Gli insegnamenti della Giornata mondiale del Risotto alla milanese

 

E' urgente una svolta vera da parte delle istituzioni

per promuovere la enogastronomia italiana nel Mondo

 

 Parma 29 gennaio 2009. <Gvci batte Ice e Buonitalia 2-0>. Avevamo titolato così nei giorni scorsi il resoconto della Giornata internazionale delle cucine italiane, organizzata dal Gvci-Gruppo virtuale cuochi italiani, che quest'anno è stata dedicata al risotto alla milanese.

 

Un grande successo a cui hanno contribuito tantissimi chef italiani sparsi in tutto il mondo. Un successo che dimostra una volta di più che quando c'è professionalità, passione e voglia di fare i risultati si ottengono anche in un settore difficile come quello della promozione e della salvaguardia dell'enogastronomia italiana.

 

Con un semplice passaparola online, il Gvci è arrivato ben oltre i risultati ottenuti con assai maggiori risorse dall'Istituto per il commercio estero, Buonitalia, Ismea, o dalle tante iniziative scoordinate messe in piedi dalle regioni italiane e dall' Unioncamere.

 

Come sostiene nell'articolo (che vi proponiamo qui sotto), Rosario Scarpato, presidente onorario e co-fondatore con Mario Caramella del Gvci, è ora che tutti inizino a collaborare: “gli organizzatori della IDIC -scrive giustamente Scarpato- .....cercheranno in futuro la collaborazione con le istituzioni italiane perché è nell'interesse di tutti lavorare insieme”.

 

Questo perchè in questo settore c'è bisogno di una svolta vera, perchè nessuno può pensare di avviare un percorso, culturale e organizzativo prima di tutto, senza la capacità e l'organizzazione dimostrata in questa occasione dal Gruppo capitanato da Caramella e Scarpato.

 

E' ora che le istituzioni, in primis il ministero delle Attività produttive e del Commercio estero e quello delle Politiche agricole e alimentari con la Buonitalia di Walter Brunello, ascoltino maggiormente i professionisti per quello che solo loro possono dare: professionalità, competenza e passione.

 

Non è forse la lezione che da anni ci insegnano i "cugini" francesi?.

Ma ne riparleremo!. (DT)

 

 

 

 

 

Una riflessione sulla Giornata Internazionale delle Cucine Italiane

 

     di Rosario Scarpato

 

 

Rosario Scarpato al Convegno Alma VivaLa recente celebrazione dell'International day of Italian Cuisines (IDIC) in quasi cento città nel mondo, lo scorso 17 gennaio, lascia alcuni spunti di riflessione.

 

I 300 cuochi e ristoranti del GVCI (Gruppo Virtualee Cuochi italiani) che si sono cimentati nella preparazione di un autentico risotto alla milanese (il piatto dell'anno), non solo hanno decretato il successo dell'iniziativa, ma hanno testimoniato che a qualunque latitudine c'è una grande voglia di autenticità e qualità "italiane".

 

Da un punto di vista di puro marketing, inoltre, l'IDIC ha insegnato che un'azione di promozione realizzata direttamente e coordinata da professionisti del settore (i cuochi, i ristoratori, i promotori del GVCI), benché fatta con mezzi limitatissimi, paga molto di più delle centinaia di iniziative frammentarie (e spesso milionarie) gestite da personale impreparato.

 

La Giornata Internazionale delle Cucine Italiane è oggi prima di tutto un movimento "culturale" e, solo dopo, commerciale. Difendere la enogastronomia italiana nel mondo dai taroccamenti non è neoprotezionismo di riflusso.

E' invece preservare un legittimo vantaggio di mercato all'Italia, ed è anche garantire ai consumatori in ogni nazione il diritto ad avere il prodotto per cui pagano e al mondo la gioia della diversità.

 

Per i cuochi e i ristoratori italiani nel mondo, non solo quelli del GVCI, la IDIC è una maniera per elevare il loro profilo e per promuovere un prodotto (la loro cucina italiana autentica) che li rende esclusivi.

 

Alcuni commentatori hanno fatto notare l'assenza dei politici alle manifestazioni della Giornata in Italia. Le logiche della vita politica non sempre coincidono con le esigenze dei settori economici e culturali di un paese, questo si sa. Gli organizzatori della IDIC tuttavia hanno cercato e cercheranno in futuro la collaborazione con le istituzioni italiane perché è nell'interesse di tutti lavorare insieme.

 

D'altronde quest'anno, mentre in una grande città estera l'ICE non riusciva nemmeno a garantire la presenza di un funzionario (dopo averla annunciata) a un evento della IDIC, a Città del Messico il nostro Ambasciatore e il Direttore dell'Istituto di Cultura - lasciandosi alle spalle gli ostacoli burocratici - organizzavano una grande serata di Risotto alla Milanese, nell'Ambasciata stessa, come se fosse un autentico avvenimento culturale.

 

La partecipazione dei cuochi ed episodi come questi lasciano sperare che la prossima Giornata Internazionale delle Cucine Italiane, quella del 2010, si consoliderà come il più grande avvenimento di promozione della enogastronomia italiana nel mondo.

 

www.rosarioscarpato.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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