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Torna Cannoli &
Friends, il festival di dolci e culture
in programma a Piana degli
Albanesi dal 9 all’11 aprile
Piana degli Albanesi
(Palermo) 23 marzo 2010. Una sfida gastronomica che metterà a
confronto il cannolo siciliano con i dolci tipici dei paesi
balcanici. Sarà questo il momento centrale della seconda edizione di
Cannoli & Friends, il festival di dolci e culture in
programma a Piana degli Albanesi dal 9 all’11 aprile,
dedicato alla promozione e alla valorizzazione del cannolo, dolce
simbolo nel mondo della cittadina. “L’evento promuoverà a
livello internazionale il nostro patrimonio culturale e paesaggistico
– ha spiegato Gaetano Caramanno, sindaco di Piana degli Albanesi
- oltre che il nostro speciale cannolo, la cui valorizzazione fa
parte degli obiettivi del distretto produttivo Dolce Sicilia, in
attesa di riconoscimento, che raggruppa circa 360 aziende. L’evento
sarà una dolce occasione per conoscere più da vicino il mondo della
pasticceria dei paesi balcanici e siciliana, con le loro antiche
tradizioni”.
La manifestazione, inserita nell’ambito dei
festeggiamenti della Pasqua Bizantina che si aprono il 25
marzo per concludersi l’11 aprile, darà spazio a degustazioni di
dolci siciliani ed internazionali, spettacoli, incontri e momenti
culturali dedicati alla cultura Arbereshe (albanese).
Madrina della
manifestazione sarà l’affascinante Michaela Hola, top model
della Repubblica Ceca che ha anche prestato il volto per la
realizzazione del calendario di Piana degli Albanesi.
Cannoli and Friends Award
Momento centrale di
Cannoli & Friends sarà la gara di pasticceria internazionale,
in programma sabato 10 aprile, che vedrà il
cannolo di Piana degli Albanesi “sfidare” dolci tipici di paesi
balcanici come l’Albania, la Grecia, la Turchia, il Kossovo o la
Bosnia. A giudicare i dolci in gara ci sarà una giuria di vip,
esperti e giornalisti, presieduta da Laura Ravaioli, chef del
Gambero Rosso e giornalista esperta di food, e una popolare che
individueranno il dolce vincitore del Cannoli and Friends Award.
L’evento si articola nelle seguenti iniziative:
I
Tasting point
Per
l’intera durata della manifestazione sarà allestito un maxi punto
di degustazione in cui il pubblico potrà acquistare il famoso
cannolo di Piana degli Albanesi, in abbinamento ai migliori vini
dell’Isola, acquistando un ticket.
L’Expo Village
Lungo
il corso principale del paese verrà realizzato il villaggio
espositivo che ospiterà enti pubblici, aziende sponsor e un
interessante itinerario fra artigianato, turismo ed agroalimentare
nazionale ed internazionale.
I
Tasting Lab
Sono
previsti laboratori gratuiti con degustazione, durante i quali si
svolgerà un confronto sulle specificità dei prodotti e le tecniche
di preparazione dei dolci balcanici che partecipano alla gara
internazionale ma anche dei dolci tipici siciliani. I workshop
consentiranno di assistere dal vivo alle diverse fasi di preparazione
del dolce.
Il Live show
Musica,
cultura e spettacolo nel programma di appuntamenti che vedrà
alternarsi, sul palco, gruppi musicali, cabarettisti ed artisti
emergenti. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti.
Ogni cannolu è scettru
di Re
“Beddi cannuola di
Carnivali… su biniditti spisi li dinari… ogni cannolu è scettru
di Re…” Così un verseggiatore dell’800 inneggiava al mitico
cannolo siciliano, nato come dolce di carnevale ma divenuto presto
immancabile squisitezza di tutto l’anno.
Deliziosa
e complessa la ricetta. La pasta è a base di farina e zucchero ma la
peculiarità sta nel ripieno di crema di ricotta di pecora
freschissima, che, specie in primavera, assume un sapore inimitabile,
grazie all'erba nuova, tenera e profumata.
La
scuola pasticcera catanese prevede per la versione classica soltanto
farina, zucchero, margarina vegetale, sale, uova e vino (usato anche
per dare acidità all'impasto). Per conferire alla scorza la tipica
forma cilindrica e allungata, anticamente si usavano le canne di
bambù, mentre oggi le cannule su cui si avvolge la pasta sono di
metallo. Alla ricotta di pecora setacciata si aggiungono pezzetti di
zucca morbida e cioccolato fondente. Per la decorazione vi sono
alcune varianti, come l'uso dei pistacchi di Bronte, la "cirasa"
o il tondino di scorza d'arancia candita all'estremità e, per
finire, una spolverata di zucchero a velo. Esistono in commercio
diverse versioni della cialda di questo goloso dolce barocco, da
quella classica all’aromatizzata al pistacchio, al cacao,
all'arancia e al mandarino.
Lo speciale cannolo di
Piana degli Albanesi
Il cannolo è il dolce
siciliano più noto al mondo. I cannoli di Piana degli Albanesi
(canojet) sono particolarmente famosi per dimensioni (circa 20 cm)
difficilmente riscontrabili in altre zone della Sicilia, e bontà. Il
segreto sta tutto nella cialda (shkorça) croccante e friabile,
preparata con farina, vino, strutto e sale e riempita con una
freschissima ricotta di pecora, zuccherata e passata a setaccio, e
schegge di cioccolato.
La ricetta classica
del cannolo
Per
realizzare circa 20 cannoli gli ingredienti sono:
Per
le cialde: 250 g di farina, 50 g di
zucchero, 2 cucchiaini di cacao amaro in polvere, 40 g di burro,
Marsala, sale, albume sbattuto, un po’ d’olio.
Per
la crema di ricotta: 500 g. di
ricotta fresca di pecora, 150 g. di zucchero, una bustina di
vanillina, scaglie di cioccolato fondente.
Per
la guarnitura: ciliegine candite,
zucchero a velo.
Porre
su una superficie piana ed asciutta la farina a fontana, unirvi il
burro, un cucchiaio di Marsala, un pizzico di sale, un po’ di
albume sbattuto, il cacao, lo zucchero, un cucchiaino di olio.
Ottenere un impasto consistente e porre in frigo per un’ora,
avvolto in un panno. Nel frattempo passare a setaccio la ricotta
unita allo zucchero, alla vanillina, e alle scaglie di cioccolato
fondente. Ricavare dalla pasta delle cialde una sfoglia e formare
dischi di 10 cm circa. Ungere di olio gli stampi e su di essi
avvolgere i dischetti, sigillando il punto di incontro delle due
estremità con albume d’uovo. Friggere le scorze in una pentola con
olio bollente. Dopo averle fatte raffreddare, sfilare i cilindri e
riempirli con il ripieno. Guarnire, a secondo dei gusti, con le
ciliegine candite, porli su un piatto di portata e spolverare con lo
zucchero a velo.
La
farcitura dei cannoli può variare rispetto ai gusti personali si può
usare, per esempio, la cannella al posto della vanillina, o i canditi
al posto delle scaglie di cioccolato e così via.
Nelle zone del Catanese i
cannoli sono decorati con pistacchi tritati di Bronte, diversamente
da Palermo dove le estremità, secondo la tradizione, vengono
decorate con filetti di scorza d'arancia candita.
Piana
degli Albanesi
L’antica
Hora
La
cittadina venne fondata nel XV secolo da profughi provenienti dalla
penisola balcanica, in seguito all’invasione turca. A queste genti,
inizialmente, vennero assegnati i feudi di Mercu e Ayndingli
dall’arcivescovo di Monreale, Cardinale Borgia. Molti di essi erano
appartenuti alla più elevata nobiltà di lingua albanese dell’Epiro,
della Morea nel Peloponneso, della Chimara, e così via. In
successive emigrazioni, altri profughi, provenienti da varie
regioni e città, si aggiunsero a questi primi nuclei. Piana, ancora
oggi chiamata dai suoi abitanti semplicemente “Hora”, ossia la
“città”, sorse da principio alle falde dell’erto monte
Pizzuta. Dopo poco tempo, però, i suoi fondatori furono costretti
dall’eccessiva rigidità del clima a scendere nella pianura
sottostante, donde il nome di “Piana”. Essa venne chiamata anche
Casalotto, dalla denominazione di un vicino feudo. Comunque,
denominazione ufficiale della cittadina è stata, dalla fondazione al
1940, Piana dei Greci.
Dopo venne chiamata Piana degli Albanesi. La
cittadina conserva ancor oggi il rito bizantino greco, di cui
va fiera, e la lingua albanese. I caratteristici tradizionali
costumi femminili, riccamente ricamati, vengono indossati in
particolari feste di famiglia, come matrimoni e battesimi, e in
alcune solennità dell’anno liturgico bizantino, specialmente
in occasione dell’Epifania, della Settimana Santa e nella domenica
di Pasqua. I monumenti più rilevanti sono la Chiesa Madre, risalente
al 1590, Santa Maria Odigitria, costruita nel 1644 su progetto
dell’Architetto Pietro Novelli, San Giorgio, la più antica del
paese e San Vito, con il suo imponente portale.
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La storia del cannolo
Dal cannolo di Cicerone
alle delizie degli Emiri
Marco Tullio Cicerone,
prima di diventare console romano fu questore in Sicilia, dove,
dicono le cronache, conobbe ed apprezzò il: “Tubus farinarius,
dulcissimo, edulio ex lacte factus”, ossia: “cannolo farinaceo
fatto di latte per un dolcissimo cibo”. Non era ancora il cannolo
come lo conosciamo noi, ma ci si avvicinava parecchio. Andando più
avanti nel tempo, una leggenda narra che la nascita dei cannoli
sarebbe avvenuta a Caltanissetta, l’antica “Kalt El Nissa”,
“Castello delle donne”, sede di numerosi harem di emiri saraceni.
Si ipotizza che le donne, per passare il tempo, si dedicassero alla
preparazione di prelibate pietanze e, in particolare, di dolci.
Durante uno dei tanti esperimenti culinari si suppone che abbiano
“inventato” il cannolo, ad imitazione di un dolce arabo, simile
per forma ad una banana, ripieno di ricotta, mandorle e miele.
Un’altra fonte, invece, tramanda che i cannoli siano stati
preparati per la prima volta in un convento siciliano nei pressi di
Caltanissetta. Si racconta che, in occasione del Carnevale, le
monache “inventarono” un dolce caratterizzato da un involucro (‘a
scorcia) preparato con farina, uova, strutto e zucchero, e da una
farcia preparata con una crema di ricotta e zucchero ed arricchita
con “cucuzzata”, pezzetti di cioccolato e granella di mandorle.
Proviamo a “sposare” le due leggende: alla fine della dominazione
araba in Sicilia, gli harem si svuotarono. Una o più donne, ormai
libere, convertitesi al Cristianesimo, entrarono in convento. Qui
potrebbero avere riprodotto alcune delle ricette preparate per gli
Emiri, tra le quali quella dei “cannoli”.
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