodetto e
contorni” di ripristinare la tariffe dello scorso anno: 20 euro.
«Pagare da 30 a 35 euro per gustare le eccellenze del pescato locale
è davvero tanto. Troppo in tempo di crisi».
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dal
18 giugno al 18 luglio
BRODETTO&CONTORNI,
sapori e saperi
della tradizione vastese
Ad
animare la città abruzzese mercato, laboratori del gusto, cene
tematiche, spettacoli teatrali, musica e tanto altro
Vasto
17 giugno 2010. È
tutto pronto per “Brodetto&Contorni”,
il grande evento organizzato dal Comune
di Vasto
in collaborazione con Slow
Food Abruzzo,
in programma dal 18
giugno al
5 luglio 2010,
naturale prosecuzione di una serie di iniziative volte da anni a
valorizzare il piatto simbolo della tradizione marinara vastese.
Il
progetto si pone infatti l’obiettivo di portare all’attenzione
del grande pubblico lo
straordinario patrimonio natural-gastronomico della cittadina
vastese,
legato al brodetto e non solo, attraverso un programma articolato tra
incontri, convegni, laboratori, cene tematiche e mercati che
raccontano il suo territorio scoprendone la ricchezza culturale e le
bellezze paesaggistiche.
Protagonista
principale di Brodetto&Contorni
sarà naturalmente il
brodetto
preparazione che qui affonda in radici lontane; del resto, quando si
parla di brodetto si pensa subito a Vasto, l'associazione è
immediata.
Cuore
della manifestazione, il centro
storico di Vasto
sarà
animato ogni sera per tre weekend consecutivi con numerose
iniziative:
dagli spettacoli
teatrali
alle proiezioni
delle pellicole tratte da Slow
Food on Film,
dal
Mercato
del Gusto
(dal 2 al 4 luglio), dove saranno presenti gli artigiani che
rappresentano l’eccellenza agroalimentare di Vasto e del territorio
collinare retrostante, fino ai concerti
e
alle cene
itineranti
che si snoderanno tra le vie e le piazze della città.
Sempre
all'interno del borgo teatino, il cortile del Palazzo D'Avalos sarà
l'affascinante cornice per il Teatro
della Cucina in
cui chef affermati e nuove leve della ristorazione abruzzese e non si
esibiranno ai fornelli preparando in diretta i loro piatti-simbolo.
Non
mancheranno i Laboratori
del Gusto,
le degustazioni guidate su tematiche relative ai prodotti della zona
e alle tecniche di preparazione di alcune ricette tipiche, presentati
da esperti, cuochi e pescatori.
Altri
appuntamenti da non perdere saranno le feste
slow
(19 e 20 giugno) all'interno della Riserva
di Punta
Aderci
dove sarà possibile gustare uno dei must della gastronomia marinara
abruzzese, il fritto di paranza, in compagnia delle sonorità della
saltarella e della pizzica. Sarà anche l'occasione per scoprire la
tradizionale tecnica di pesca della sciabica che verrà riproposta
dalla piccola marineria locale.
Saranno
coinvolte le trattorie
e i ristoranti di Vasto che
ospiteranno le cene
tematiche
dedicate al brodetto e ai
piatti
della più classica tradizione marinara
con
particolare riferimento al pesce azzurro e al pescato locale.
In
tutti i weekend, inoltre, in alcuni bar della città sarà proposto
dalle 18 alle 24 “l'aperitivo
Istoniense”
a base di specialità del vastese.
A
margine della manifestazione, infine, saranno organizzate delle
disfide
tra ristoratori di diverse regioni d'Italia che si confronteranno con
i propri brodetti.
Insomma,
un'opportunità
unica per conoscere le migliori produzioni artigianali e le
tradizioni legate all'attività marinara vastese, ma, allo stesso
tempo, è l'occasione per visitare una delle città più interessanti
della regione dal punto di vista paesaggistico ed architettonico.
www.brodettoecontorni.it
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Lo
stellato Niko Romito
apre il sipario
del brodetto alla vastese
L'evento culinario
dell’estate vastese "Brodetto & Contorni"
dal 18 giugno al 18 luglio
Vasto 14 giugno 2010.
Un mese dedicato al Brodetto di pesce alla Vastese, piatto tipico
della cucina marinara locale ritorna anche quest'anno con alcune
varianti.
La manifestazione
gastronomico-culinaria, è promossa dall’amministrazione
comunale di Vasto e dalla condotta di Slow Food e si ripromette, con una
nuova formula, di ritornare ai fasti di quando l'evento era
organizzato sotto l'egida dell'ex-assessore Nicola Del Prete.
La novità 2010 di
“Brodetto e Contorni”, presentato alla stampa dal vice sindaco di
Vasto, Vincenzo Sputore, e dai coordinatori della kermesse, Davide
Acerra e Raimondo Pascale, è quello di abbinare al pesce
dell’Adriatico i prodotti ortofrutticoli locali, innaffiato dai
vini istoniensi.
L'altra novità è stata
la rivisitazione della famosa ricetta tradizionale del “Brodetto di
pesce alla Vastese” da parte dello stellato chef del ristorante
Reale di Rivisondoli, Niko Romito. A dire il vero da non tutti apprezzata.
Alla presentazione
dell’edizione 2010 oltre a Romito c’erano esperti di cucina e
appassionati che si sono confrontati sui brodetti e
sulle zuppe di pesce, presentando le differenti tradizioni italiane.
La manifestazione si aprirà il prossimo 18 giugno e sono previsti,
tra l’altro, feste Slow (19 e 20 giugno) a Punta Aderci, cene
tematiche nel centro storico, laboratori del gusto e aperitivi. Sono
28 i ristoranti convenzionati, 10 i bar.
I ristoranti e le osterie di Vasto,
aderenti a Brodetto&Contorni, in occasione della manifestazione
proporranno dal 18 giugno al 18 luglio tre menù degustazione (nei
giorni indicati) a prezzo fisso (escluso bevande):
Menù Blu Fish (Pesce Azzurro) €
20,00
Menù Brodetto - Lu Vrudette Uastarole
€ 25,00
Menù Mare Nostrum (eccellenza del
pescato) € 30,00-35,00
Il sito: Brodetto
e Contorni
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Brodetto
alla Vastese
di Pino Jubatti
Dosi
per quattro commensali: 900 gr. di pesce fresco assortito con
sapienza (triglie, merluzzi, scorfani oppure lucerne, gallinelle -
cioè testoni o mazzolini -, sogliole oppure cianchette, calamari,
tutti di grossezza media; piccola pescatrice, panocchie, scampi)
oltre ad una manciata di cozze ed una di vongole; abbondante olio
d’oliva campagnolo, ma raffinato; 500 gr. di pomodori ciliegini; 2
spicchi d’aglio; 1 peperone dolce; prezzemolo; basilico; sale;
peperoncino rosso piccante.
Pulire
e lavare con cura il pesce in acqua corrente, prestando attenzione a
non asportare le teste.
Nella
larga e bassa tijelle di terracotta, predisporre insieme, a freddo:
l’abbondante olio, la esigua quantità di acqua (quasi la scolatura
del pesce appena mondato e risciacquato), i pomodorini spezzati, il
peperone tagliato a lische, il prezzemolo sminuzzato, l’aglio
affettato, il sale e il basilico in foglie; su fuoco attivo - dopo
qualche minuto di bollore - si versano delicatamente le varietà
elencate, per rigido ordine di durezza e cioè prima i crostacei e i
frutti di mare, poi i molluschi, quindi pescatrice, scorfani e
gallinelle; per finire con le varietà più tenere come triglie,
sogliole, merluzzi, allo scopo di far cuocere tutto il pesce
compiutamente, dopo 15 buoni minuti di cottura, al borbottio del
bollore ed a coperchio fisso.
Eccovi
un paio di segreti che potrete affinare col tempo e rendere, poi, del
tutto personali con l’esperienza diretta in cucina: innanzitutto,
lo strato di pesce sommerso dall’intingolo bollente, dovrà
rimanere unico e cioè senza sovrapposizioni: ne va della fragrante
riuscita del ghiotto preparato; quindi, non rimestare mai nel coccio:
far “muovere” il pesce che non dev’essere intaccato dall’uso
di qualsivoglia e sempre vietato attrezzo (siamo riusciti a farlo
capire perfino al rude forchettologo Davide Mengacci!), scrollando
orizzontalmente la terracotta in senso rotatorio dopo averla
sollevata leggermente, dal fuoco galoppante, attraverso i suoi
manici.
Lo
spezzettamento del peperoncino rosso piccante (fresco!), precede di
un attimo la portata in tavola dove, sotto il naso dell’impaziente
commensale, si toglierà ad arte l’ampio coperchio, liberando
l’indescrivibile effluvio e rivelando ai sensi la raffinatezza del
delizioso manicaretto.
La
presenza dell’aglio non sarà mai contrabbantata con quella della
cipolla - ma questo non è un segreto! -: è una prescrizione
categorica che discende dalle pene corporali antiche, comminate a chi
contravveniva; quasi sempre abitanti di lande nient’affatto
evolute, riguardo ai dettami di Anthèlme Brillat-Savarin!
Chi,
addirittura - nostro pretenzioso vicino di costa, o sedicente esperto
di Cuneo -, prescrive aglio rosolato di base, non ha proprio capito
niente del nostro divino elaborato.
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