Le conclusione della decima Convention di “Ciao Italia”

nelle parole del Presidente Bartolo Ciccardini


di Donato Troiano


Nichi Vendola, Presidente Regione Puglia e Bartolo Ciccardini, Presidente Ciao ItaliaBari 18 aprile 2009. La frase di J.F. Kennedy: “Non chiedete al vostro paese cosa può fare per voi. Chiedetevi cosa voi potete fare per il vostro paese”, è stato il motto scelto dal presidente Bartolo Ciccardini, come emblema principale della decima Convention che ha riunito a Bari (grazie anche alla regione Puglia), i delegati dell'associazione dei Ristoranti italiani nel mondo, Ciao Italia.


Perchè la convinzione di Ciccardini è che i suoi ristoratori, il suo Gruppo, è “come una squadra di grandi campioni che rischia di perdere perché non sa giocare assieme”.


Ma ci sono anche altri interrogativi che hanno assillato, nella quattro giorni pugliese, Ciccardini, “la ristorazione italiana è destinata a morire? La qualità conquistata con lo studio, con il lavoro ed il sacrificio dovrà cedere il passo alla cucina adulterata che costa meno? Le nuove generazioni sapranno affrontare questo lavoro duro e sacrificante? E, se anche avessero la vocazione, avranno le scuole? E mentre tutta la grande ristorazione fa alcuni piatti italiani, magari reinventati, ci sarà ancora un vero Ristorante Italiano, classico, tipico, riconoscibile, innovativo, ma fedele?”.


“Noi -dice Ciccardini- abbiamo in mano un’arte che non muore e dei valori, come l’ospitalità, che sono necessari per l’avvenire. Non tutti i Ristoranti potranno sopravvivere e quindi dovremo creare una netta separazione fra l’alta qualità e la mediocri generalizzazioni”.


E in questo contesto lancia anche una sfida: “Se siamo riusciti a costruire un impero da soli, perché non tentare noi stessi di salvare l’impero" e poi rivolto ai ristoranti del Gruppo, dice: "secondo me avete tutto quello che serve per farlo e farlo bene”.


Questa sfida/impegno è ancora più importante dopo il decimo Congresso di Ciao Italia, perchè, insieme a Ciccardini anche molti ristoratori presenti a Bari sono convinti che le istituzioni non sono ancora in grado di esprimere un piano unitario capace di sviluppare una strategia-Paese efficacissima sui problemi della distribuzione dei nostri prodotti all'estero, della necessaria sinergia enogastronomia-turismo, della valorizzazione della nostra enogastronomia come hanno fatto i nostri cugini oltre frontiera, a cominciare da Spagna e Francia.

Il problema è del ritardo del nostro Paese nella difesa delle tradizioni e della storia della cucina italiana nel mondo e della grande responsabilità che si prendono i ristoratori di Ciao Italia per superare questo gap.


Ma qual’ è  il giudizio complessivo del Presidente Ciccardini sul decimo Congresso di Bari?

“Ci sono alcuni aspetti positivi -ci risponde- ed altri meno positivi. Siamo molto soddisfatti perché per la prima volta da molti anni  abbiamo sentito due progetti che vengono dalle Istituzioni. Massimo Ostilio ci ha comunicato che vuole fare all’interno della nostra associazione un gruppo dedicato ai ristoratori pugliesi all’estero, che si chiamerà Ciao Puglia.

 

Questo gruppo sarà lo strumento con il quale realizzare una filiera più corta ed una piattaforma in alcune nazioni estere per la distribuzione dei prodotti pugliesi. La seconda buona notizia ci è venuta da Luigi Mastrobuono del Ministero dello Sviluppo che ha annunziato il progetto “Contratto di rete” insieme al progetto di “Partecipazione di Aziende residenti all’estero ai progetti di internazionalizzazione”.

Ambedue le comunicazioni, della regione Puglia del Ministero dello Sviluppo rappresentano una svolta fondamentale”.

 

In che modo queste proposte influiranno sull’attività dei Ristoranti Italiani all’estero? 

“Faccio un solo esempio. Se delle piccole aziende di produttori ed alcuni ristoranti italiani all’estero si mettessero insieme per progettare un magazzino o piattaforma a cui i produttori inviino le loro merci e i ristoratori acquistino i loro prodotti per se e per i loro clienti potrebbero davanti ad un notaio fare il progetto e riservare degli investimenti a questo progetto, facendo un semplice contratto di collaborazione per la costruzione del magazzino (o piattaforma) e con questo atto notarile chiedere il finanziamento.

Se tre regioni fossero d’accordo nel promuovere insieme questo progetto potrebbero chiedere il finanziamento a Bruxelles. Questa svolta se si realizzerà sarà di importanza storica per la creazione di una rete di distribuzione italiana”.

 

Quali sono i punti negativi del Congresso? 

“Siamo stati appesantiti dal grande interesse per il Congresso da pare  degli organismi locali. Hanno voluto portare i loro contributi e le loro aspettative i Comuni, le Province e   la Regione. Hanno presentato loro progetti, associazioni, categorie, università e scuole. Hanno chiesto di partecipare, produttori, distretti ed esperti di mercato.

Abbiamo avuto 60 relatori e questo è stato utile ma molto, molto faticoso.  L’altro difetto lo  abbiamo sperimentato nelle difficoltà dovute alla data. Non è stato facile avere una partecipazione così numerose la settimana dopo pasqua (quando i Ristoranti cominciano a lavorare a tutto regime) ed a sole due settimane dal Vinitaly. Comunque la partecipazione è risultata molto buona ma avrebbe potuto essere anche maggiore”.

 

A quando il prossimo Congresso? 

“Certamente l’anno prossimo e probabilmente all’estero”.


Un commento finale?

Sono molto soddisfatto per l’esito politico veramente importante, per la intelligenza programmatica di Luigi Mastrobuono e di Massimo Ostilio, per il sostegno di Buonitalia e per la possibilità che si è aperta di lavorare insieme con altre associazioni (come la FIC) e con le scuole professionali.

Siamo anche soddisfatti per l’eco che il Congresso ha avuto nella stampa anche per merito di voi di INformaCIBO”.



 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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