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Vedere Il Sapore
Accoppiata
vincente:
Dante Renzini e Autogrill S.p.A
L”Originale
Norcino”: panino
a doppia firma e garanzia
Milano
dicembre 2009.
Un’accoppiata
vincente: Dante Renzini, mastro norcino e Ambasciatore
dell’Alta Enogastronomia italiana, e Autogrill S.p.A., primo
operatore al mondo nei servizi di ristorazione per chi viaggia,
alleati per creare e diffondere una tipicità autentica e
supergustosa, l’Originale NORCINO, panino con porchetta della
tradizione umbra.
Precorrendo
i tempi, già la scorsa primavera i due big dell’alimentazione
hanno anticipato il trend attuale dei panini da gourmet realizzando
una sorta di “sfilatino” francese imbottito di morbide e rosee
fette di carne suina aromatizzata e arrostita, come vuole la ricetta
umbra doc.
Le
“prove generali” e popolari di assaggio (gratuito) della nuova
specialità si sono tenute a Norcia, sua patria elettiva e
indiscussa, il 14 giugno, durante un’affollata Festività del
Corpus Domini.
Dopo il “battesimo” ufficiale e la benedizione dei
buongustai la delizia gastronomica è andata ad ampliare il vasto
assortimento di proposte dei punti di ristoro di Autogrill presenti
sulle strade di tutta l’Italia, riscuotendo ovunque un alto indice
di gradimento.
L’Originale
NORCINO piace per la bontà della “materia prima” che ha fatto
scrivere su La Stampa, anni fa, a Bruno Gambarotta,
giornalista e critico enogastronomico: “La porchetta umbra è la
migliore del mondo”.
Il
prodotto a firma Renzini possiede anche il valore aggiunto di una
garanzia esclusiva e inconfutabile dal momento che l’Azienda, oltre
a rappresentare un’antica ed ormai nota dinastia di mastri
salumieri, vanta una centenaria esperienza della famiglia nel ruolo
di “porchettari”.
«La
vera porchetta umbra richiede una lunga ed accurata lavorazione,
ingredienti di pregio e soltanto aromi naturali, come sale, pepe,
aglio e finocchio selvatico, raccolto in alta montagna», afferma
Dante Renzini, «Il maiale, assolutamente nostrano, di razza
Large White, e giovane, del peso di oltre 60 chili, va pulito,
disossato, lavato, riempito di condimento, che comprende le interiora
del suino soffritte in tegame con odori, legato con lo spago e cotto
intero al forno, molto lentamente, per almeno 6 o 7 ore, secondo la
stazza dell’animale, controllando il rosolamento che deve essere
progressivo e uniforme».
In
passato, la cottura veniva effettuata con lo spiedo o il forno a
legna che sono stati sostituiti dalla moderna apparecchiatura
elettrica in acciaio inossidabile per motivi di igiene, nel rispetto
delle severe norme in tema vigenti, e soprattutto per evitare che i
pezzi più magri del maiale possano seccarsi e la carne presentarsi
cotta in modo non omogeneo, a causa di una temperatura non costante.
«La
freschezza della porchetta, assicurata nell’Originale NORCINO, si
riconosce dalla croccantezza della crosta», riferisce mastro Dante,
«La fetta migliore deve essere composta in prevalenza da parti magre
con la presenza anche di alcune grasse, perché entrambe sono gustose
e si uniscono in un amalgama armonico per il palato. In ogni caso, la
carne deve essere accompagnata dal suo ripieno aromatico e risultare
impregnata degli odori».
Come
altri salumi dell’Umbria, la porchetta discende da tradizioni
millenarie e questo spiega perché la sua primogenitura viene contesa
alla regione da Roma, forte delle ricette riportate da Apicio, che
però descriveva due tipi di prodotto sostanzialmente diversi,
prevedendo una quantità di ingredienti superiore a quelli della
classica formula umbra basata sulla semplicità della preparazione e
sulla genuinità dei componenti.
In proposito, Renzini racconta: «Sulle ricche mense degli antichi
romani, non era raro trovare piatti complessi come questo del
Porcellum
Hortolanum,
suggerito da Apicio nel suo “De Re Coquinaria”: “...
disossato il maiale lo si farcisce con un pollo ripieno, tordi,
beccafichi, salsicce, lucaniche, datteri, bulbi affumicati (tartufi),
chiocciole sgusciate, malva, biete, porri, sedano, cavoletti,
coriandolo, acini di pepe, pinoli; il tutto bagnato da 15 uova e
salsa con zenzero e uova sode tritate. Dopo averlo arrostito al forno
andrà condito con vino passito, miele ed un po’ di olio …”…
e ci verrebbe fatto di dire “… troppa grazia, Sant’Antonio!
”.Noi preferiamo la porchetta !».
Come dare torto al cavalier
Dante?
Non
è un caso se già nel Seicento l’abate Ferrari di Castelvetro nel
suo “Gli elogi del Porco” ricordava che 'Nell'Umbria e nella
Marca ogni mattino / che sia festivo, in mezzo della Piazza / havvi
di cotti arrosti un magazzino”, evocando la rumorosa allegria delle
tradizionali ricorrenze ed il profumo inebriante ed irresistibile
della porchetta che pervadeva l’atmosfera dei piccoli borghi.
Oggi,
grazie a Dante Renzini e ad Autogrill, la genuina e tipica porchetta
umbra non è più riservata al “dì di Festa” ma la si può
apprezzare ogni giorno e ad ogni “angolo” di strada, o meglio in
ogni locale del “colosso” della ristorazione che si è ben
affidato all’Ambasciatore dell’Alta Enogastronomia italiana, per
offrire a tutti i viaggiatori del gusto l’Originale NORCINO,
panino griffato e garantito due volte.
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