Una Commissione ministeriale mai riunita dal 2007


Bartolo Ciccardini, Vice Presidente della Commissione ministeriale per la Ristorazione italiana, scrive al ministro Luca Zaia

Matteo Scibilia, consulente del ministro Bondi per la valorizzazione della cucina italiana, protesta...



Roma 5 ottobre 2009. L'Italia, lo sanno ormai tutti, è il tipico Paese dei rinvii e delle Commissioni governative istituite e poi mai convocate.


Ma la storia della “Commissione per la Ristorazione Italiana nel Mondo” ha dell'incredibile e del grottesco. Ricapitoliamo i fatti.


Con un decreto del 9 novembre 2007 l'allora ministro delle Politiche Agricole e Alimentari, Paolo De Castro, istituisce la Commissione per la Ristorazione Italiana nel Mondo.


Passano mesi e mesi e, mentre fioriscono le polemiche per alcune esclusioni e nascono altre associazioni di cuochi italiani all'estero, si apprende che la Commissione non è mai stata convocata, tanto che il 22 settembre 2008 (ed è passato circa un anno) INformaCIBO è costretta a scrivere: “Cambiano i governi ma tutto rimane uguale. Prima il ministro Paolo De Castro ma ora anche il ministro Luca Zaia sembra disinteressarsene.......”.


Intermezzo.

Nel maggio di quest'anno, il neo-ministro al Turismo Vittoria Brambilla mette mano alla nascita di un'altra Commissione, quella per “la promozione e il sostegno del turismo enogastronomico”.


Cosa questa Commissione ha fatto o stia facendo nessuno lo sa.


Intanto però la Commissione creata da De Castro aspetta ancora di essere convocata per la prima volta.


Finalmente qualcuno si sveglia.


Bartolo Ciccardini (Foto INformaCIBO)Proprio in questi giorni Bartolo Ciccardini, Vice Presidente della Commissione ministeriale per la Ristorazione italiana, prende carta e penna e scrive una lettera (vedere qui sotto) al Ministro dell'Agricoltura Luca Zaia ed al Dott. Giuseppe Ambrosio (Capo di Gabinetto del Ministro e Presidente della Commissione Ministeriale per la ristorazione italiana all'estero) in cui richiede la riunione della Commissione “nella sua qualità di Vice Presidente Vicario della Commissione stessa nominato con decreto n° 003388 del 9 novembre 2007”.


Risponderà Luca Zaia?

Dal ministro Luca Zaia, che sta governando il ministero delle Politiche agricole e alimentari con grande capacità e senso pratico, ci attendiamo presto una risposta che metta fine a questo interminabile balletto per ridare finalmente alla ristorazione italiana, in Italia e nel Mondo, il ruolo e l'attenzione che esso merita.


La lettera di Ciccardini

Bartolo Ciccardini, Vice Presidente della Commissione ministeriale per la Ristorazione italiana, chiede al ministro Luca Zaia la convocazione della Commissione per l’Istituzione di un segno di riconoscimento del vero Ristorante Italiano all'estero


Il 1 ottobre 2009, il Presidente di Ciao Italia Bartolo Ciccardini ha scritto al Ministro dell'Agricoltura Luca Zaia ed al Dott. Giuseppe Ambrosio (Capo di Gabinetto del Ministro e Presidente della Commissione Ministeriale per la ristorazione italiana all'estero) una lettera in cui richiede la riunione della Commissione nella sua qualità di Vice Presidente Vicario della Commissione stessa nominato con decreto n° 003388 del 9 novembre 2007. Il compito che il decreto statuisce per la commissione è questo:

"La Commissione propone l’Istituzione di un segno di riconoscimento del vero Ristorante Italiano".


Riportiamo di seguito il testo integrale della lettera:


Roma, 24/09/2009

Luca Zaia, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali


Al Dott. Giuseppe Ambrosio 

Presidente della Commissione Ministeriale per la Ristorazione Italiana all’Estero


Il sottoscritto Bartolo Ciccardini, nominato Vice Presidente, Vicario della Commissione Ministeriale per la ristorazione Italiana all’estero con decreto 003388 del 9 novembre 2007,

VISTO

l’articolo 2 del decreto che statuisce:

1 – E’ costituita per le finalità in premessa indicate la Commissione Ministeriale per la Ristorazione Italiana all’estero.

2 – La Commissione:

a – Propone l’Istituzione di un segno di riconoscimento del vero Ristorante Italiano;

b – Stabilisce i principi per la sua concessione;

c – Assegna e revoca il riconoscimento di Ristorante Italiano;

d – Istituisce un Albo d’Onore dei Ristoranti italiani selezionati per il Riconoscimento;

e – Predispone un progetto operativo per la promozione, la realizzazione e la comunicazione di ogni iniziativa atta a promuovere la qualità della ristorazione italiana all’estero.

VISTO

che il grave problema del riconoscimento dei ristoranti italiani non è stato affrontato e risolto,

CHIEDE

al Presidente della Commissione  la convocazione della Commissione predetta, con la massima urgenza.


Distinti saluti


Il Vice Presidente Vicario

On. Bartolo Ciccardini


 

Giriamo pagina raccontanto con un'altra storia.

 

A Monza si snobbano le eccellenze del territorio e i

cuochi lombardi protestano e scrivono una lettera al governo


img1.gifSiamo sempre ai primi di ottobre e Matteo Scibilia, Presidente Consorzio Cuochi e Ristoratori di Lombardia e titolare a Ornago dell’Osteria della Buona Condotta oltre che importante interlocutore del governo, è infatti consulente del ministero dei Beni culturali (Bondi) per la salvaguardia e la valorizzazione della cucina italiana e delle sue tradizioni, non ci sta nel vedere snobbate in una cena di gala le eccellenze del territorio lombardo e protesta vivacemente: “in Francia non sarebbe successo”, afferma.


Cosa è accaduto?. Alla cena di gala del Forum Unesco a Monza, ci sono tanti buoni piatti ma nessuno con gli ingredienti dell'enogastronomia locale.


E così Scibilia a nome del Consorzio cuochi di Lombardia, Matteo Scibilia scrive una lettera aperta ai ministri delle Politiche Agricole, dei Beni culturali e del Turismo.


Ecco la lettera/documento diffusa a firma di Scibilia.


In Francia non sarebbe successo


il ministro Luca Zaia e il Ministro Francese alle Politiche agricole Bruno Le Maire"Da molti mesi noi Cuochi e Ristoratori, partendo proprio dal territorio di Monza e Brianza, ci siamo chiesti cosa potevamo fare per dare alla nuova provincia ed in fondo alla nostra Regione, una visibilità culturale e turistica migliore. Ci siamo riuniti in un Consorzio, abbiamo chiesto alla Regione, al Ministero dell’Agricoltura, al Ministero dei Beni Culturali, al ministro del Turismo, Signora Brambilla per le sue competenze, un riconoscimento formale, certi come siamo di riuscire in questo intento. Siamo cresciuti in brevissimo tempo. Stiamo collaborando in più occasioni con la Camera di Commercio di Monza e Brianza, alla realizzazione del nuovo dolce “ simbolo “ di Monza il PanTramvai, stiamo lavorando per dare lustro ai vari prodotti agricoli del territorio, dal riso del parco Sud, alle patate di Oreno, alla farina di Vimercate, con la Coldiretti per una carne Lombarda.


Ci ispiriamo ai nostri colleghi Francesi. Quando si parla di Francia, il pensiero corre sì alla Torre Eifell, ai castelli della Loira, alla Normandia, ma sempre il pensiero ci porta anche al cibo ed al vino di questi fantastici luoghi, ma noi ristoratori sappiamo per esperienza che là, in Francia, sono gelosi di tutto questo, è la loro forza, la loro Storia, la difendono a denti stretti in tutto il globo.

Eravamo convinti che anche noi ci potessimo pian piano esprimere cosi, di creare un rapporto con le Istituzioni convinti che quando si parla di territorio si parla di Cultura, di Arte, di Industria e quando si parla di Turismo anche di Cibo e di Vino.


24 settembre, Villa Reale evento di grande Cultura,

Unesco, 192 rappresentanti di tutto il mondo, Educazione, Scienza, Cultura in un luogo che dovrebbe essere la rappresentazione e la punta del richiamo turistico di tutto il Nord Lombardia, Versailles, Schonbrunn la fantasia corre.

Quale miglior occasione per “ raccontare “ le nostre tradizioni eno-gastronomiche, facendole degustare a tutti gli ospiti intervenuti?

Invece i giornali, descrivono un menu non proprio del territorio, e come dargli torto : orecchiette pugliesi, (ne sono felice sono di Bari di origine), con pomodori e rucola (verdura onnipresente), riso basmati e cous cous, roast beef all’inglese, finendo con profiterol e crema chantilly, tutto politically correct, sicuramente piatti buonissimi all’altezza della situazione.

Peccato, in Francia non sarebbe successo, le eccellenze del territorio sarebbero state coinvolte, i migliori chef chiamati a cucinare, i prodotti più rappresentativi del territorio serviti.


Peccato una occasione mancata. Speriamo domani.

 

Matteo Scibilia"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ministero politiche Agricole

 

Ciao Italia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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