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Sulle
pagine del QN Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno di lunedì
7 febbraio nello spazio Lei&Lui, il
maestro pasticcere Francesco Elmi racconta
di non avere segreti nella preparazione delle sue specialità
Il Maître Pâtissier Francesco Elmi,
della pasticceria
‘Regina di Quadri di Bologna,
che fa consulenza con
Fabbri1905 e Carpigiani, presenta le “Ravioline
di carnevale alla crema”
“La golosità? E’ un’arte”
Intervista di Emilie Spagnoli
Bologna 7 febbraio 2011. E’ un
risveglio di vaniglia e cioccolato, appena apro gli occhi sulla
distesa di pasticcini alla crema, bigné, candide frolle e
spettacolari torte con splendide decorazioni di panna.
E’ il piccolo angolo di dolcezza dove regnano le
cremose opere del Maestro Pasticcere Francesco Elmi, la
pasticceria ‘Regina di Quadri’ in Via Castiglione, 73 a
Bologna.
E’ un amore nato da lontano quello del giovane
pasticcere Elmi che, lasciata la cucina delle zie dove quand’era
solo un bambino scoprì il suo amore per la pâtisserie, cavalca
questa vocazione fino a diventare ‘Maître Pâtissier’. Il
piccolo emporio della golosità, dove Elmi mi offre momenti di gioia
del palato alternando splendide creme profumate di arancio e
cioccolato, a meravigliose ravioline alla crema, è un posto intimo e
accogliente dove l’equilibrio chiaro in stile minimal della
pasticceria viene rotto solo da una grande foto in stile caravaggesco
dove il pasticcere posa ironicamente illuminato in stile
rinascimentale. Ma le sue splendide creazioni, simili a gioielli che
a occhi chiusi profumano di ricordi dell’infanzia, oltre a far
sognare il palato riescono anche a prendere vita, e la maestria di
Elmi diventa arte, fino ad arrivare a creare delle vere performance
di ‘action cooking’.
Da dove nasce questa passione?
«Avevo solo 8 anni quando armeggiavo già con le
‘meringhette’, avevo già scelto la cucina, poi insieme alle mie
zie sono cresciuto tra i fornelli, impazzivo per i bignè.»
Perchè proprio il mondo della pasticceria?
«Non si può creare qualcosa di bello senza amarlo
veramente, a condurmi verso i dolci, è stata la golosità, per un
pasticcere secondo me è una dote fondamentale.»
Quanto conta l’estetica oggi per una
creazione culinaria e quanto conta per lei?
«E’ molto importante: prima si
mangia con gli occhi, ma vorrei precisare che io mi sento un
artigiano, tutto quello che c’è qui in questa pasticceria è stato
fatto da noi, da me e il mio socio, con le nostre mani, cercando
sempre di mantenere gli ingredienti più al naturale possibile, senza
coprirli con sostanze artificiali e abusi di coloranti.»
Quindi cos’è più importante?
«Un dolce bello ti attrae ma non deve ingannare, ti
avvicini per il suo aspetto fisico ma al primo morso non deve
deluterti, è il suo sapore a farti tornare, la sua bellezza deve
solo attirare la tua attenzione e accompagnare il gusto — sorride
genuinamente, indugiando un attimo — un pò come una donna»,
aggiunge.
Qual’è la ricetta o la torta a cui è più
affezionato?
«Io sono un appassionato da sempre di dolci a
lievitazione naturale, dove riesci a creare dal nulla qualcosa che
cresce, come il Panettone, lo sanno tutti, una delle mie passioni. Ma
uno dei dolci che ho nel cuore è il Saint- Honoré, poi ho un
ricordo forte legato a quella torta perchè è quella che mi è stata
commissionata all’esame per diventare Maestro Pasticcere, una
splendida torta nuziale che preparai per il matrimonio di Chiara Muti
la figlia del direttore d’orchestra, era magnifica su otto piani. E
un altra indimenticabile è stata la torta fiorita dal vivo.»
Una torta ‘dal vivo’?
«Si ultimamente abbiamo sperimentato questa
performance, molto amata soprattutto per le grandi celelbrazioni,
prepariamo le torte anche quelle nuziali a più piani in vetrina
davanti agli ospiti, una creazione in diretta. Gli invitati vedono la
preparazione passo dopo passo e la performance diventa uno spettacolo
vivo non più chiuso tra le quattro mura.»
Progetti per il futuro magari qualche visita
all’estero?
«Ho viaggiato molto, visto che ho collaborato con
varie Fiere e collaboro con la Fabbri e la Carpigiani, poi lavoro
anche come consulente nel settore, mi è piaciuto molto misurarmi con
realtà e identità culinarie diverse. Anche se adesso che ho avviato
una mia attività a Bologna la pasticceria ‘Regina di Quadri’ non
mi muoverò per un po’ di tempo, almeno per un anno o due. Un’idea
per il futuro? magari potrei aprire una ‘Regina di Quadri’ ma a
sopresa, stavolta salata.»
Ecco la ricetta
Ravioline di
carnevale alla crema
Ingredienti
500 g di farina
100 g di burro
150 g di zucchero a
velo
4 uova
15 g di lievito in
polvere
sale
vaniglia scorza di
limone
Cognac
Preparazione
Amalgamare burro e
zucchero, incorporare mle uova, unire i profumi ovvero il Cognac, la
scorza di limone, la aniglia e un pizzico di sale e infine la dfarina
mescolata con il lievito.
Lasciare riposare
per almeno due ore in frigo.
Stendere la pasta,
farcire con la crema e friggere in olio bollente.
Spolverizzare con
zucchero a velo prima di servire.
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