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I
consigli di Davide
Oltolini
critico
enogastronomico
- esperto di analisi
sensoriale
Il Decalogo del
Gelato
Quali le
caratteristiche a cui porre attenzione
per riconoscere un gelato di
qualità?
- Il
“corpo”,
ovvero la sua struttura: il gelato non deve scomparire
immediatamente una volta portato alla bocca, ma evidenziare una
certa consistenza al palato
- La
cremosità,
caratteristica riferibile alla quantità di grassi impiegati: se
questi ultimi sono presenti in misura eccessiva lasciano sulla
superficie della lingua una sorta di “patina grassa”,
percepibile per diversi secondi
- La dolcezza.
Spesso ci si trova davanti a prodotti eccessivamente dolci, se non
addirittura stucchevoli. In realtà, seppur esistano delle
differenze tra le regioni settentrionali e quelle meridionali, dove
tradizionalmente viene utilizzata una quantità superiore di
zuccheri, la dolcezza dovrebbe sempre essere moderata e, comunque,
non particolarmente avvertibile.
- L’untuosità,
ovvero la percezione di una
certa di scivolosità sulla superficie linguale, identificabile come
una sorta di eccessiva lubrificazione, è da considerarsi, senza
dubbio, come una caratteristica negativa
- Durante l’assaggio di gelati
alla frutta o allo yogurt, va posta attenzione all’acidità
(sensazione facilmente percepibile, anche dai meno esperti,
dall’incremento di salivazione ai lati della lingua), che non deve
apparire particolarmente marcata o aggressiva
- Una minima “resistenza
allo sgocciolamento” è
auspicabile, ma non deve essere eccessiva. Non è, infatti, positivo
osservare nel banco-vetrina gelati che presentano un’altezza
maggiore a quella del bordo delle vaschette che li contengono:
ovvero superando la cosiddetta “linea del freddo” senza,
tuttavia, presentare alcun indizio di scioglimento. Tale anomalo
effetto può essere sintomatico dell’utilizzo di sostanze o
preparati che, pur ammessi dalla normativa, si discostano dalla
filosofia “artigianale” del prodotto.
- La gradevolezza
al “gusto”: i
differenti sentori che caratterizzano quest’ultimo (come ad
esempio cioccolato, vaniglia albicocca, fragola etc.) devono,
infatti, essere chiaramente avvertibili senza, tuttavia, apparire
esageratamente “decisi”.
- La “pastosità”,
peculiarità dovuta all’aria inglobata durante il mescolamento o,
per quanto riguarda le preparazioni industriali, insufflata
meccanicamente. La quantità di questo elemento, in un prodotto di
qualità, non dovrebbe mai essere eccessiva (va, inoltre,
considerato il fatto che il gelato viene solitamente venduto a
volume <esempio: coppa piccola, media e grande, pallina piccola,
media e
grande>, anziché a peso, ed un eccesso di aria è quindi da
valutarsi in modo negativo anche da un punto di vista economico
oltre che sensoriale).
- Per contenere il gelato
risulta particolarmente apprezzabile l’impiego dei pozzetti,
che consentono una sua conservazione ottimale, in gran parte
sostituiti, negli ultimi anni, dai moderni banchi – vetrina
frigoriferi, che permettono la sua esposizione.
- L’assaggio andrebbe sempre
accompagnato da un bicchiere
d’acqua ben fresca
e sono, pertanto, da valutare in modo particolarmente positivo le
pochissime gelaterie che, ancora, provvedono a servirlo insieme alla
coppa di gelato. L’acqua ha la funzione di pulire la bocca tra un
“boccone” e l’altro, come fa il vino con i cibi e,
soprattutto, di ristabilirvi una temperatura idonea a percepire al
meglio i cucchiaini successivi.
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Anche
il giornalista enogastronomico ed esperto in analisi sensoriale,
Davide Oltolini partecipa con noi di INformaCIBO, alla manifestazione
IL GELATO NEL PIATTO, con consigli, noterelle e analisi sensoriali
del gelato

Davide
Oltolini, pavese di 40 anni, è un critico enogastronomico, nonché
un grande esperto di analisi sensoriale. Si è occupato dell’analisi
sensoriale di vini, acque minerali, distillati, salumi, caffè,
cioccolato, formaggi e gelato, oltre ad aver, addirittura,
approfondito il tema delle caratteristiche organolettiche di alcuni
insetti.
Oltolini
partecipa a giurie tecniche di importanti concorsi e gare
enogastronomiche nazionali ed internazionali ed è specializzato
nella tecnica di abbinamento cibo-bevande.
Quest'anno
è stato nominato, nell’ambito della campagna Evviva les >
fromages, Ambasciatore dei formaggi di Francia per Italia da parte
del CNIEL
- Centre National Interprofessionnel de l'Économie Laitière.
I
suoi giudizi appaiono sulle Guide del Gambero Rosso ed i suoi
articoli sono stati pubblicati da numerose, importanti, testate quali
Capital, Panorama, A Tavola, De Vinis (rivista ufficiale dellAIS –
Associazione Italiana Sommeliers), Il Pasticciere italiano, Grande
cucina & Wine, IL, Ristoranti (gruppo Il Sole 24 ore).
Infine,
come ricorda spesso su Affari&Finanza il critico economico de La
Repubblica, Giuseppe Turani, Davide Oltolini è l' unico giornalista
enogastronomico citato (sul sito) della mitica Treccani quando parla
di vini. Citiamo testualmente : "La scala visiva e quella
gustolfattiva vanno oggi accompagnate alla scala uditiva, quei suoni
del vino che Davide Oltolini invita a riconoscere e a descrivere fin
dalla stappatura".
Ed
ora non vi rimane che leggere le sue argute righe sul tema del Gelato
su queste pagine.
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