I consigli di Davide Oltolini

critico enogastronomico - esperto di analisi sensoriale

 

 

Il Decalogo del Gelato

 

Quali le caratteristiche a cui porre attenzione

per riconoscere un gelato di qualità?

 

  1. Il “corpo”, ovvero la sua struttura: il gelato non deve scomparire immediatamente una volta portato alla bocca, ma evidenziare una certa consistenza al palato
  2. La cremosità, caratteristica riferibile alla quantità di grassi impiegati: se questi ultimi sono presenti in misura eccessiva lasciano sulla superficie della lingua una sorta di “patina grassa”, percepibile per diversi secondi
  3. La dolcezza. Spesso ci si trova davanti a prodotti eccessivamente dolci, se non addirittura stucchevoli. In realtà, seppur esistano delle differenze tra le regioni settentrionali e quelle meridionali, dove tradizionalmente viene utilizzata una quantità superiore di zuccheri, la dolcezza dovrebbe sempre essere moderata e, comunque, non particolarmente avvertibile.
  4. L’untuosità, ovvero la percezione di una certa di scivolosità sulla superficie linguale, identificabile come una sorta di eccessiva lubrificazione, è da considerarsi, senza dubbio, come una caratteristica negativa
  5. Durante l’assaggio di gelati alla frutta o allo yogurt, va posta attenzione all’acidità (sensazione facilmente percepibile, anche dai meno esperti, dall’incremento di salivazione ai lati della lingua), che non deve apparire particolarmente marcata o aggressiva
  6. Una minima “resistenza allo sgocciolamento” è auspicabile, ma non deve essere eccessiva. Non è, infatti, positivo osservare nel banco-vetrina gelati che presentano un’altezza maggiore a quella del bordo delle vaschette che li contengono: ovvero superando la cosiddetta “linea del freddo” senza, tuttavia, presentare alcun indizio di scioglimento. Tale anomalo effetto può essere sintomatico dell’utilizzo di sostanze o preparati che, pur ammessi dalla normativa, si discostano dalla filosofia “artigianale” del prodotto.
  7. La gradevolezza al “gusto”: i differenti sentori che caratterizzano quest’ultimo (come ad esempio cioccolato, vaniglia albicocca, fragola etc.) devono, infatti, essere chiaramente avvertibili senza, tuttavia, apparire esageratamente “decisi”.
  8. La “pastosità”, peculiarità dovuta all’aria inglobata durante il mescolamento o, per quanto riguarda le preparazioni industriali, insufflata meccanicamente. La quantità di questo elemento, in un prodotto di qualità, non dovrebbe mai essere eccessiva (va, inoltre, considerato il fatto che il gelato viene solitamente venduto a volume <esempio: coppa piccola, media e grande, pallina piccola, media e grande>, anziché a peso, ed un eccesso di aria è quindi da valutarsi in modo negativo anche da un punto di vista economico oltre che sensoriale).
  9. Per contenere il gelato risulta particolarmente apprezzabile l’impiego dei pozzetti, che consentono una sua conservazione ottimale, in gran parte sostituiti, negli ultimi anni, dai moderni banchi – vetrina frigoriferi, che permettono la sua esposizione.
  10. L’assaggio andrebbe sempre accompagnato da un bicchiere d’acqua ben fresca e sono, pertanto, da valutare in modo particolarmente positivo le pochissime gelaterie che, ancora, provvedono a servirlo insieme alla coppa di gelato. L’acqua ha la funzione di pulire la bocca tra un “boccone” e l’altro, come fa il vino con i cibi e, soprattutto, di ristabilirvi una temperatura idonea a percepire al meglio i cucchiaini successivi.

 

 

 

Anche il giornalista enogastronomico ed esperto in analisi sensoriale, Davide Oltolini partecipa con noi di INformaCIBO, alla manifestazione IL GELATO NEL PIATTO, con consigli, noterelle e analisi sensoriali del gelato

 

 

Davide Oltolini, pavese di 40 anni, è un critico enogastronomico, nonché un grande esperto di analisi sensoriale. Si è occupato dell’analisi sensoriale di vini, acque minerali, distillati, salumi, caffè, cioccolato, formaggi e gelato, oltre ad aver, addirittura, approfondito il tema delle caratteristiche organolettiche di alcuni insetti.

 

Oltolini partecipa a giurie tecniche di importanti concorsi e gare enogastronomiche nazionali ed internazionali ed è specializzato nella tecnica di abbinamento cibo-bevande.

Quest'anno è stato nominato, nell’ambito della campagna Evviva les > fromages, Ambasciatore dei formaggi di Francia per Italia da parte del CNIEL - Centre National Interprofessionnel de l'Économie Laitière.

I suoi giudizi appaiono sulle Guide del Gambero Rosso ed i suoi articoli sono stati pubblicati da numerose, importanti, testate quali Capital, Panorama, A Tavola, De Vinis (rivista ufficiale dellAIS – Associazione Italiana Sommeliers), Il Pasticciere italiano, Grande cucina & Wine, IL, Ristoranti (gruppo Il Sole 24 ore).

Infine, come ricorda spesso su Affari&Finanza il critico economico de La Repubblica, Giuseppe Turani, Davide Oltolini è l' unico giornalista enogastronomico citato (sul sito) della mitica Treccani quando parla di vini. Citiamo testualmente : "La scala visiva e quella gustolfattiva vanno oggi accompagnate alla scala uditiva, quei suoni del vino che Davide Oltolini invita a riconoscere e a descrivere fin dalla stappatura".


Ed ora non vi rimane che leggere le sue argute righe sul tema del Gelato su queste pagine.

 

 

 

 A CURA DI

CON IL SOSTEGNO DI

  PATROCINI

 

     

  

 

 

 

 

 

IN COLLABORAZIONE CON

 

 

 

 

 

PARTECIPA

 

 

 

 

PARTNER UFFICIALI

 

 

 

 

 

MAIN SPONSOR

 

 

 

 

 

 

 

Alcune foto inserite nel sito sono state reperite su Internet.

Qualora i soggetti o gli autori fossero contrari alla loro pubblicazione sono pregati di segnalarlo via e-mail
Tutti i materiali presenti sul sito possono essere riprodotti liberamente, citando la fonte, se non a fine commerciale

 

Editoriale INformaCIBO

di Donato Troiano

partita iva 02288410349

 

Sito realizzato da Cristiano Bacchieri