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La Vucciria, dalla tela di
Guttuso
alle bancarelle del mercato
tour culturali,
incontri e iniziative nel cuore storico di Palermo
Sabato 9 ottobre
“Wucciria”, promossa dall’Università e dall’assessorato al
Centro storico
Palermo 1 ottobre 2010. La
Vucciria da guardare e la Vucciria da gustare, la Vucciria della
memoria e quella del presente, la Vucciria filtrata dagli occhi di
Renato Guttuso e quella dove palermitani e turisti ritrovano ogni
giorno profumi e sapori. È il più celebre mercato di
Palermo, tra realtà e rappresentazione, a essere
protagonista della manifestazione promossa dall’Università degli
Studi Palermo - nella cui sala dello Steri è esposta la celebre tela
di Guttuso - e dall’assessorato comunale al Centro
storico, che intende rilanciare quelle bancarelle e quelle “balate”
diventate leggendarie.
Ecco allora, il prossimo 9 ottobre,
“Wucciria”, una giornata tra tour culturali, arte,
degustazioni, sostenuta dall’assessorato alle Risorse
agricole e alimentari (Dipartimento interventi per la pesca della
Regione siciliana), e mirata a valorizzare il centro storico della
città anche attraverso iniziative volte a promuovere il pescato di
Sicilia.
“L’Università – dice il
rettore Roberto Lagalla – vuole essere presenza
viva nella città, in stretto rapporto con i suoi giovani, le sue
famiglie, ma anche le sue strade e le sue tradizioni”.
Non a caso Wucciria fa parte del ricco
programma delle “Vie dei tesori”, la manifestazione promossa
dall’Ateneo per far conoscere i suoi tesori di arte, scienza e
natura, e per stimolare curiosità intellettuale e conoscenza.
Ecco allora che piazza Caracciolo,
cuore del mercato della Vucciria, sarà il palcoscenico di una
coloratissima asta del pesce, guidata dal critico
gastronomico Edoardo Raspelli, organizzata in
collaborazione con l'Ittica Capo San Vito. Protagonisti saranno i
mercanti della Vucciria che condurranno il visitatore indietro nel
tempo, nelle atmosfere dell’antico mandamento “La Loggia”, tra
le “balate” in marmo dove viene esposta la merce, le bancarelle
dai colori vivaci e le caratteristiche “abbanniate”.
Parteciperanno anche i docenti
dell'Università degli Studi di Palermo e lo staff dell'Istituto
zooprofilattico sperimentale di Sicilia.
Wucciria sarà anche l’occasione per
scoprire, dalle 10 alle 17, le bellezze storiche e artistiche
del centro storico di Palermo attraverso un percorso
culturale da piazza San Domenico ai Tesori della Loggia, proseguendo
fino allo Steri, sede del Rettorato dell’Università, dove è
custodita la tela che Guttuso dipinse nel 1974. Per un “viaggio”
tra la vita e le opere dell’artista di Bagheria, l’appuntamento è
con Marco Carapezza, ricercatore all’Ateneo di
Palermo, fratello di Fabio, figlio adottivo di Guttuso, che svelerà
aneddoti e segreti sul pittore della Vucciria proprio davanti al
dipinto.
La giornata prosegue alla Rinascente,
sponsor ufficiale dell’evento, in Piazza San Domenico, teatro di
due talk food che daranno la possibilità di
assaggiare prelibate ricette della tradizione a base di pesce povero,
proposte dallo chef trapanese Peppe Giuffrè.
Il mercato La Vucciria
a Palermo

Vucciria
di Renato Guttuso
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A
Palermo l'antico mercato La Vucciria
E’ uno dei mercati più antichi di
Palermo. Il nome deriva da Bucceria nome che a sua volta ha origini
nel termine francese boucherie che significa macelleria. Anticamente
era chiamato la Bucciria grande per distinguerlo dai mercati minori.
Vuccirìa, in siciliano, è sinonimo di
confusione, per via del sovrapporsi delle voci e delle grida dei
venditori (abbanniati) che hanno sempre caratterizzato il mercato. In
epoca angioina nella Bucceria si trovava il macello ed il mercato era
adibito principalmente alla vendita delle carni. Successivamente
divenne un mercato per la vendita del pesce, della frutta e della
verdura.
Nel 1483 i mercanti stranieri ormai
assimilati ai palermitani, riconoscenti verso la città che li aveva
accolti, vollero adornare la piazzetta del Garraffo con una fontana
abbellita dalla statua del Genio di Palermo, l'antico protettore
della città.
Nel 1698 la statua venne collocata in
una edicola muraria. Dalla fine del XX secolo, il Genio del Garraffo,
il simbolo della città di Palermo è in stato di abbandono e
degrado.
Nel 1783 il viceré Domenico Caracciolo decise di cambiarne
l'aspetto, in particolare della sua piazza principale che fu chiamata
col suo nome in suo onore. Intorno alla piazza vennero costruiti dei
portici per ospitare i banchi di vendita ed al centro fu sistemata
una fontana.
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