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Dalla Notte Rosa della Costa Adriatica
una lezione per
rilanciare il turismo nazionale
Valorizzare le realtà territoriali in un ottica di
sistema e lavorare
con una progettualità che abbracci tutti gli
attori del territorio
dt
Rimini 4 luglio 2010. Non
sappiamo se alle ore 20 di venerdì 2 luglio, all'apertura ufficiale
della Notte Rosa, il governatore dell'Emilia Romagna, Vasco Errani e
l'Amministratore delegato dell'Apt Emilia Romagna, Andrea Babbi,
immortalati in questa foto scattata da INformaCIBO
sulla terrazza del maestoso Grand Hotel Rimini,
già
pregustavano il grande successo della Notte Rosa, alias «capodanno dell’estate»,
arrivata alla sua quinta edizione.
Un
successo annunciato....
D'altronte era stata buon profeta Maria Vittoria Brambilla,
ministro del Turismo quando proprio il giorno prima della Notte
Rosa, in visita allo stand dell’Emilia Romagna alla Borsa del
Turismo congressuale (BTC) alla Fiera di Rimini, accolta dai vertici di Apt Servizi
Emilia Romagna, Liviana
Zanetti e Andrea Babbi, aveva sottolineato la validità della manifestazione,
“La Notte Rosa è
una grande iniziativa -ha detto Brambilla- frutto della creatività degli operatori
turistici di questa terra”, auspicando un successo che superi
quello dell'anno scorso.
Le
sua previsione si è dunque avverata.
Il successo è
arrivato ed è stato strepitoso, non solo per un
consuntivo di business eccellente, quantificato in oltre 140 milioni di euro di
fatturato e
da due milioni di presenze nel lungo weekend rosa di tutta la costa, da
Comacchio a Cattlica (dal venerdì alla domenica), ma perchè dall'Emilia Romagna e da
Rimini è uscito un messaggio chiaro su come rilanciare il turismo
in tutto il Paese.
Stamane su Il Sole 24 Ore il ricercatore ed acuto analista,
Aldo Bonomi, in un articolo dal titolo “Effetto notte rosa per il
distretto della Romagna”, sottolineava il salto di qualità del
passaggio dallo scenario incompiuto del “distretto del piacere”
a quello che ha definito la “piattaforma produttiva” di oggi per
Rimini e la costa Adriatica.
E
sempre oggi sul supplemento bolognese del “Corriere della Sera”
è apparso un articolo dal titolo esplicito: “Dalla Riviera una
lezione per Bologna”, firmato Max Bergami.
Un
successo della sola Costa Adriatica?
Noi pensiamo che la lezione/successo della Notte Rosa possa servire, non
solo per Bologna e la Costa Adriatica, ma per tutto il sistema turistico nazionale.
Una manifestazione frutto della creatività e operosità degli
operatori turistici di questa terra certamente ma anche dal supporto
decisivo delle idee e delle strategie di quella politica dei
“turismi” messi in campo da tempo dalla Regione e dall'Apt Emilia Romagna.
Di fronte alla peggiore crisi che si ricordi a memoria d’uomo
il colore rosa ha riaperto dunque la strada all'ottimismo.
Dalla Notte Rosa, che quest'anno ha festeggiato anche il mezzo
secolo della “Dolce Vita” di Federico Fellini, si può ripartire.
Questa la parola d'ordine che girava tra i tavoli del Grand Hotel
Rimini come non mai risplendente di rosa la sera della festa.
Un settore che a livello nazionale dà lavoro a due milioni e
mezzo di persone e contribuisce per il 10% al prodotto interno lordo
merita uno sforzo come quello messo in piedi in questa regione.
Bisogna valorizzare le realtà territoriali in un ottica di
sistema, bisogna lavorare con una nuova progettualità che abbracci
tutti gli attori del territorio, bisogna valorizzare le strutture e i
progetti che investono in qualità, bisogna ripristinare l'immagine
della destinazione Italia, bisogna migliorare le infrastrutture ma
anche l'accoglienza e i servizi.
Questi sono stati
gli insegnamenti della festa rosa
edizione 2010.
Morale:
Il rosa che con i suoi fuochi d’artificio ha illuminato i 110
chilometri di costa adriatica insegna come progettare una strategia
di rilancio attraverso la qualità dei progetti e la valorizzazione
di ogni singola località.
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