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Il Mangiarozzo 2010 la Guida anti-guida
di Carlo Cambi
Carlo Cambi vi racconta le tavole
d’Italia dove
il mangiare è autentico e il conto leggero
È “Libro che il Gambero Rosso non
vorrebbe farti leggere” annuncia la fascetta del Libro
In contemporanea nelle librerie
anche l’altro libro di Carlo Cambi: Le ricette i vini del
Mangiarozzo
Roma 28 ottobre 2009.
Torna da oggi in tutte le librerie Il
Mangiarozzo 2010, il best seller della gastronomia. È
l’anti-guida scritta da Carlo Cambi avvincente come un romanzo,
utile come un antidoto alla crisi. Anche nell’edizione di
quest’anno – giunta ormai al sesto anno per i tipi di Newton
Compton (912 pagine, 20 euro) – per i lettori c’è una
gradita sorpresa: molte delle oltre 1000 osterie e trattorie
recensite hanno infatti accettato di praticare uno sconto o di
offrire un omaggio ai lettori che si presenteranno con il volume in
mano.
“Quest’anno –dichiara l’autore– l’editore ha voluto
aggiungere una fascetta che dice: Il libro che il Gambero Rosso non
vorrebbe farti leggere. Beh credo che uno dei motivi sia anche
questo: noi preferiamo creare un vantaggio per i lettori piuttosto
che lucrare sullo show-biz della cucina con annessi e connessi”.
Anche per questo Il Mangiarozzo è un’antiguida: non dà
punteggi, non fa classifiche, ma racconta sul filo della cronaca i
luoghi, i personaggi, le cucine autentiche d’Italia: quelle dove la
tradizione è patrimonio culturale, quelle dove il rapporto con
l’agricoltura è reale, quelle dove il mangiare è vero e il conto
leggero. Più che una guida infatti Il Mangiarozzo è un
incorrotto saggio letterario, che avvince per i suoi toni mai
zuccherati. Cambi è un saltimbanco colto e referenziato, uno
studioso di economia politica prestato al giornalismo, esperto di
turismo e di mercati. È conoscitore inarrivabile di enogastronomia,
come lo furono in molti negli anni Sessanta e Settanta, quando
parlare di buona tavola e di buoni vini – ma anche di antropologia
rurale e di rivoluzioni estese alla nostre abitudini alimentari - non
costituiva una scappatoia per sbarcare il lunario, ma una vera e
propria urgenza da parte di gente come Paolo Monelli, Mario Soldati,
Massimo Alberini e Gianni Brera. L’accostamento a questi
moschettieri del nostro patrimonio gastronomico viene spontaneo
apprezzando la ricchezza della sua prosa, così stizzosamente
distaccata dalle lobby del fornello.
E Carlo Cambi questo suo
modus narrandi della cucina lo ha reso esplicito nella
querelle di Fornelli Polemici innescata da Striscia la
Notizia. “Ammetto
che mi sono fatto altri nemici con l’intervista che mi ha fatto Max
Laudadio – racconta l’autore – ma credo che si debba dire basta
all’enogastronomia spettacolo, all’autoreferenzialità della
critica, alla cucina ridotta a mero edonismo. Questi sono tempi di
crisi ma anche di rinascita: si devono riscoprire le cucine
territoriali, i luoghi identitari della nostra tradizione
gastronomica, si deve dare giusto protagonismo a chi fatica dietro ai
fornelli e stabilire un rapporto fiduciario tra chi cucina, chi
mangia e chi racconta. Per questo non faccio classifiche e dico al
mio lettore: qui ci sono le buone tavole, ma quanto sono buone devi
stabilirlo tu”.
La guida di questo
sapiente gastrosofo infatti, porta il lettore a scoprire le terre del
bello e del buono, che sopravvivono ai saccheggi perpetrati a danno
del tessuto umano e al patrimonio storico del nostro Paese. Perché
oggi il turista smaliziato non sente tanto la necessità di “magnà”,
quanto quella di cibarsi dei luoghi dove coltivare il piacere del
racconto, delle gesta delle donne e degli uomini umbri “per i quali
il rapporto con l’agricoltura di specialità diventa menù
esistenziale, scandito dalle stagioni e manifesto per dire basta agli
chef astrusiani”.
Ne Il Mangiarozzo di
questi luoghi ne sono raccontati dalle Alpi alla Sicilia oltre 1000.
Il volume è diviso per regione e in ogni regione osterie e trattorie
d’Italia sono inserite in ordine alfabetico rispetto al Comune dove
hanno sede. C’è come al solito il notevole saggio introduttivo che
spiega la gastrosofia di Carlo Cambi, c’è l’Albo d’Oro che
recensisce le tavole del cuore dell’autore e ci sono i “Nuovi
dieci da non perdere” che – spiega Carlo Cambi – “non è
affatto una classifica: sono solo i dieci locali che a me sono
piaciuti di più, che mi hanno trasmesso un’emozione in più, ma
questo non vuole affatto dire che siano le migliori”. Il volume è
stato compilato, secondo costume de Il Mangiarozzo, attraverso
le segnalazioni di centinaia di appassionati di gastronomia che sono
diventati i referenti di questo libro e condividono le quattro
opzioni fondamentali che distinguono una tavola de Il Mangiarozzo
da una di quelle recensite nelle altre guide: e cioè storicità,
familiarità, tradizionalità e contenimento dei prezzi. L’asticella
che l’autore fissa perché un locale possa o non possa essere
recensito è infatti a 40 euro per un pasto completo bevande escluse.
Questi criteri hanno fatto nascere lo slogan che è diventato ormai
una specie di marchio di fabbrica de Il Mangiarozzo: più che una
questione di etichetta è una questione di forchetta. “
Devo
dire – afferma Carlo Cambi – che senza l’apporto dei miei amici
mangioni e delle mie due straordinarie collaboratrici Petra Carsetti
e Giulia Canuto, il libro non si potrebbe fare. Il Mangiarozzo
è infatti la sintesi di un lavoro, di una passione, di valori
condivisi, da questa comunità di golosi e curiosi cultori del
mangiar bene secondo tradizione”.
A rafforzare la
gastrosofia de Il Mangiarozzo esce in contemporanea anche
l’altro volume di Carlo Cambi (sempre edito da Newton Compton: 364
pagine, 20 euro) Le ricette e i vini del Mangiarozzo 2010 che
raccoglie oltre 200 ricette delle osterie e trattorie d’Italia in
abbinamento con le bottiglie migliori. Anche in questo caso l’autore
spiega che “ Il libro è frutto del rapporto fiduciario che si è
stabilito tra me e gli osti e le cuoche d’Italia. Loro intendono
attraverso questo ricettario che è insieme un romanzo dei piatti, ma
anche un utilissimo strumento per riprodurre in casa le preparazioni
delle trattorie e delle osterie, divulgare la loro cucina e la loro
cultura gastronomica. Anche gli abbinamenti dei vini sono suggeriti
dai gestori dei locali, io mi sono limitato soltanto ad integrare i
loro consigli quando mi sembrava necessario”.
È appena il caso di
ricordare che Carlo Cambi è stato appena insignito dall’Ais
(Associazione Italiana Sommelier di cui è socio honoris causa)
dell’Oscar del Vino 2009 premio Bibenda come migliore scrittore e
giornalista dell’anno nel settore enoico. Insomma accanto alle
ricette d’autore ci sono anche i vini d’autore. Un’occasione in
più per gustare la diversità positiva della gastrosofia de Il
Mangiarozzo.
Carlo
Cambi,
toscano di nascita, di cultura e di formazione, è considerato uno
dei più autorevoli cronisti dell’enogastronomia e uno dei maggiori
esperti di turismo in Italia. Ha esordito giovanissimo nel
giornalismo, percorrendo tutto il cursus
honorum,
fino a fondare, e dirigere per otto anni, «I Viaggi di Repubblica »,
primo e unico settimanale di turismo in Italia. Ha scritto per
«Epoca», «Panorama», «l’Espresso », «Affari e Finanza» e
«il Venerdì di Repubblica ».
Nel 2008 ha fondato la rivista «Wine
Passion». Vive a Macerata dove insegna Teorie del Turismo e Politica
Turistica all’Università. È sommelier honoris
causa dell’Ais
e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Qualivita. Nel
2009 è stato insignito del Premio Internazionale del vino di
Ais-Bibenda come miglior giornalista scrittore.
Autore di numerosi
saggi di argomento turistico, enogastronomico ed economico, con la
Newton Compton ha pubblicato Il
Gambero Rozzo 2006,
2007
e 2008;
Le
ricette e i vini del Gambero Rozzo 2007
e 2008;
Gli
agriturismi del Gambero Rozzo 2007
e 2008;
Il
Mangiarozzo 2009
e 2010;
Le
ricette e i vini del Mangiarozzo 2009
e 2010
e 101
Trattorie e Osterie di Milano dove mangiare almeno una volta nella
vita.
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le altre Guide
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Guida ai ristoranti del Gambero Rosso:
primo posto per Gianfranco Vissani (95/100)
Roma 27 ottobre 2009. Un
uomo solo al comando....Gianfranco Vissani rimane il più premiato
dalla Guida ai ristoranti del Gambero Rosso con 95/100.
Tra le bocciature più
clamorose quella di Ciccio Sultano del Duomo di Ragusa, che perde le
tre forchette insieme a Cracco, Barbieri (Hotel Villa del Quar) e
Alciati (Guido da Pollenzo).
Tra i promossi il Don
Alfonso (93/100), l'Osteria Francescana (92/100), Niko Romito con il
Reale di Rivisondoli (Aq) (91/100) e le new entry Met Restaurant de
l'Hotel Metropol (Ve) (90/100) e l'Oasis Sapori Antichi (90/100).
Leggere qui.
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