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Identità
New York, atto
secondo
da
lunedì 31 ottobre al 1 novembre
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6
eccezionali lezioni di cucina
6
esclusive degustazioni di grandi vini italiani
1 cena-evento
firmata da 12 grandi chef
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New York
26 ottobre 2011. Dopo
il successo della prima edizione ora arriva,
Identità
New York, atto
secondo.
Eataly,
nel
cuore di Manhattan, ospiterà dal 31
ottobre al 1 novembre la
declinazione americana di Identità
Golose -
congresso internazionale di cucina d'autore - un format di successo
che il 18 ottobre scorso ha fatto tappa a Londra.
Identità
New York
sarà un omaggio alla
cucina italiana che accentua quest'anno la sua
anima sopranazionale.
“Oggi
nel mondo si osserva un’enorme richiesta di prodotti di autentica
qualità italiana. Non possiamo più accontentarci di specialità
solo apparentemente italiane o che continuano a promuovere stereotipi
del passato”, spiega
Paolo
Marchi
, fondatore di IDENTITÀ GOLOSE e ideatore delle sue
declinazioni internazionali. “La
mission di IDENTITÀ GOLOSE è di far conoscere al mondo la ricchezza
della cucina regionale italiana interpretata in un contesto
contemporaneo da grandi chef italiani che propongono il
loro tocco personalissimo, la loro filosofia ed esperienza". “Siamo
felicissimi di ospitare a Eataly per il secondo anno consecutivo
IDENTITÀ NEW YORK un evento in perfetta sintonia con l'essenza
della nostra realtà", dichiara
Oscar
Farinetti,
fondatore di Eataly. “Molto
più di un rassegna gastronomica, IDENTITÀ è un evento formativo
che rende omaggio agli chef di oggi ed esplora i modi in cui
reinventare ogni giorno le ricette tradizionali e le tecniche
classiche nei propri contesti di lavoro. Questa collaborazione
rappresenta un connubio perfetto con la cultura di Eataly, incentrata
sull’esplorazione, l’apprendimento e la scoperta”.
6
eccezionali lezioni di cucina,
6
esclusive degustazioni di grandi vini
delle più prestigiose aziende vinicole italiane,
una cena-evento firmata
dai 12 chef
che animeranno la kermesse : tutto questo è Identità
New York .
Le
lezioni di cucina saranno performance "a due
voci", un gioco delle coppie per riflettere sulle tendenze
contemporanee della cucina italiana e gustare grandi piatti
d'autore.
I
protagonisti - 6 fra i più autorevoli chef italiani, tra cui
Massimo
Bottura, Moreno Cedroni, Carlo Cracco, Gennaro Esposito, Davide
Scabin ed Emanuele Scarello che
faranno coppia con 6 grandi chef newyorchesi che
propongono cucina italiana, Mario
Batali, Jonathan Benno, Wylie Dufresne, Mark Ladner, Missy Robbins e
Michael White.

Questo il programma:
31
ottobre
Massimo
Bottura -
Osteria Francescana (a Modena) in Emilia Romagna
Mario
Batali – vari
ristoranti a New York, Los Angeles e Las Vegas
Moreno
Cedroni -
Madonnina del Pescatore (a Senigallia - Ancona) nelle Marche
Jonathan
Benno -
Lincoln a New York
Emanuele
Scarello -
Agli Amici (a Udine) in Friuli Venezia Giulia
Missy
Robbins -
A voce a New York (due locali, entrambi stellati, gavetta a Udine da
Scarello)
Davide
Scabin - Combal.zero (a Rivoli - Torino) in Piemonte
Mark
Ladner – Del Posto a New York
1
novembre
Gennaro
Esposito
- Torre del Saracino (a Vico Equense - Napoli) in Campania
Michael
White - Marea a New York
Carlo
Cracco
- Cracco (a Milano)
Wylie
Dufresne - a
New York
Oltre
alle dimostrazioni culinarie, si terranno lezioni
sui vini,
della durata di un’ora, presso La
Scuola di Eataly
condotte dai proprietari di alcune tra le più celebri
aziende vinicole italiane: Allegrini,
Antinori, Bastianich, Ferrari, Frescobaldi, Lungarotti e
Mirafiore.
- Il
costo del biglietto per
assistere ad
una dimostrazione è di $125,00
a persona; le dimostrazioni si svolgeranno presso la Birreria di
Eataly.
- Il
costo
dei biglietti per una lezione sui vini è di $50,00 a persona;
le lezioni si terranno presso La Scuola di Eataly.
- Il
costo del biglietto per la cena di sei portate che si terrà il 1
novembre presso la Birreria di Eataly è di $225,00
a persona.
- Per
ulteriori informazioni
o per l’acquisto dei biglietti, si prega di telefonare al numero
212-539-0204,
int. 304 (lun – ven, 9.00 –
17.00)
o visitare il sito www.eataly.com.
La seconda
edizione di Identità New
York gode
del patrocinio e contributo del Comune
di Milano
ed è organizzata da MAGENTAbureau in collaborazione con
Grana Padano, Acqua Panna-S.Pellegrino, Lavazza, Fontanafredda –
Casa E. Di Mirafiore e Monograno
Felicetti.
Gli
chef italiani d’Italia
MASSIMO
BOTTURA
Chef
patron dell’Osteria Francescana a Modena
www.osteriafrancescana.it
Inizialmente
grossista di prodotti petroliferi nell'azienda di famiglia, Massimo
Bottura
nel 1986 coglie l’opportunità di dare sfogo alla passione per la
cucina rilevando una vecchia trattoria. Allievo
di un sacerdote della cucina francese classica come Georges
Cogny
e poi di Alain
Ducasse
che, intuendone il talento, lo porta con sé al Louis XV, Massimo
cresce a lezioni di pulizia gustativa, concentrazione e
organizzazione, tre principi che non dimenticherà mai.
Segue
l’incontro con Ferran Adrià, a tre anni dall’apertura
dell’Osteria Francescana. È il 1999, anno che chiude un secolo e
un millennio per aprire la prospettiva su un decennio, quello appena
trascorso, che ha contato profondamente nella ristorazione italiana
grazie a figure come quella di Bottura. Massimo ha saputo rompere con
il passato senza rinunciare a essere italianissimo: ogni piatto è il
frutto di un’idea, di un gioco di parole che sintetizza il rispetto
per la tradizione italiana abbinato ad una sana dose di irriverenza.
Per scoprirlo basta gustare a Modena piatti come la Compressione
di pasta e fagioli e il Bollito non bollito e capire che
sono il risultato di secoli di cucina italiana che è andata
per il mondo e oggi torna nel Bel Paese per attingere nuova linfa.
Sull’Osteria Francescana brillano oggi due stelle Michelin e
il ristorante è al 6° posto della classifica S.Pellegrino
50 World's Best Restaurants.
DAVIDE
SCABIN
Chef
patron del ristorante Combal.zero a Rivoli - Torino
www.combal.org
Figlio
di un camionista e di una cuciniera d’osteria, Davide Scabin è un
cuoco inafferrabile: il più inquieto, geniale e preveggente della
cucina italiana.
Da
ragazzino vuole studiare informatica, oppure fare il ladro. Dopo
l’istituto alberghiero e una serie di esperienze nei posti giusti,
improvvisamente Davide fa inversione a U e sceglie la professione di
rappresentante di prodotti estetici. Nel 1994 nuova svolta con
l’apertura del Combal, inizialmente un’umile piola consacrata a
zuppe e conigli arrosto. Ma all’arrivo dei gourmet di passaggio
Davide si fa prendere la mano e improvvisa piatti che sembrano
arrivare da Marte. Il resto è storia (e gloria) recente: chiamato
nel 2002 a dirigere il ristorante del castello di Rivoli nei pressi
di Torino, Davide può proporre la sua cucina a un pubblico in grado
di apprezzarla a partire dalle applicazioni del food design, fino al
recente cambio di rotta che, ancora una volta, anticipa tutti
liberandosi dai manierismi d’avanguardia… in attesa della
prossima, imprevedibile mossa.
GENNARO
ESPOSITO
Chef
patron del ristorante Torre del Saracino a Vico Equense - Napoli
www.torredelsaracino.it
“Campania
felix” recitavano gli antichi. Come dargli torto se la terra che
sta intorno a Napoli è la regione della pasta secca di Gragnano, dei
pomodori San Marzano, della mozzarella di bufala Dop, dei limoni di
Sorrento... ma è anche quella che ospita oggi tanti giovani e grandi
chef, veri talenti naturali, che ne fanno un epicentro della nuova
cucina italiana. Classe 1970, cresciuto con il naso nelle casseruole
di mammà, Gennaro
Esposito
si è diplomato all’istituto alberghiero nel 1988. In un localino
per turisti, Gennaro trascorre stagioni proponendo onesti spaghetti
alle vongole e dignitose fritture. Un incontro con un grande maestro
della cucina italiana a cui seguono esperienze chiave a Monte Carlo e
a Parigi, con Franck
Cerutti
e Alain
Ducasse,
contagiano Gennaro con la mania del prodotto, l’organizzazione e il
rigore tecnico. La metamorfosi si compie con la trasformazione del
ristorante in uno dei locali più eleganti della regione. Gennaro
pratica una cucina di territorio in senso stretto, grazie alla sua
abilità di talent scout di prodotti d’eccellenza: il primo sulla
lista ovviamente è il pesce, tutto rigorosamente locale, ma ci sono
anche le paste artigianali, gli ortaggi coltivati in parte nell’orto
di famiglia, insostituibili elementi di una cucina very slow.
CARLO
CRACCO
Chef
patron del ristorante Cracco a Milano
www.ristorantecracco.it
Che
cosa si può dire ancora di Carlo Cracco, vicentino, giramondo
come tutti i cuochi – perché sono l’esperienza, l’osservazione
e la conoscenza che contribuiscono a edificare una grande cucina –
dal 2001 a Milano, dal 2007 da solo al comando di uno dei ristoranti
più sorprendenti che abbia mai visitato? Si può dire che è un uomo
positivo e che ama le sfide, soprattutto quelle tra i fornelli.
Cracco incrocia i sapori (insalata calda e funghi, crema bruciata
all’olio con burro di olio), ma il suo non è solo un gioco che
utilizza i prodotti e li mischia per il semplice desiderio di
esaltare in contrasto. La sua è una filosofia di sintesi: alla fine
non è la diversità a essere esaltata, ma un nuovo gusto che si è
formato. Non è assemblaggio, è ricerca. È una sfida perché non è
facile mantenere un ristorante come questo nel centro di Milano con
questa eccellenza di offerta e di magia. Ma Carlo riesce a sedurre
ogni volta con la sua simpatia e la sua capacità di non dare nulla
per scontato, grazie anche al fatto che è un “comandante”
attorniato da bravi collaboratori, come Matteo Baronetto e
Luca Gardini, campione del mondo dei sommelier, una squadra
brillante che regala sempre esperienze nuove.
MORENO
CEDRONI
Chef
patron del ristorante Madonnina del Pescatore a Senigallia - Ancona
www.morenocedroni.it
Moreno
Cedroni e
il suo ristorante stellato, la Madonnina
del Pescatore
a Senigallia (Ancona), sono stretti tra l'Adriatico e la ferrovia che
corre lungo l'intera costa. Questo promontorio è un netto punto di
riferimento per chi con lo sguardo va oltre il proprio naso e
Cedroni, rispetto a tanti altri, ha anche un motivo professionale per
volgere lo sguardo sempre a sud. Là infatti, sulla spiaggia di
Portonovo (Ancona), conduce i riti golosi del Clandestino,
superbo susci bar tricolore, seconda di cinque realtà. In centro a
Senigallia ecco infatti Anikò,
salumeria ittica strettamente legata al laboratorio Officina
(ad Ancona) dove i pesci vengono "salumati" così come sono
preparati salse e prodotti in scatola.
Tutto questo per far
capire che Moreno, memore degli insegnamenti ricevuti da Ferran
Adrià,
non è uno chef che rimane inchiodato ai suoi fornelli. Come tanti
all'estero e pochissimi in Italia, pensa che il suo lavoro abbia più
declinazioni e che tutto può essere alta cucina, anche il prodotto
all'apparenza più umile. Sua l’italianizzazione dei sushi (per lui
i susci),
sue le scatolette di pesce bianco e gelatina che nobilitano le
generiche scatolette di carne mista, suoi i cucchiaini di assaggini:
il loro profumo è tale che ti entrano in testa e non lo scordi più.
EMANUELE
SCARELLO
Chef
patron del ristorante Agli Amici a Udine
www.agliamici.it
Se
oggi Emanuele
Scarello
è un cuoco capace di mettere in tavola soluzioni tra le più estrose
e centrate di tutto il Triveneto, è perché nel suo ristorante Agli
Amici
appena fuori Udine è da più di un secolo e da 5 generazioni che ci
si tramanda ininterrottamente un sapere che fugge dalle idee
scontate. Da
una decina di anni abbiamo infatti due generazioni gomito a gomito:
mamma Ivonne
e il figlio Emanuele
in cucina, papà Tino
e la figlia Michela
in sala e cantina. La vera attitudine di Emanuele è quella di dare
nuova forma alla cucina della sua terra (d’altronde ne conosce ogni
piega): acque aromatiche, paste atipiche, arditi rispecchiamenti
crudo/cotto, quelle di Emanuele sono espressioni di una cucina
contemporanea che ripercorre ostinatamente i suoi passi. Nel 1999,
appena dopo un anno dal debutto in cucina di Emanuele, il ristorante
Agli Amici riceve una stella Michelin.
Gli
chef italiani d’America
MARIO
BATALI
Chef
patron di vari ristoranti a New York, Los Angeles e Las Vegas
www.mariobatali.com
Mario
Batali è
un cuoco americano, scrittore, gastronomo nonché personaggio dei
media. In aggiunta alla sua formazione classica culinaria, è un
esperto sulla storia e cultura della cucina italiana, tra cui le
variazioni regionali e locali. Batali è nato nel 1960 a Yakima,
Washington, di origine italiana per parte di padre, inglese, francese
e canadese sul fianco di sua madre. Suo padre è stato un ingegnere
della Boeing per trenta anni, ma dopo il pensionamento, ha aperto un
negozio di carne a Seattle. Batali si trasferisce in Spagna con la
sua famiglia nel 1975 e ritorna negli Stati Uniti nel 1978 per
frequentare la Rutgers University. Consegue una doppia laurea in
Lingua Spagnola e Teatro ed Economia nel 1982. Nell'ultimo decennio
ha aperto una serie di ristoranti a New York in società con Joe
e Lidia Bastianich,
la più potente e famosa dinastia di italiani d'America nel campo del
food, oltre a essere protagonisti e soci del nuovo Eataly
di New York, lo store tra la Quinta e Broadway, che Oscar
Farinetti
ha inaugurato a Manhattan il 31 agosto 2010.
MARK
LADNER
Chef
del ristorante Del Posto a New York
www.delposto.com
Mark
Ladner,
pupillo di Mario
Batali,
inizia la sua educazione alla Johnson&Wales
University
prima di trasferirsi a Boston, sua città natale, per lavorare con lo
chef Todd English all’Olives
a Charlestown. Mark si trasferisce a New York per lavorare con Bryan
Scott e Jean Georges Vongeritchen per diversi anni prima di aprire il
ristorante Babbo
come sous-chef. È executive Chef del Lupa,
di Otto
e di Del
Posto
fin dalla loro apertura, in partnership con Mario
Batali,
Lidia
e Joe
Bastianich.
Del
Posto
è stato premiato con due stelle dalla Guida Michelin New York nel
2007 e con tre stelle dal The
New York Times.
MICHAEL
WHITE
Chef
del ristorante Marea
a New York
www.marea-nyc.com
Nel
1989 Michael
White
si iscrive al Kendall Culinary Institute e dopo un anno approda nelle
cucine del più famoso ristorante italiano a Chicago, Spiaggia.
Trascorso più di un anno a fianco del suo Chef mentore Paul
Bartolotta, decide di seguirne le orme in Italia: così Michael
percorre un periodo di formazione con Valentino
Marcattilii
presso il ristorante San
Domenico
a Imola, dove scopre i saperi e i sapori della cucina italiana. Nel
2001 torna in America con un ricco bagaglio di tradizioni culinarie
italiane rientrando al ristorante Spiaggia
come Chef de Cuisine fino a trasferirsi nel 2002 a New York al Fiamma
Osteria
come Executive Chef. Nello stesso anno il ristorante riceve tre
stelle da The
New York Times
e White viene proclamato Esquire’s
Best New Chef
. Nel 2007 entra in partnership con lo Chef Chris
Cannon
nei ristoranti di cucina italiana L’Impero
e Alto,
entrambi premiati con tre stelle da The
New York Times
e l’Alto con una stella Michelin
nel 2009. Sempre nel 2009 Michael White da inizio con il partner
Cannon a una nuova esperienza aprendo il Marea,
ristorante di cucina italiana al Central Park di New York.
JONATHAN
BENNO
Chef
del ristorante Lincoln a New York
www.lincolnristorante.com
Jonathan
Benno consegue
la laurea presso la CIA
(The Culinary Institute of America) e trascorre 15 anni in alcune
delle più importanti cucine d’America (Aqua
a
San Francisco, The
French Laundry in
Napa Valley, Daniel
e Les Célébrités a
New York) con un’esperienza in Francia presso Auberge
du Vieux Puit
e l’apertura del Craft
con
Marco Canora a New York prima di lavorare per sei anni (a partire dal
2004) per lo Chef Thomas
Keller
al ristorante Per
Se
a New York con il compito di seguire tutti gli aspetti della cucina.
La rivista Food
& Wine
riconosce il suo talento nominandolo Miglior Chef del 2006. Sempre
nel 2006 il Per Se riceve l’onoreficenza più importante da parte
della Guida
Michelin,
la terza stella, rendendo Jonathan il più giovane chef americano
tristellato. A settembre 2010 Jonathan
Benno
apre il ristorante italiano Lincoln
all’interno del Lincoln Center a New York.
WYLIE
DUFRESNE
Chef
del ristorante WD- 50 a New York
http://www.wd-50.com/
Wylie
Dufresne, figlio di un designer nonché ristoratore, è approdato in
Clinton street, a New York, nel 1999 ma al numero 71, chef del
Clinton Fresh Food portato nel 2002 ai 27 trentesimi sulla guida
Zagat. Nell'aprile 2003 l'apertura del Wd-50,
sigla che è la fusione delle iniziali di Dufresne e del numero
civico ma che gioca anche sulla sigla di uno spray usato oltre oceano
per sbloccare gli ingranaggi arrugginiti, il Wd-40. Soci nella nuova
impresa, sono lo chef Jean-Georges
Vongerichten
(di cui Wylie è stato sous chef) e il ristoratore Phil
Suarez.
Dufresne è dotato di notevole umorismo e di grande curiosità che lo
differenza dai cuochi americani affetti da gigantismo, sempre pronti
a confezionare portate ricche di tutto e di troppo. Wylie è curioso
e sempre pronto a sperimentare nuove vie chimico-fisiche, molecolari
secondo un termine inizialmente molto di moda, in seguito meno: ciò
che conta è che nel caso di questo ragazzo i contenuti sono sempre
garantiti.
MISSY
ROBBINS
Chef
del ristorante A voce a New York
www.avocerestaurant.com
Missy
Robbins è
l’Executive Chef del ristorante A
Voce
a New York dopo essere stata per cinque anni Executive Chef del
Spiaggia
a Chicago. Dopo aver conseguito la laurea presso The
Institute of Culinary Education,
lavora in alcuni tra i più famosi ristoranti di New York tra i quali
il March,
l’Arcadia
e il Lobster
Club
ma anche in Nord Italia presso il ristorante stellato Agli
Amici
a Udine dove impara l’arte della cucina italiana. Grazie alle
esperienze fatte, Missy Robbins ha assorbito la ricchezza della
cultura italiana apprezzandone la regionalità che ne caratterizza la
cucina.
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