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“Ciao Italia”, archiviato il
decimo Congresso dei
ristoratori italiani nel mondo
Polemiche, proteste, fischi ma alla
fine anche visi soddisfatti per le promesse ricevute dal Governo e
dalla regione Puglia
E' passata la proposta di creare un marchio di
riconoscimento
per i ristoranti italiani all'estero
di Donato Troiano
Bari
18 aprile 2009.
Si è conclusa oggi la decima
Convention di Ciao Italia, l'associazione che riunisce oltre tremila
ristoratori italiani di tutto il mondo.
L'associazione di Chef,
presieduta da Bartolo Ciccardini, ha dato vita ad una kermesse importante
ma anche movimentata: all'inizio proteste e fischi verso i
rappresentanti del governo per la loro latitanza, poi alla fine
scoppia la pace con il sottosegretario alle Politiche agricole e
alimentari Antonio Bonfiglio che promette un protocollo d'intesa tra
Ciao Italia e le istituzioni per trasformare i loro ristoranti in una
rete organizzata di promozione dei prodotti italiani all'estero.
Il sottosegretario Buonfiglio,
ha infatti anche annunciato la “creazione di un marchio volontario dei
ristoranti italiani all'estero”. Il marchio dovrebbe essere quello
proposto anni fa da Buonitalia: una forchetta stilizzata sul
tricolore che servirà a identificare il vero ristorante
italiano nel Mondo.
“Un atto politico importante – ha
commentato il presidente di Ciao Italia Bartolo Ciccardini –
per il quale la nostra associazione si è sempre battuta ed
oggi non possiamo che essere riconoscenti dell'impegno
preso dal ministero delle
Politiche agricole e alimentari qui a Bari”.
Anche
l’assessore al Turismo della Regione Puglia, Massimo Ostillio,
forte dei risultati positivi raggiunti dalla Puglia nel settore
turismo (nel 2008 c'è stato un incremento del 7%, migliore
performance di settore a livello nazionale), ha proposto a Ciao
Italia un patto con il marchio “Ciao Puglia” che dovrebbe
servire anche per la promozione turistica della Regione Puglia nel
Mondo.
Tutti
contenti quindi gli oltre duecento chef presenti alla Convention per
i risultati ottenuti, o meglio per le promesse arrivate dai
rappresentanti del governo e della
regione Puglia. La
parola d'ordine di tutta la Convention è stata quella di “fare
sistema” tra i cuochi e le istituzioni e l'obiettivo sembra
essere stato raggiunto.
Non
sono mancate però le polemiche.
Le proteste.
Tony Anello ristoratore italiano a Stoccolma da 44 anni,
ha vivacemente protestato per l'assenza di rappresentanti delle
istituzioni, in particolare quelli di governo (Raffaele
Fitto,
Ministro per i Rapporti con le Regioni e Adolfo
Urso,
Sottosegretario allo Sviluppo Economico con Delega al Commercio
Internazionale non si sono fatti vivi) che pure
avevano assicurato la loro
partecipazione.
“Ero venuto a Bari per presentare lo stato della ristorazione
italiana in Europa alle istituzioni – ci ha detto Anello- ma dopo i
saluti i rappresentati politici sono andati via. Altri non sono
venuti affatto eppure Ciao Italia rappresenta l'Italia all'estero più
dell'Ice. Sono stato tentato di prendere un aereo per tornare a
Stoccolma. Si parla tanto del Made in Italy - ha aggiunto Anello - ma
tra poco quello che abbiamo creato lo perdiamo. Ci si preoccupa della
contraffazione, delle false borsette. Ma ciò che hanno
prodotto i ristoratori a livello internazionale sembra non
interessare nessuno”.
Tra i temi trattati nella convention di Bari,
la distribuzione delle materie prime, i prodotti tipici locali che
all'estero arrivano con costi triplicati, la formazione e il “sistema
cultura” possibile anche attraverso i menu italiani tramandati nel
tempo da generazione in generazione.
Molti ristoratori si sono soffermati
sulle difficoltà delle importazioni di materie prime, la
mancanza di chef italiani all'estero e la necessità di creare
una rete di distribuzione meno burocratica.
Particolarmente pungente
su questi temi l'intervento di Emanuele Esposito, chef di “Ciao
Italia” in Arabia Saudita: “In Arabia Saudita la ristorazione
italiana non sta attraversano un periodo facile. Basti pensare che in
una città come Jedda di 4 milioni di abitanti ci sono solo tre
ristoranti italiani e oltre tremila Mc Donald’s”.
Il problema
maggiore è legato alle difficoltà di importazione:
“Posso far entrare il Parmigiano Reggiano solo sottobanco e
pagandolo il triplo – ha lamentato Esposito – perché
l’Italia non ha la certificazione per esportare in Arabia. Occorre
un intervento immediatato del governo. I politici non devono
limitarsi a venire a mangiare nei nostri ristoranti all’estero, ma
devono fare qualcosa di concreto per noi”.
Nella mattinata di mercoledì
sono stati portati i saluti ai congressisti da parte dei presidenti
della Regione Puglia, Nichi Vendola, della Provincia di Bari,
Vincenzo Divella, del presidente del consiglio regionale
pugliese Pietro Pepe e dell'assessore all'Innovazione del
Comune di Bari Antonella Rinella. Dal palco della convention
il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, ha anche lanciato
la proposta di realizzare un “Festival del crudo”, una
specie di gemellaggio tra la cucina pugliese e quella giapponese.
Vogliamo infine citare
tra le tante polemiche anche quella scoppiata a Lecce nel Chiostro
dei Domenicani. E' stato fatto saltare dalla rivolta di molti
ristoratori il primo tavolo di confronto in programma sul tema
"L'intangibile asset Italia...da innovare" coordinata da
Michela Bondardo, fondatrice "Premio impresa e cultura".
Il format si prometteva
di proporre ai ristoratori degli esempi di business vincenti
attraverso la proiezione di filmati focalizzati su 3 ristoranti
italiani di successo.
Tra questi ristoranti anche la Salumeria Rosi
di New York inaugurata con grande successo, qualche mese fa dallo chef Cesare Casella.
Una contestazione inspiegabile perchè la scelta del format era
stata fatta dagli stessi organizzatori della Convention e, forse, a
loro dovevano rivolgersi i dissenzienti...e non alla incolpevole
Bondardo!.
Un episodio
questo circoscritto
ma un siparietto certamente poco edificante all'interno di una Convention che ha dibattuto con
serietà i problemi veri che si trovano a dover affrontare i ristoratori
italiani che lavorano all'estero.
Prossimamente,
oltre a pubblicare una intervista
esclusiva al Presidente di Ciao
Italia, Bartolo Ciccardini,
racconteremo più diffusamente le proposte e gli eventi più
significativi di queste quattro giornate trascorse a Bari e a Lecce
da parte dei congressisti di Ciao Italia e gli incontri avuti con Mastro
Dante Renzini nella Cantina Museo Albea di Alberobello
(www.albeavini.com) e con
tanti altri.
Senza dimenticare i prodotti pugliesi, dalla pasta
Divella a quella dei Molini Tandoi (www.tandoi.it)
che produce la pasta Ambra di Puglia dal 1889 che hanno
allietato il palato dei congressisti.
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