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E'
uscito il libro di Ciao Italia per ricordare
il 150°
Anniversario dell'Unità d'Italia
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Pubblichiamo
la prefazione del Presidente
Bartolo Ciccardini
e
una poesia dello chef Emanuele
Esposito
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Parma
2 giugno 2011. In
occasione del 2 giugno, Festa della Repubblica, è uscito
il libro "150° Anniversario dell'Unità d'Italia".
La
pubblicazione, promossa da Ciao Italia (l'Associazione
dei Ristoranti italiani nel mondo) e da
INformaCIBO, con la collaborazione
dell'Unione
Italiana Ristoratori, (l'UIR proprio
quest'anno festeggia i suoi primi 40 anni),
vuole ricordare la Festa dei 150 anni dell'Unità
d'Italia, svoltasi in tutti i ristoranti
del mondo, associati a Ciao Italia.
Presto
il libro sarà presentato ufficialmente in
una manifestazione pubblica promossa dalla
Uir e
messo a disposizione dei lettori.
Intanto
pubblichiamo la prefazione scritta dal Presidente
mondiale di Ciao Italia, Bartolo Ciccardini.
Nel libro ci sarà anche una poesia scritta
per l'occasione dallo chef Emanuele Esposito
che pubblichiamo per i nostri lettori.
La
terza componente della identità italiana:
la tavola apparecchiata
di
Bartolo Ciccardini, Presidente mondiale di Ciao Italia
Nei
film in cui si vuole descrivere la vita dell’etnia italiana
all’estero compare la famiglia attorno alla tavola imbandita. Chi
non ricorda ne La
Febbre del Sabato Sera
il figlio sacerdote che annunzia drammaticamente la sua crisi
spirituale alla mamma atterrita, mentre si svolge la cena del sabato?
Chi non ricorda le cena della gelosia, nella tavola apparecchiata
nella famiglia a cui seggono anche altri ospiti, emigranti senza
famiglia, nel “Uno
sguardo dal ponte”
di Arthur Miller? Chi non ricorda l’annuncio di matrimonio, a
sorpresa di tutti (anche dell’ex fidanzato e del nuovo candidato),
nel film “Stregato
dalla luna”?
Negli
ultimi tempi il personaggio dello chef italiano compare puntualmente
in moltissimi film, mentre nei cartoni animati, con Ratatouille della
Disney, impera ancora la cucina francese.
Quando
nella creazione artistica compare la tavola apparecchiata, parliamo
di Italiani. E come non ricordare San Valentino, la festa italiana
ora diventata cosmopolita per merito dei Ristoranti italiani. Anche
le grandi storie criminali hanno come teatro il ristorante, se si
vuole alludere alla mafia italiana.
I
“migrantes” portarono con sé un grande ricordo della loro patria
e poche altre cose. Fra queste una importantissima: la memoria della
cucina familiare, che divenne un patrimonio, una occasione di
incontro, una caratteristica di identità nazionale. La tavola
apparecchiata, con la famiglia riunita attorno ad un piatto di pasta,
divenne lo stereotipo della etnia italiana.
Il
fenomeno dell’emigrazione ebbe un nuovo capitolo, molto forte, dopo
la seconda Guerra Mondiale. Il fenomeno delle cucine italiane nuove
che si aggiungevano a quelle che avevano cinquanta anni e più,
divenne imponente, anche se la qualità restava provvisoria e
modesta, sia per la mancanza di prodotti veri, sia per la sudditanza
ai modelli dei paesi ospitanti.
Negli
ultimi anni la ristorazione italiana è esplosa anche in quei paesi
dove non c’era stata una emigrazione italiana. Penso ai paesi
dell’Asia, dove il Giappone è stato un attento precursore. Penso
ai paesi aperti alla commercio internazionale dopo la caduta del Muro
di Berlino, primo fra tutti la stessa Russia. Penso ai paesi
emergenti, come l’India.
Nel
1979 fu fondata Ciao Italia, che diffuse fra i nostri Ristoratori
l’orgoglio e la genuinità della “vera” cucina italiana. I
tempi erano maturi, la cucina italiana sfidò quella francese,
ritenuta la prima nel mondo e vinse la sfida. Si calcola che esistano
60.000 Ristoranti Italiani (o
che si credono tali).
Il cucinare italiano è entrato nella cultura e nel costume di
diversi grandi paesi.
Pino
Ferrarini
ha scritto un bellissimo libro edito da Luciano Pasquali, sulla
Ristorazione italiana all’estero, con storie, racconti, episodi e
personaggi che rendono omaggio a questa epopea. Il libro si chiama:
“Ciao
Italia: una storia tutta italiana”.
La
visita di alcuni siti di ristoranti italiani sarebbe molto
istruttiva. Ci sono ristoranti che oltre a preparare dei piatti,
fanno anche catering e feste, iniziative per banchetti familiari ed
aziendali, che fanno degustazioni e presentazioni di prodotti, che
fanno scuola di cucina e scuola per sommelier, lezioni per
appassionati di cucine tipiche o regionali, che pubblicano libri, che
mostrano piccoli musei sulla loro origine territoriale, che
organizzano scuole in Italia, che portano i loro clienti a fare
turismo, scuola di cucina, scoperte gastronomiche in Italia, e che
infine vendono ceramiche, oggetti d’arte, attrezzature per la
tavola e quant’altro. Sono quelli che io chiamo i
Ristoranti-Impresa Alcuni di questi imprenditori sono già
importatori e venditori al minuto di prodotti italiani. Vanno visti
anche come imprenditori che hanno già propri avvocati, propri
commercialisti, conoscono il mercato, la lingua ed hanno importanti
relazioni sociali. E’ un immenso tesoro italiano.
La
soluzione è quella di fare una promozione coordinata ad un obiettivo
preciso: la creazione di una rete di distribuzione italiana
attraverso la promozione del ristorante italiano all’estero,
coordinando a questo scopo anche le iniziative di tipo nostalgico,
che creano legami stretti tra il territorio e gli emigrati da quel
territorio (iniziative oggi in voga presso Regioni e perfino piccoli
comuni).
La
rete dei ristoranti italiani è la più importante rete di
comunicazione della cultura italiana popolare e potrebbe diventare,
se gli italiani sapessero organizzare meglio le loro cose, la più
grande rete di distribuzione nel mondo.
L’idea fondante di una
politica italiana dovrebbe essere la “importanza strategica della
rete dei ristoranti”, da cui deriva una politica di miglioramento
della qualità e l’obiettivo di trasformare la parte più matura di
questa imprenditoria in rete di distribuzione, non solo di prodotti
gastronomici. Ne saremo capaci?
Buon
compleanno Italia
di Emanuele Esposito*
Quanto
cammino, quanti morti
Per un pezzo di
terra, per un ideale,
Per una bandiera
Non e’ stata la
forza dei mille ad unirci ma il grande amore per la Patria, che oggi
sentiamo poco
Forse siamo meno
uniti di allora
Ma il brivido
del’Inno ad ogni occasione ci fa dire siamo ITALIANI
Con i mille
difetti, con le nostre chiacchiere da bar
Sara’ che ancora
distante il divario da Nord a Sud
Ma una cosa ci
unisce piu’ di tutte, l’amore verso il nostro tricolore.
Non m’importa che
colore erano i Garibaldini.
Con la forza delle idee, dei
sentimenti, hanno fatto L’ITALIA
Quei sentimenti e
idee che oggi non ci sono piu’.
150 Anni, buon
compleanno mia vecchia Italia!
Buon compleanno a
tutti gli Italiani che con le due guerre
Hanno mantenuto la
democrazia e la liberta’!
Buon compleanno a
tutti i governi che pur con mille e mille storie
Hanno con fatica
mantenuto l’Italia UNITA
Buon Compleanno a
tutti i cittadini di questo SPLENDIDO Paese
Che ogni giorno per
secoli ci garantiscono la vivibilità in un Paese pieno di profumi,
con la sua cucina.
Buon Compleanno a
tutti gli artisti che hanno reso questo Paese UNICO nel Mondo
Buon Compleanno a
tutti i nostri connazionali in giro per il Mondo, che con la loro
semplicità portano il nome dell’Italia con orgoglio.
Buon Compleanno
Italia, sono fiero di appartenere a questa terra, a questa bandiera,
sono fiero di essere un ITALIANO!
*Emanuele
Esposito, General Manager de Il Villaggio a Jedda - Saudi Arabia,
Presidente Ciao Italia in Arabia Saudita e Medio Oriente, chef,
direttore di Mediterraneans
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