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Una riflessione
sulla Giornata Internazionale delle Cucine Italiane
di Rosario Scarpato
La recente celebrazione
dell'International day of Italian Cuisines (IDIC) in quasi cento
città nel mondo, lo scorso 17 gennaio, lascia alcuni spunti di
riflessione.
I 300 cuochi e
ristoranti del GVCI (Gruppo Virtualee Cuochi italiani) che si sono
cimentati nella preparazione di un autentico risotto alla
milanese (il piatto dell'anno), non solo hanno decretato il successo
dell'iniziativa, ma hanno testimoniato che a qualunque latitudine c'è
una grande voglia di autenticità e qualità "italiane".
Da un punto di vista di
puro marketing, inoltre, l'IDIC ha insegnato che un'azione di
promozione realizzata direttamente e coordinata da professionisti del
settore (i cuochi, i ristoratori, i promotori del GVCI), benché
fatta con mezzi limitatissimi, paga molto di più delle
centinaia di iniziative frammentarie (e spesso milionarie) gestite da
personale impreparato.
La Giornata
Internazionale delle Cucine Italiane è oggi prima di tutto un
movimento "culturale" e, solo dopo, commerciale.
Difendere la enogastronomia italiana nel mondo dai taroccamenti non è
neoprotezionismo di riflusso.
E' invece preservare un legittimo
vantaggio di mercato all'Italia, ed è anche garantire ai
consumatori in ogni nazione il diritto ad avere il prodotto per cui
pagano e al mondo la gioia della diversità.
Per i cuochi e i
ristoratori italiani nel mondo, non solo quelli del GVCI, la IDIC è
una maniera per elevare il loro profilo e per promuovere un prodotto
(la loro cucina italiana autentica) che li rende esclusivi.
Alcuni commentatori
hanno fatto notare l'assenza dei politici alle manifestazioni della
Giornata in Italia. Le logiche della vita politica non sempre
coincidono con le esigenze dei settori economici e culturali di un
paese, questo si sa. Gli organizzatori della IDIC tuttavia hanno
cercato e cercheranno in futuro la collaborazione con le istituzioni
italiane perché è nell'interesse di tutti lavorare
insieme.
D'altronde quest'anno,
mentre in una grande città estera l'ICE non riusciva nemmeno a
garantire la presenza di un funzionario (dopo averla annunciata) a un
evento della IDIC, a Città del Messico il nostro Ambasciatore
e il Direttore dell'Istituto di Cultura - lasciandosi alle spalle gli
ostacoli burocratici - organizzavano una grande serata di Risotto
alla Milanese, nell'Ambasciata stessa, come se fosse un autentico
avvenimento culturale.
La partecipazione dei cuochi ed episodi come
questi lasciano sperare che la prossima Giornata Internazionale delle
Cucine Italiane, quella del 2010, si consoliderà come il
più grande avvenimento di promozione della enogastronomia
italiana nel mondo.
www.rosarioscarpato.com
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