Il vino vero responsabile degli incidenti stradali?

 

Presentata una ricerca dell'Istituto Piepoli, in una tavola rotonda

promossa dalla Fipe-Confcommercio

 

Il ministro Zaia: Il vino non può diventare il capro espiatorio di un fenomeno drammatico come quello delle morti sulle strade


  

Luca Zaia, Lino Stoppani e Giorgio CalabreseMilano 1 dicembre 2009. Il vino è la vera causa dei tanti incidenti stradali?. Molto spesso sul banco degli imputati viene messo proprio il vino ma mentre i dati dell'Istat ci dicono che la realtà è diversa la percezione dei cittadini colpevolizza il vino.


La causa degli incidenti stradali per abuso di alcool è poco più del 3% mentre ben il 63% degli italiani dà la colpa al vino. Questo è il dato più significativo di una ricerca/sondaggio (qui a fianco tutti I dati della ricerca) condotta nell’ottobre 2009 dall’Istituto Piepoli su un campione di 600 adulti riguardo i dati Istat e la percezione delle cause degli incidenti stradali che ne hanno i cittadini relativi al fenomeno.


Promosso dalla Fipe, Federazione Italiana Pubblici esercizi, stamane a Milano si è svolto un dibattito sul tema “Le cause degli incidenti stradali: percezione vs realtà”, coordinato da Edi Sommariva, alla presenza di Luca Zaia, Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Lino Enrico Stoppani, Presidente Fipe Confcommercio, Nicola Piepoli, Presidente Istituto Piepoli, Piero Caramelli, Direttore I divisione Servizio Polizia stradale Min. Interno e Giorgio Calabrese, ex membro del Cda dell'Authority sulla sicurezza alimentare e Docente Nutrizione Umana Università Cattolica Sacro Cuore Piacenza.


Il ministro Luca Zaia (Foto INformaCIBO)Si mette sul banco degli accusati degli incidenti stradali il vino -ha detto il ministro Luca Zaia- e per qualcuno questo significa mettersi la coscienza in pace. I dati reali invece ci dicono che criminalizzare l’alcool è un errore. La ricerca Piepoli evidenzia una vera e propria distorsione percettiva per ciò che riguarda alcol e guida -ha aggiunto il ministro- una delle cause minoritarie, seppur gravi, degli incidenti è percepita come la causa principale e questo potrebbe spingere a pericolose campagne demagogiche contro il vino, bevanda nobile della nostra storia, perdendo ogni giorno una buona occasione per indagare le reali cause di incidenti e combatterle alla radice”.

Il vino non può diventare il capro espiatorio di un fenomeno drammatico come quello delle morti sulle strade, -ha precisato il ministro Zaia- che pure, dal 1997 al 2007 si è ridotto del 24%, ad un tasso medio annuo del 2,1%. La stanchezza, i decibel dello stereo in auto, parlare al telefonino guidando, il fumo e farmaci come ansiolitici, anti-allergenici e tranquillanti sono altri, importanti fattori causa di incidenti mortali che vanno esaminati, approfonditi e contrastati e che invece nessuno considera, sui quali nessuno si interroga. In Francia queste discussioni ridicole -ha concluso il ministro- non si sarebbero mai fatte”.

Il vino responsabile degli incidenti stradali?. A questa domanda il professor Giorgio Calabrese, dietologo di fama e neo eletto presidente Onav, l'organizzazione nazionale assaggiatori vino, risponde così ad INformaCIBO: “bisogna combattere tutti gli abusi ma il maggiore responsabile degli incidenti stradali non va ricercato nel vino ma nei superalcoolici e molte volte all'accoppiata alcool e stupefacenti. E poi tra le altre cause ci metto -ha aggiunto Calabrese- la stanchezza, quella di rimanere alzati fino alle quattro di mattina”. Quali rimedi suggerisce il medico? “Metto al primo posto l'educazione. L'educazione alimentare -precisa Calabrese- deve partire dall'asilo nido”.

Nel suo intervento il Presidente Fipe, Lino Enrico Stoppani, ha lanciato un invito alle case automobilistiche affinché immettano sul mercato vetture con dispositivi elettronici per il blocco motore nel caso in cui il conducente sia in uno stato psicofisico alterato.
“Esistono molte soluzioni più efficaci dei divieti -ha detto Stoppani. Molte di queste sono anche già allo studio, ma non sono prese in considerazione. Le case automobilistiche, per esempio, hanno progettato dispositivi elettronici capaci di bloccare automaticamente il motore nel caso in cui il guidatore abbia un tasso alcolemico fuori dagli standard. Non è fantascienza. È realtà. Anche se il nome della casa automobilistica, per ovvii motivi, non può essere citata”.

 

Tra il numeroso pubblico presente anche famosi chef come Davide Oldani (“maggiore controllo sui superalcolici”) e Aimo Moroni del rinomato ristorante Aimo e Nadia.


Il dibattito su questi temi certamente non si esaurisce con la discussione odierna. Continuerà ad esistere sia la frangia proibizionista che quella opposta. Va dato però atto alla Fipe di aver commissionato all'istituto Piepoli una ricerca dove viene messo in evidenza che cosa in realtà sta succedendo su strade e autostrade, quali sono gli effetti delle misure adottate a partire dall'introduzione della patente a punti per finire alle cosiddette "ordinanze creative" dei Sindaci.


Su questo serio problema non bastano le scelte emozionali ma quelle di grande respiro e di educazione al bere responsabile.


 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

  

Sintesi della ricerca e intervento del

Presidente Fipe

Lino Enrico Stoppani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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