Vedere il sapore

 

del Cav. Dante Renzini

 

 

 

La ultracentenaria azienda umbra

La Renzini alta gastronomia umbra

Cento anni all’insegna del buon gusto in tavola


di Adriano Bottaccioli


Da “norcini” a domicilio, all’apertura della bottega

 

Mastro Dante Renzini a Cibus 2010

 

L’Italia era giunta alle soglie della Grande Guerra ed anche nei luoghi più lontani dai centri di potere si avvertiva un certo fermento politico, quando a Montecastelli di Umbertide, nell’Alta Valle del Tevere, un piccolo proprietario terriero ed allevatore di suini, Dante Renzini, decise di metter su bottega, nonostante l’aria che si respirava non fosse una delle più propizie per intraprendere nuove attività.

In questa decisione presa in un momento così poco propizio – alcuni giorni prima gli operai socialisti, durante il mercato e contro il caro prezzi se l’erano presa con le povere contadine che portavano a vendere i loro prodotti ad Umbertide – si ebbe un sentore di quello che sarebbe stato lo spirito che avrebbe animato la dinastia imprenditoriale dei Renzini.

 

Per nulla preoccupato dai rischi che poteva correre e consapevole del fatto che bisognava comunque adeguarsi ai tempi, Dante Renzini, dal quale il fondatore della Renzini Spa, ha ereditato il nome e sicuramente anche lo spirito, aprì dunque la piccola bottega di paese con annesso laboratorio di macelleria, tra le quattro case del borgo umbro di Montecastelli. Pochi abitanti e di scarsi mezzi, visto che gran parte della clientela era costituita da contadini che, in una condizione di reale autarchia e sfruttando le misere risorse della loro attività, si recavano in paese solo per acquistare il sale o il caglio per preparare il formaggio e, in caso di malaria, il chinino che veniva distribuito in bottega assieme ai generi di monopolio.

Il paese era reso importante solo dal fatto che lì accanto scorreva il Tevere, una ferrovia a scartamento ridotto ed una strada sterrata che molto più tardi e secondo avveniristici progetti, doveva essere chiamata la “Strada dell’Asse” e che congiungendo l’Umbria, con la vicina Toscana e le Marche proseguiva il suo percorso verso Roma.

La tranquilla attività di bottegaio lasciava quindi il tempo a Dante di dedicarsi ai lavori che aveva sempre fatto e cioè continuare a coltivare il piccolo appezzamento di terreno di proprietà della famiglia e ad allevare i suini che avrebbe poi trasformato in salumi e porchette per venderli ai clienti di passaggio.

Non solo, ma da persona instancabile quale era, e anche questo fa parte del DNA familiare dei Renzini, lasciava spesso la gestione del negozio alla moglie Gislena Medici per praticare la sua attività di norcino presso i contadini ed i proprietari della zona. Era infatti consuetudine che nei mesi più freddi si procedesse alle operazioni della “acumidatura del maiale” per mettere da parte quel provvido patrimonio alimentare costituito dalle carni del più generoso degli animali da carne.

 

La fama delle capacità di Dante si estese tanto ed in così in breve tempo che questi si convinse ad allargare l’ attività di norcineria della bottega, pur mantenendo ovviamente quella di rivendita di generi alimentari e di Sali e Tabacchi, incrementando semmai quella della osteria annessa, visto che i viaggiatori di passaggio non disdegnavano di bere un buon bicchiere di vino dopo un panino con il prosciutto o con la porchetta.

Con il passare degli anni e nonostante le vicissitudini politiche le cui notizie erano argomento di discussione tra la gente del paese, ancora lontana dal pensare ad un’altra guerra, si sviluppò l’attività della bottega la cui responsabilità era ora suddivisa con il figlio Attilio, che aveva appreso tutti i segreti della difficile arte del norcino e che si apprestava a trasmetterli, a sua volta, al figlio Dante che sarebbe nato alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

 

I primi salumi dei Renzini sono destinati alle tavole degli umbri

Durante questo periodo e fino agli anni Cinquanta i Renzini, oltre a vendere i propri prodotti nella bottega di Montecastelli, cominciarono a proporli con successo anche ai commercianti delle località vicine, facilitati in questo dall’ammodernamento del negozio di macelleria che nel frattempo si era dotato di frigorifero e di strumenti di lavoro più adatti ed in grado di assicurare una maggiore igiene, oltre che, naturalmente di un mezzo di trasporto indispensabile per fare consegne tempestive.

Fu in questa particolare atmosfera che il piccolo Dante prese conoscenza con i primi rudimenti del mestiere, aiutato in questo da un rozzo sgabello che lo metteva all’altezza del piano di lavoro, dandogli la possibilità di aiutare i suoi come poteva. La buona volontà era tanta e questo non gli impediva comunque di frequentare le scuole con profitto, anche se pochi anni dopo, quando era appena adolescente, la morte prematura del padre lo costrinse a dedicarsi solo al lavoro di bottega, venendo in aiuto della mamma Olga rimasta sola e con altri due figli ancora piccoli.

Una storia simile a molte altre, ma che nel caso di Dante servì a rafforzarlo nello spirito e spingerlo a concretizzare i suoi sogni, creando un vero e proprio salumificio, simile a quelli di cui aveva sentito parlare o aveva conosciuto attraverso la pubblicità.


e poi su quelle degli italiani

Cominciò a frequentare le prime Fiere e Manifestazioni del settore, con la curiosità di un giovane che si inseriva in un mondo completamente nuovo, ma con la consapevolezza di un adulto che aveva già deciso cosa avrebbe fatto nella sua vita. E a dir la verità, anche in famiglia e tra gli amici, erano pochi quelli che condividevano le sue idee ma, vista la sua caparbietà tutto questo, piuttosto che farlo desistere, lo convinse sempre più di essere sulla strada giusta e riuscì finalmente a fondare la Renzini – salumi dell’Umbria.

Un piccolo capannone con annesso un ufficio ed il magazzino e, proprio accanto, la macelleria dove venivano portati i suini allevati in azienda o acquistati dai contadini dell’Alta Valle del Tevere. Un esordio modesto, ma per Dante, che poteva contare solo sui propri mezzi, rappresentava un passo da gigante visto che si scontrò per la prima volta con la dura esigenza di conciliare le scadenze di pagamento, con gli introiti quasi mai puntuali e non sempre sicuri.

Pur in questa limitatezza di mezzi - ma per quei tempi era già un grande progresso - Dante cominciò ad affacciarsi ad un mercato più vasto di quello racchiuso tra gli stretti confini di una delle più piccole regioni italiane e fu allora che definì quelle che per il futuro sarebbero state le linee guida della neonata azienda.

Ottimi salumi, ma anche ricercatezze alimentari dal gusto esclusivo

Consapevole di non avere ancora le credenziali per accedere al grande mercato dei salumi, pensò invece che sarebbe stato più semplice e qualificante dedicarsi ai prodotti di nicchia e cioè a quelle specialità che le grandi aziende non potevano permettersi di produrre in quanto richiedevano tempi ed attenzioni che erano estranei al loro modo di operare. Nacquero così i salumi di cinghiale e quelli aromatizzati al tartufo nero di Norcia oltre, naturalmente, ai tradizionali salumi umbri che da soli costituivano un ottima chance per farsi notare e per soddisfare un cospicuo numero di appassionati della gastronomia regionale.

Una scelta che diede subito i suoi frutti e tracciò la strada per il futuro della Renzini Spa, visto che ancora, dopo oltre quarant’anni, l’Azienda continua a distinguersi per la particolarità della sua produzione, ora allargata ad altri prodotti di nicchia che trovano il gradimento di quanti sono alla continua ricerca di prelibatezze gastronomiche.



Dall’Umbria alla Puglia: il gusto per i prodotti sani e naturali

Molta acqua è passata da allora sotto il ponte del Tevere, che è a un tiro di schioppo dalla antica bottega dei Renzini, un tempo facilmente riconoscibile per le superbe e profumatissime “porchette” vendute sulla soglia del negozio e per la gratificante immagine della sfilza di salsicce, salami, capicollo e prosciutti che costituivano l’inedita decorazione dell’interno e che trasformavano gli angusti locali nel Paese di Bengodi.

. Il piccolo laboratorio diventò ben presto un grande capannone situato poco oltre, nel verde intenso della campagna; a questo se ne aggiunse un altro ed altri ancora, fino a raggiungere le dimensioni attuali, che sono anche queste temporanee in quanto, a breve, si aggiungeranno altre strutture a quelle esistenti.

Dopo alcuni anni la Renzini pensò di ampliare la gamma delle sue offerte dedicandosi alla produzione di “cotti”, che erano e sono ancora tra i salumi più richiesti dal mercato e lo fece senza perdere la sua identità in quanto, sin dall’inizio, i suoi prosciutti risultarono “diversi” grazie ai particolari procedimenti di cottura ed agli aromi naturali (tra questi addirittura l’immancabile e prezioso tartufo) che caratterizzavano il loro gusto.

Una svolta decisiva e coraggiosa alla quale si aggiunsero altre scelte più meditate come quella di produrre specialità alimentari, come i sughi e le salse, ed azzardare l’ingresso verso il mondo del vino e dell’olio - complementi indispensabili della gastronomia nazionale - con l’acquisizione di un oleificio nei pressi di Spoleto e di una cantina in Puglia. Se i primi passi furono particolarmente difficili ed altri ostacoli si sono spesso frapposti al raggiungimento degli obiettivi previsti, l’Azienda ha continuato il suo percorso di crescita, tanto che la consistenza attuale della Renzini Spa può riassumersi in queste brevi note:

 

Montecastelli, nell’Alta Valle del Tevere umbra

  • Salumificio e sede centrale dell’Azienda. Qui si producono salumi, prosciutti cotti, porchette, mortadelle, sughi, salse e le altre specialità che arricchiscono il vasto repertorio gastronomico della Renzini.
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Norcia nel Parco dei Monti Sibillini

  • Situato alle porte di Norcia ed alle pendici dei monti Sibillini, il Prosciuttificio “LUI” della Renzini in un ambiente ideale caratterizzato dalla presenza di aria balsamica e da una ventilazione fresca e continua anche nei mesi più caldi.

 

Abeto di Preci, in Valnerina

  • Prosciuttificio ricavato da un antico edificio posto a mille metri di quota. Qui si preparano e stagionano in un ambiente unico ed irripetibile i “Prosciutti di Norcia LUI” i.g.p. riserva, che godono di una posizione privilegiata e veramente esclusiva.
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Campello sul Clitunno, nei pressi di Spoleto

  • L’Oleificio Taraddei, rilevato alcuni anni fa dalla Renzini, è posto in una posizione ideale, tra Spoleto e Trevi ed in un ambiente naturale vocato alla produzione dell’ottimo olio extra vergine di oliva umbro.
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Alberobello in Puglia

  • La Cantina Albea è una delle più antiche della Puglia e raccoglie da sempre la migliore selezione di uve del territorio. Significativa la svolta che ha seguito l’azienda con l’acquisto da parte della Renzini, diventando in pochi anni un caposaldo della cultura enologica pugliese.
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Città di Castello nell’Alta Valle del Tevere umbra

Il Ristorante - Pizzeria situato a pochi chilometri dalla casa madre della Renzini, è nato con il preciso scopo di confrontarsi direttamente con la clientela che, oltre ad apprezzare la cucina tradizionale offerta dagli chef del locale, può scegliere tra l’ampia offerta di salumi ed altre specialità, olio extravergine d’oliva umbro e gli eccezionali vini pugliesi nell’annesso Spaccio di prodotti aziendali.


Prodotti riconoscibili nel gusto e nel modo di presentarsi

Una delle caratteristiche della vasta produzione della Renzini è quella di distinguersi da quella di qualsiasi altra azienda: a creare questa differenza è soprattutto la qualità delle materie prime, alla quale segue la grande esperienza dei mastri norcini che riescono a trasformare le carni attentamente selezionate in stupendi salumi ricchi di gusto e praticamente irriproducibili in altre condizioni. Lo confermano i vari tentativi di imitazione (il “prosciutto cotto alla brace” è un esempio tra tanti) che non sono mai riusciti ad intaccare la fama dell’originale uscito dai laboratori della Renzini moltissimi anni fa.

Per l’azienda umbra ogni salume ha una sua storia che è fatta di prove, confronti, esami critici del prodotto, test qualitativi su campioni effettuati dagli esperti più accreditati, ma anche da rivenditori e clienti.

Nulla viene lasciato al caso e anche la veste esteriore dei prodotti è particolarmente curata in quanto la filosofia aziendale vuole che un ottimo prodotto debba anche essere abbigliato con eleganza, così come la bellezza di una donna può essere messa in risalto solo grazie ad un abito adeguato.

 

Il tutto senza esagerare, ma aggiungendo quel tanto che basta a sottolineare le caratteristiche del prodotto: aromi naturali che ne coprono la superficie e conferiscono al prodotto gusti particolari ed un packaging raffinato e affatto ridondante, integrato da una serie di informazioni che permettono al cliente di risalire alle origini delle materie prime e di conoscere le procedure di preparazione e stagionatura.

Vasta ma tutt’altro che casuale la gamma di questi prodotti della Renzini a partire dagli “stagionati”: punta di diamante dell’azienda e cioè il Prosciutto di Norcia “LUI” e “LUI” Riserva 18 mesi pepe rosa, cui seguono altri tipi di prosciutto tradizionali o disossati, l’ormai nota “Sella di Mastro Dante”, le “Corna del Diavolo”, la “Rosa di Norcia” ed il “Gran Carrè all’arancia”.

 

Seguono i “salumi di suino” che si rifanno in gran parte all’antica tradizione norcina: tra questi il Capocollo umbro, il Guanciale, la Finocchiona, il Salame tipo Napoli, quello “Perugino” il “Cuore matto”, i “Cojoni di mulo”, i salamini ai “Quattro sapori”, il Salame al tartufo, quello ricoperto al pepe e i classici salami “alla Cacciatora” ed il Renzinetto.


Sempre pronta a recepire le esigenze della clientela ed i suggerimenti dei nutrizionisti, la Renzini deve ormai molta della sua notorietà ai suoi gustosissimi “cotti e arrosti”: dapprima furono il “Norciacotto” ed il “Cotto alla brace”; a questi sono seguiti nel tempo il cotto “LUI”, il “Francescano”, il cotto con il “25 % in meno di sale”, il “Cuordicotto”, il “Fattoria”, il “Gran Tartufo”, il biologico “BioRenzini”, il “Norciarrosto”, la sontuosa Porchetta “Vera Umbria”, intera o a tranci. “Cotti” tutti diversi nel gusto e nel procedimento di cottura e creati con l’intento di andare incontro alle diverse richieste di una clientela stanca di prodotti anonimi e spesso insapori.

“Mortadelle e coppe” completano la gamma dei “cotti” con la “Mortadella “Lei” e quella gustosissima al Peperoncino, la tradizionale “Coppa di testa” di suino ed i classici “Zamponi e cotechini” che ogni anno allietano le mense natalizie. Riscoperto da alcuni anni il “Lardo” ha incontrato il gusto dei moderni gourmet ed anche la Renzini, ricordando come in passato fosse tra i prodotti più ambiti, ha voluto riproporlo caratterizzandolo con l’uso di ingredienti aromatici naturali.

 

Esterno Stand di Renzini alla Mia di RiminiIl “suino di cinta” è una riscoperta recente di quella razza che per secoli aveva offerto la materia prima ai mastri norcini del centro Italia. Particolarmente rustico e quindi facilmente adattabile alla vita all’aria aperta, il suino di cinta ha carni particolarmente gustose ed adatte alla trasformazione in salumi.

La Renzini si è assicurata la collaborazione di allevatori selezionati ed è stata in grado di mettere tempestivamente sul mercato il classico “Prosciutto di cinta”, il pregiatissimo “Lombo” e oltre a questi i tradizionali “Capicollo, Guanciale e Lardo, Salame e salsicce”.

Se i salumi di cinta sono frutto di un recupero recente, dovuto un po’ alla moda della riscoperta ed un po’ alla consapevolezza di offrire un prodotto di qualità eccellente, gli “stagionati, i salumi ed i cotti di cinghiale” hanno scandito la crescita della Renzini sin dalle origini.

Tra gli “stagionati”, il Prosciutto, lo Speck, il Lombetto, la Bresaola, la Pancetta ed il Capocollo. Tra i “salumi” il salame Cuorematto, l’Elite, il Salame al pepe, il Cinghialetto e la tradizionale Salsiccia di cinghiale. Tra i “cotti” la Mortadella Oltre, la Mortadella al Tartufo, il Cotto alla brace, la Coppa di testa, il Cotechino e lo Zampone.


La ricerca di carni alternative è un’altra prerogativa della Renzini, che, pur di accondiscendere ai gusti più segreti dei buongustai, è andata alla ricerca di quelle specialità che nel suo catalogo raccoglie sotto la voce “carni speciali” e cioè Prosciutto e Salame di Cervo, Prosciutto e Salame di Struzzo, Tacchino al forno, o in forma di Bresaola e di Salame, Bresaola di Cavallo, Prosciutto e Salame d’Oca.

A completare questa stuzzicante lista di prodotti di alta norcineria, le altre specialità della Renzini e cioè, oltre l’ Olio extravergine di Oliva prodotto dall’Oleificio Taraddei a Campello sul Clitunno, tra Spoleto e Assisi e gli eccellenti e blasonati vini della Cantina Albea di Alberobello Petranera, IlSelva, Raro, Casedde, Vuo’le, Pagghie ed il “LUI” il Vino prodotto in occasione del Centenario della Cantina, nata agli inizi del secolo scorso, poco prima dell’apertura della bottega dei Renzini di Montecastelli.


Percorsi diversi per un obiettivo comune: la buona tavola

Una coincidenza straordinaria ma senz’altro significativa, il fatto che, a distanza di centinaia di chilometri e con premesse completamente diverse, si gettassero le basi per due attività produttive che, dopo circa cento anni, avrebbero finito col fondersi per presentare sulle tavole degli italiani i prodotti più rappresentativi della gastronomia nazionale.

Chiaroveggenza o caparbia volontà di far crescere e sviluppare la propria azienda, anche nelle condizioni peggiori e nei momenti meno propizi ? Oppure, più semplicemente, la grande voglia di lavorare e di credere fermamente nei propri sogni? Una domanda che avremmo voluto porre al capostipite della famiglia, o al figlio Attilio, ma che possiamo semplicemente rivolgere al nipote Dante che portando con orgoglio il nome del nonno ha creato quella stupenda realtà che è la Renzini di oggi, facendola conoscere ed apprezzare in ogni parte del mondo.

Un’eredità pesante ed una grande responsabilità che il fondatore della Renzini Spa si è assunto assieme ai figli Franco e Federico ancora giovani, ma consapevoli successori di questa dinastia che seguendo le orme paterne hanno respirato l’accattivante fragranza dei salumi sin da piccoli.

 

Questione di DNA, si direbbe oggi, ma anche e soprattutto condivisione degli stessi ideali e delle stesse volontà che avevano animato, più di un secolo fa, il bisnonno e che continuano ad alimentare la dirompente capacità operativa del padre oramai meglio conosciuto come “Mastro Dante”.

 

 

 

   

  

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