Vedere il sapore

 

del Cav. Dante Renzini

 

 

 

Vedere il Sapore

 

Il Prosciutto Crudo & Co. nella dieta

 

Ormai è risaputo: il prosciutto crudo, come quello di Norcia che è stato sottoposto ad un processo, accusato dei “sette vizi capitali”, e gli altri salumi hanno ricevuto l'assoluzione e il consenso dei dietologi, rivalutati come alimenti validi per tutti, ricchi di nutrienti.

In passato, sono stati tanti i pregiudizi che hanno circondato i salumi, considerati troppo calorici, poco digeribili, carichi di grasso e di sale e perciò vietati a obesi, ipertesi e affetti da ipercolesterolemia. A sfatare le false convinzioni, sono intervenute recenti analisi, tra cui quella determinante dell'INRAN-Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione di Roma: i salumi risultano cambiati rispetto a una volta, in linea con una corretta alimentazione perché il loro contenuto di sale e di lipidi è diminuito, i pericolosi acidi grassi saturi sono stati in gran parte sostituiti da quelli benefici monoinsaturi e il patrimonio di oligoelementi si è arricchito. Nella classifica degli alimenti energetici, questi prodotti si posizionano al sesto posto, dopo pane, pizza, olio d'oliva, pasta, dolci e formaggi, mentre sono ai primi posti come fonte di nutrienti.

• Il merito della salutare trasformazione dei salumi va attribuito a due fatti. Gli ultimi sistemi di allevamento hanno permesso un maiale snello, con carni meno grasse e più sostanziose. Lavorando questa sana materia prima, la tecnologia avanzata consegna prodotti ineccepibili dal punto di vista igienico-sanitario, nutrizionale e del sapore.

 

Dall'allevamento alla salumeria

Un tempo, il suino "pesante" veniva ingozzato con avanzi per fornire salumi grassi, che dovevano conservarsi a lungo e soddisfare i bisogni energetici di chi svolgeva lavori pesanti

Oggi lo stile di vita è ben diverso per cui anche le caratteristiche della carne di maiale, negli ultimi anni, sono state adeguate alle esigenze nutrizionali dell'uomo sedentario e non più esposto a temperature fredde.

• Gli attuali maiali, destinati alla lavorazione dei salumi, sono "leggeri", con peso di circa 160 chili e un lardo sottocutaneo di 2 cm, invece dei 10 cm dei progenitori.

Il risultato è dovuto a incroci, per più generazioni, tra esemplari selezionati in quanto più snelli. Questi maiali, geneticamente predestinati alla magrezza, sono stati messi a dieta vegetariana, comprendente il siero di latte per l'apporto di minerali e a base di cereali integrali, crusca e semi di leguminose, ad effetto anticolesterolo grazie al contenuto di acidi grassi polinsaturi e fibre.

• La carne dei suini ha così cambiato struttura: gli acidi grassi saturi si sono ridotti sotto il 30%, in favore di quelli insaturi e dei fosfolipidi, mentre il colesterolo è diminuito, fino a 60 mg per etto nelle parti più magre.

Il muscolo presenta un limitato grasso infiltrato, sceso dal 10 al 3-5%, ed è tenero perché l'animale si muove poco e non sviluppa troppo tessuto connettivo, di consistenza dura.

• Gli antichi metodi degli artigiani salumieri sono stati perfezionati dalle scoperte moderne.

Poiché i salumi sono meno protetti di una volta, a causa del grasso ridotto, si fa ricorso alla tecnica del freddo e alla lavorazione con rigorose regole igieniche che garantiscono la conservazione e la sicurezza del prodotto, privo di agenti patogeni.

Tramite i moderni sistemi di asciugatura e di ventilazione e altre innovazioni, i salumi possono essere preparati con dosi minori di sale, senza per questo risultare poco stagionati.

• In particolare, la produzione dei salumi a marchio DOP (Denominazione d'origine protetta) o IGP (Indicazione geografica protetta) è sottoposta a rigidi "disciplinari" di lavorazione, approvati dalla Comunità Europea, che assicurano livelli di qualità costanti.

 

Sotto esame

Il confronto tra salumi di ieri e di oggi mette in evidenza i nuovi pregi nutrizionali: il salame tipo Milano è "dimagrito", passando dalle 462 calorie per etto del 1989 alle 392 attuali, con un valore proteico aumentato da 26,7% a 36,9%.

• Tutti i salumi contengono almeno il 15-30% di proteine nobili, indispensabili per la crescita e le "riparazioni" del corpo.

• La qualità dei grassi è ora più raccomandabile per la salute: il 40-50% è rappresentato da acidi grassi monoinsaturi, come quelli dell'olio d'oliva, con azione protettiva sulle arterie; il 10-20% da polinsaturi, tra cui acidi grassi essenziali per le cellule. Gli acidi grassi saturi, che aumentano il colesterolo e favoriscono le malattie cardiovascolari, nei salumi non oltrepassano il 30-35% e sono formati soprattutto da quello stearico che nell'organismo si comporta come un monoinsaturo.

• Il colesterolo, in questi prodotti, è presente in quantità variabile da 62 a 99 milligrammi per etto: la quota è limitata e non si discosta troppo da quella delle carni di pollo, manzo o agnello.

• Invece nella composizione della carne di maiale, e quindi dei derivati, si riscontra più abbondanza di vitamine e sali minerali che nelle altre.

Del complesso B, che serve per il sistema nervoso, per la rigenerazione dei tessuti e per lo sviluppo dei globuli rossi, sono rilevanti la riboflavina e la tiamina, che trasformano i cibi in energia.

• Specialmente negli insaccati crudi si riscontrano elevate dosi di ferro, utile al trasporto dell'ossigeno nel sangue, anti-anemia, e di zinco, che combatte le infezioni: entrambi i minerali nei salumi sono in forma altamente biodisponibile e possono contribuire a ricoprire il fabbisogno giornaliero dell'uomo.

Il selenio, che agisce da antiossidante, contro le alterazioni cellulari da radicali liberi e l'invecchiamento, nei salumi è contenuto in misura cinque volte maggiore che in altri prodotti carnei.

• Tra i composti in calo nei salumi vi sono gli additivi, che venivano adoperati, tranne che nei prosciutti crudi, per conservare e migliorare l'aspetto: i nitrati e i nitriti, sospetti cancerogeni, sono aggiunti ora in quantità inferiori a quelle concesse. La tecnologia evita che la carne diventi bruna e che si sviluppino i microrganismi, con altri mezzi, come l'acido ascorbico, antiossidante. In alcuni salumifici sono stati poi aboliti i polifosfati, che ammorbidiscono i salumi cotti, trattenendo l'umidità.

 

Nell'alimentazione di tutti

• Nel menù dei diabetici, i salumi dovrebbero essere un'alternativa frequente, purché utilizzati tenendo conto delle calorie totali e degli altri apporti nutrizionali: la vitamina B1 che si trova nei prodotti della norcineria, soprattutto nel prosciutto crudo, aiuta a bruciare gli zuccheri.

• Gli ipertesi non devono eliminare i salumi, per timore del loro sale, ma dovrebbero gustarli evitando di salare gli altri alimenti della giornata.

• Per gli obesi a regime dimagrante, a cui occorrono proteine e ferro, è consigliabile il consumo di prosciutto crudo privato del grasso visibile.

• Le donne in gravidanza non devono temere di contrarre dal prosciutto crudo il microrganismo della toxoplasmosi, trasmesso dalle carni non cotte e responsabile di malformazioni al sistema nervoso del nascituro: dopo appena quattro mesi di stagionatura, nel prosciutto scompaiono gli eventuali germi, per azione del sale e dell'asciugatura.

• Chi ha elevati tassi di colesterolo nel sangue può mangiare salumi a patto che nella stessa giornata non assuma altri alimenti lipidici, come formaggi, uova e dolci.

Del resto, i nutrizionisti ritengono che il colesterolo circolante nell'organismo provenga solo per il 25% dai cibi. A questo proposito, valutano più importante il tipo di grassi ingeriti che la loro quantità: il rapporto tra acidi grassi monoinsaturi e saturi deve essere alto, come appunto nel prosciutto crudo.

• Ogni persona può quindi concedersi questi prodotti, in razioni variabili a seconda del genere di vita condotto: i dietologi calcolano che un uomo di 70 chili con attività moderata non debba superare il tetto di 99 g di grassi al giorno, mentre un sedentario o una donna devono rimanere entro i 65 grammi, di cui 20 g di grassi saturi. Ebbene, con 70-80 g di prosciutto crudo si assumono 10 g di grasso e soltanto 3 g se viene sgrassato, con la stessa porzione di salame circa 20-25 g.

• I salumi sono indicati ai bambini in crescita, per l'apporto di elementi "costruttivi" per l'organismo, e agli anziani che, spesso inappetenti, rischiano di nutrirsi in modo insufficiente.

Chi pratica sport, invece di appesantirsi con altri cibi, prima delle prestazioni fisiche, dovrebbe fare spuntini con prosciutto crudo o altri salumi, per poter usufruire delle proteine costituite da aminoacidi ramificati, fondamentali per il metabolismo del fegato e dei muscoli.

• Per tutti, la digeribilità dei salumi è fuori discussione dato che il processo di fermentazione naturale ne pre-digerisce i componenti.

 

Guida ai salumi

Le differenze fra i prodotti dipendono dal processo di preparazione che li classifica in crudi stagionati e cotti, distinti in insaccati o a pezzo intero.

I salumi stagionati si ottengono attraverso la salatura e l'essiccazione: durante la stagionatura, la carne di maiale perde acqua, si asciuga e matura, migliorando colore, sapore e aroma.

Della categoria fanno parte i crudi interi, ricavati da tagli che rimangono intatti fino alla fine della lavorazione. Un etto di questi salumi fornisce:

 

kcal proteine lipidi colesterolo

g g mg

- prosciutto crudo

(dalla coscia del maiale) 224 26,9 12,9 66

 

- coppa 398 26,3 33,5 96

(di collo e spalla)

 

- pancetta 337 20,9 28,1 65

(dalla parte grassa

della pancia)

 

-speck

(dalla coscia disossata) 303 28,3 20,9 90

 

Gli insaccati crudi derivano da più tagli del suino, mescolati, macinati, aromatizzati e inseriti in involucri, sintetici o naturali:

 

In un etto kcal proteine lipidi colesterolo

g g mg

 

- salame 375 30,5 27,9 95

(tipo Felino)

 

- salsiccia 304 15,4 26,7 94

(di puro suino)

 

I cotti interi vengono preparati con pezzi disossati del maiale, insaporiti con spezie e sottoposti a cottura a vapore o ad aria, in appositi stampi:

 

In un etto kcal proteine lipidi colesterolo

g g mg

- prosciutto cotto 215 19,8 14,7 62

(dalla coscia disossata)

 

Gli insaccati cotti sono formati da un impasto di carni suine triturate e altri ingredienti, racchiusi nel budello, prima delle speciali cotture, come stufatura e affumicatura, che esaltano il gusto e sono conservanti:

 

In un etto kcal proteine lipidi colesterolo

g g mg

- mortadella 317 14,7 28,1 70

(con grasso di gola)

 

- zampone 361 19,1 31,6 95

(precotto)

 

- cotechino 450 17,2 42,3 98

(precotto)

 

- würstel 270 13,7 23,3 62

(crudo)

 

 

 

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