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Dieci
cuochi e un pasticciere a Identità New York
dal
12 al 14 ottobre
Milano
5 ottobre 2010. Identità New York, la
nuova creatura di Paolo
Marchi, sarà
nella Grande Mela
dal 12
al 14 ottobre per celebrare la nuova
cucina italiana.
Dieci
cuochi e un pasticciere saliranno sul palcoscenico di Eataly,
il paradiso della gola che Oscar Farinetti ha inaugurato a New York a fine agosto, per disegnare un quadro dell’alta cucina
contemporanea italiana e presentare le eccellenze di una nazione dai
mille gusti diversi che nasce tra i ghiacciai delle Alpi e
arriva, con le sue coste, a specchiarsi nel Mediterraneo.
Ugo
Alciati, Luca Montersino e
Davide Scabin
arrivano dal Piemonte, Emanuele
Scarello
dal Friuli Venezia Giulia, Massimo
Bottura
dall’Emilia Romagna, Moreno
Cedroni
dalle Marche, Cristina
Bowerman
da Roma, Gennaro
Esposito
da Napoli, Niko
Romito
dall’Abruzzo, Pietro
Zito
dalla Puglia e Pino
Cuttaia
dalla Sicilia.
Questi
undici personaggi hanno smontato e rimontato anni e anni di storia
per disporre saperi e sapori secondo nuovi equilibri. Li abbiamo
voluti a New York perché siamo certi che siano loro i più
convincenti alfieri del nuovo gusto italiano.
Dieci
di loro cucineranno salato: paste ripiene e pastasciutte fumanti,
risotti al dente, zuppe di cipolla e zafferanno così come la Pasta
e fagioli
tra tradizione e innovazione per poi apprezzare la garbata creatività
del crudo di carne e dei crudi di mare piuttosto che affumicature
fuori dal comune. Il 12 ottobre a cena, il 13 a pranzo e a cena e
ancora il 14 ottobre a pranzo, nei ristoranti tematici di Eataly il
pubblico potrà gustare i piatti ideati dagli chef italiani in
trasferta a New York. Non solo: IDENTITA’
NEW YORK
sarà scandita da showcooking
nella
Scuola di Cucina di Lidia Bastianich e da una cena-spettacolo
di 11 portate che vedrà tutti gli chef lavorare contemporaneamente
nel ristorante Manzo curato da Mario Batali.
IDENTITA’
NEW YORK
è una nuova tappa dell’evoluzione di un format di successo
(IDENTITA’ GOLOSE - www.identitagolose.it)
che ha visto la luce nel 2005 in Italia, per poi essere esportato a
Londra e a Shangai. Fondamentale il suo contributo nel presentare al
mondo i nuovi protagonisti della cucina italiana e un universo fatto
di eccellenze e qualità Made in Italy.
I
Protagonisti a Identità New York 2010

UGO
ALCIATI
Chef
patron del ristorante Guido (a Bra - Cuneo) in Piemonte
www.guidoristorante.it
- +39.0172.458422
1
Michelin star
Legendary
Agnolotti
La
famiglia Alciati
è ancora unita come un tempo, quando i tre figli in calzoni corti
incominciavano a dare una mano in cucina (Ugo,
classe 1967), in sala (Andrea,
classe 1971) o in cantina (Piero,
classe 1962) ai due capisaldi della famiglia: Guido,
l’originale
«Guido da Costigliole» scomparso nel 1997, e la moglie
Lidia,
colonna portante mancata nell’agosto 2010, capo-brigata di una
squadra che ormai spazia da Santo Stefano Belbo a Pollenzo a Torino.
Ugo,
nel ristorante Guido
a Pollenzo (a pochi chilometri da Bra, provincia di Cuneo, dove ha
sede l’Università
di Scienze Gastronomiche
fondata da Carlo
Petrini),
continua a innovare quei dessert che incominciò a fare con i calzoni
corti: ricorda sempre di aver fatto «la prima meringa a nove anni».
Piero
Alciati,
primogenito enologo, si divide tra Pollenzo, dove sta in sala, e il
ristorante GuidoperEataly,
nel quale è in società con la famiglia Vicina.
Infine, Andrea
è al Relais San Maurizio che ospita Guido
da Costigliole
a Santo Stefano Belbo (Cuneo), in uno splendido convento seicentesco
sulle colline langarole trasformato in albergo e ristorante. Questa è
la grande forza della famiglia Alciati.
MASSIMO
BOTTURA
Chef
patron dell’Osteria Francescana (a Modena) in Emilia Romagna
www.osteriafrancescana.it
- +39.059.210118
2 Michelin stars
Pasta
then and now
: Pasta & fagioli
Inizialmente
grossista di prodotti petroliferi nell'azienda di famiglia, Massimo
Bottura
nel 1986 coglie l’opportunità di dare sfogo alla passione per la
cucina rilevando una vecchia trattoria.
Allievo
di un sacerdote della cucina francese classica come Georges
Cogny e
poi di Alain
Ducasse
che, intuendone il talento, lo porta con sé al Louis XV, Massimo
cresce a lezioni di pulizia gustativa, concentrazione e
organizzazione, tre principi che non dimenticherà mai.
Segue
l’incontro con Ferran
Adrià,
a tre anni dall’apertura dell’Osteria Francescana. È il 1999,
anno che chiude un secolo e un millennio per aprire la prospettiva su
un decennio, quello appena trascorso, che ha contato profondamente
nella ristorazione italiana grazie a figure come quella di Bottura.
Massimo ha saputo rompere con il passato senza rinunciare a essere
italianissimo: ogni piatto è il frutto di un’idea, di un gioco di
parole che sintetizza il rispetto per la tradizione italiana abbinato
ad una sana dose di irriverenza. Per scoprirlo basta gustare a Modena
piatti come la Compressione
di pasta e fagioli
e il Bollito
non bollito
e capire che sono il risultato di secoli di cucina italiana che
è andata per il mondo e oggi torna nel Bel Paese per attingere nuova
linfa. Sull’Osteria
Francescana brillano
oggi due stelle Michelin e il ristorante è al 6° posto della
classifica S.Pellegrino
50 World's Best Restaurants.
CRISTINA
BOWERMAN
Chef
e patron del Glass Hostaria a Roma
www.glasshostaria.it
- +39.06.58335903
1
Michelin star
Scallops
in the spotlight
Radici
pugliesi e napoletane, Cristina
Bowerman
ha scelto l’America per finire gli studi legali (è laureata in
Giurisprudenza con 110 e lode), salvo ritrovarsi a fare crêpes a San
Francisco fino a laurearsi nel 2003 in Arti Culinarie al Cordon Bleu
di Austin.
Da poco più di 3 anni è a Roma, al Glass
Hostaria
in pieno Trastevere, un locale aperto nel maggio 2004 da due amici
d’infanzia, Fabio Spada e Silvia Sacerdoti, che subentrarono a una
libreria che a sua volta aveva preso il posto di un meccanico per
motorini.
MORENO
CEDRONI
Chef
patron del ristorante Madonnina del Pescatore (a Senigallia - Ancona)
nelle Marche
www.morenocedroni.it
- +39.071.698267
2
Michelin stars
Italian
Sushi
Moreno
Cedroni
e il suo ristorante stellato, la Madonnina
del Pescatore
a Senigallia (Ancona), sono stretti tra l'Adriatico e la ferrovia che
corre lungo l'intera costa. Questo promontorio è un netto punto di
riferimento per chi con lo sguardo va oltre il proprio naso e
Cedroni, rispetto a tanti altri, ha anche un motivo professionale per
volgere lo sguardo sempre a sud. Là infatti, sulla spiaggia di
Portonovo (Ancona), conduce i riti golosi del Clandestino,
superbo susci bar tricolore, seconda di cinque realtà. In centro a
Senigallia ecco infatti Anikò,
salumeria ittica strettamente legata al laboratorio Officina
(ad Ancona) dove i pesci vengono "salumati" così come sono
preparati salse e prodotti in scatola.
Tutto questo per far
capire che Moreno, memore degli insegnamenti ricevuti da Ferran
Adrià,
non è uno chef che rimane inchiodato ai suoi fornelli. Come tanti
all'estero e pochissimi in Italia, pensa che il suo lavoro abbia più
declinazioni e che tutto può essere alta cucina, anche il prodotto
all'apparenza più umile. Sua l’italianizzazione dei sushi (per lui
i susci),
sue le scatolette di pesce bianco e gelatina che nobilitano le
generiche scatolette di carne mista, suoi i cucchiaini di assaggini:
il loro profumo è tale che ti entrano in testa e non lo scordi più.
E infine l’enoteca Acrilico
ad Ancona.
PINO
CUTTAIA
Chef
patron del ristorante La Madia (a Licata - Agrigento) in Sicilia
www.ristorantelamadia.it
- +39.0922.771443
2 Michelin star
Cod
: Sicilian Style
Nato
a Licata (Agrigento), trasferitosi a Torino con la famiglia per
compiere gli studi e per lavorare inizialmente in fabbrica, Pino
Cuttaia
riesce a tenere accesa la sua passione per i fornelli solo nei fine
settimana, gli unici momenti liberi a disposizione. «Ma presto la
distrazione si trasforma in lavoro», racconta Pino.
Al Sorriso di
Soriso (Novara) prima e al Patio a Pollone (Belluno) poi impara la
precisione nel lavoro, un imprinting che, accostato agli ingredienti
isolani e a un talento invidiabile, è destinato a far saltare il
banco di critica e pubblico di lì a poco. Il millennio si apre col
ritorno di Pino a Licata, e quale miglior luogo per esplorare e
ridisegnare i sapori dell’infanzia? Non è un segreto, infatti, che
per questo cuoco cucinare significa dare un senso (commestibile) ad
episodi (effluvi) dispersi nel tempo ma non nella memoria.
Col
Merluzzo affumicato alla pigna e condito alla pizzaiola, ad esempio,
sono rievocati i passi felpati con cui, da bimbo andava a raccogliere
le pigne per accendere il fuoco. Ricordare per rivivere allora, con
fragranze lontane ormai avvertite indistintamente dai palati di tutta
Italia.
GENNARO
ESPOSITO
Chef
patron del ristorante Torre del Saracino ( a Vico Equense - Napoli)
in Campania
www.torredelsaracino.it
- +39.081.8028555
2 Michelin star
Seafood
by way of Neaples
“Campania
felix” recitavano gli antichi. Come dargli torto se la terra che
sta intorno a Napoli è la regione della pasta secca di Gragnano, dei
pomodori San Marzano, della mozzarella di bufala Dop, dei limoni di
Sorrento... ma è anche quella che ospita oggi tanti giovani e grandi
chef, veri talenti naturali, che ne fanno un epicentro della nuova
cucina italiana. Classe 1970, cresciuto con il naso nelle casseruole
di mammà, Gennaro
Esposito
si è diplomato all’istituto alberghiero nel 1988. In un localino
per turisti, Gennaro trascorre stagioni proponendo onesti spaghetti
alle vongole e dignitose fritture.
Un incontro con un grande maestro
della cucina italiana a cui seguono esperienze chiave a Monte Carlo e
a Parigi, con Franck
Cerutti
e Alain
Ducasse,
contagiano Gennaro con la mania del prodotto, l’organizzazione e il
rigore tecnico. La metamorfosi si compie con la trasformazione del
ristorante in uno dei locali più eleganti della regione.
Gennaro
pratica una cucina di territorio in senso stretto, grazie alla sua
abilità di talent scout di prodotti d’eccellenza: il primo sulla
lista ovviamente è il pesce, tutto rigorosamente locale, ma ci sono
anche le paste artigianali, gli ortaggi coltivati in parte nell’orto
di famiglia, insostituibili elementi di una cucina very slow.
LUCA
MONTERSINO
Pasticciere
patron di Golosi di Salute (a Alba - Cuneo) in Piemonte
www.golosidisalute.it
- +39.0173.442983
Wholesome
Dolci
Si
possono creare dessert senza uova, senza zucchero, senza glutine,
senza latticini? Le intolleranze alimentari crescono e anche le fobie
di chi vuole essere “dietetically correct” a tutti i costi.
Così
anche in Italia è nata la “pasticceria salutistica”, che però
non vuole rinunciare al gusto e al piacere: ne è autore Luca
Montersino,
un giovane torinese (è del 1973) che dopo un’esperienza come
formatore all’Istituto Etoile ha aperto nel 2005 ad Alba (Cuneo) un
suo laboratorio, che ha battezzato Golosi
di salute.
Ha scritto anche alcuni libri di ricette e da fine 2007 si è
ritagliato un angolo dolce all’interno dei magazzini del gusto
Eataly, a Torino, con lo spazio Luca
Montersino per Eataly
dove lo chef pasticciere tiene anche corsi serali di pasticceria.
Banditi i grassi idrogenati, dimenticato lo zucchero saccarosio
raffinato, scegliendo ingredienti non convenzionali Luca Montersino
rende tutti golosi in salute, come afferma: una buona scusa per chi
voglia lasciarsi andare alla passione dei dolci.
NIKO
ROMITO
Chef
patron del ristorante Reale (a Rivisondoli - L’Aquila) in Abruzzo
www.ristorantereale.it
- +39.0864.69382
2
Michelin stars
Saffron
: the spice of Italy
Niko
Romito,
giovane chef abruzzese, si è fatto conoscere lavorando a Rivisondoli
tra i monti d'Abruzzo nella provincia aquilana scossi l'anno scorso
dal terremoto. Qui i genitori di Niko nel ’96 decisero di
riconvertire la loro piccola pasticceria in una trattoria, con papà
Antonio ai fornelli. Niko, era a Roma intento a studiare economia.
Due anni più tardi però il padre si ammala e muore: c’è da fare
le valigie e rimboccarsi le maniche, e lui lo fa con la complicità
della sorella Cristiana, che guida tuttora la sala.
Da autodidatta si
presenta a qualche corso professionale e compie stages decisivi al
fianco di grandi chef come Valeria Piccini e Salvatore Tassa.
Le
matrici sono quelle: infatti la sua è una cucina centroitaliana di
immediato impatto che non si perde in chiacchiere ed esprime una
personalità generosa. Da una cucina “figurativa”, impostata
sulle specialità tradizionali, la recente svolta verso l’astrattismo
di piatti contaminati dall’avanguardia, ingredienti solitari e
manipolazioni molto minimal.
DAVIDE
SCABIN
Chef
patron del ristorante Combal.zero (a Rivoli - Torino) in Piemonte
www.combal.org
- +39.011.9565238
2
Michelin stars
Carne
Cruda : Meet the Meat
Figlio
di un camionista e di una cuciniera d’osteria, Davide Scabin è un
cuoco inafferrabile: il più inquieto, geniale e preveggente della
cucina italiana.
Da
ragazzino vuole studiare informatica, oppure fare il ladro. Dopo
l’istituto alberghiero e una serie di esperienze nei posti giusti,
improvvisamente Davide fa inversione a U e sceglie la professione di
rappresentante di prodotti estetici. Nel 1994 nuova svolta con
l’apertura del Combal, inizialmente un’umile piola consacrata a
zuppe e conigli arrosto. Ma all’arrivo dei gourmet di passaggio
Davide si fa prendere la mano e improvvisa piatti che sembrano
arrivare da Marte.
Il
resto è storia (e gloria) recente: chiamato nel 2002 a dirigere il
ristorante del castello di Rivoli nei pressi di Torino, Davide può
proporre la sua cucina a un pubblico in grado di apprezzarla a
partire dalle applicazioni del food design, fino al recente cambio di
rotta che, ancora una volta, anticipa tutti liberandosi dai
manierismi d’avanguardia… in attesa della prossima,
imprevedibile mossa.
EMANUELE
SCARELLO
Chef
patron del ristorante Agli Amici (a Udine) in Friuli Venezia Giulia
www.agliamici.it
- +39.0432.565411
Presidente
Jeunes Restaurateurs d'Europe - Italia
1
Michelin star
Risotto
Perfection
Se
oggi Emanuele
Scarello
è un cuoco capace di mettere in tavola soluzioni tra le più estrose
e centrate di tutto il Triveneto, è perché nel suo ristorante Agli
Amici
appena fuori Udine è da più di un secolo e da 5 generazioni che ci
si tramanda ininterrottamente un sapere che fugge dalle idee
scontate.
Da una
decina di anni abbiamo infatti due generazioni gomito a gomito: mamma
Ivonne
e il figlio Emanuele
in cucina, papà Tino
e la figlia Michela
in sala e cantina.
La vera attitudine di Emanuele è quella di dare
nuova forma alla cucina della sua terra (d’altronde ne conosce ogni
piega): acque aromatiche, paste atipiche, arditi rispecchiamenti
crudo/cotto, quelle di Emanuele sono espressioni di una cucina
contemporanea che ripercorre ostinatamente i suoi passi.
Nel 1999,
appena dopo un anno dal debutto in cucina di Emanuele, il ristorante
Agli Amici riceve una stella Michelin.
PIETRO
ZITO
Chef
patron del ristorante Antichi Sapori (a Montegrosso di Andria - Bari)
in Puglia
www.antichisapori.biz
- +39.0883.569529
Fall
for pumpkin
Siamo
nell’Alta Murgia, a Montegrosso di Andria (Bari): un villaggio
semi-abbandonato ai piedi di Castel Del Monte dove la natura pervade
la cucina e se ne lascia disciplinare. Un ciclo spinto fin nei minimi
dettagli dai pannelli solari e dal calore dei fornelli, tesaurizzato
per scaldare l’acqua al ristorante.
Le guide recitano Osteria
Antichi Sapori,
perché la cucina è senza tempo, a parte le stagioni. Di rivisitare
non ci pensa proprio Pietro
Zito,
che si definisce allievo di nonni e genitori, ma che ha imparato
soprattutto dal maestro territorio.
È lui a selezionare i formaggi
delle masserie e a raccogliere nei fossi le erbe spontanee; sui
tavoli finiscono il meglio di burrate e caciocavalli, olive alla
brace, alla cenere, alla calce e il grano arso delle orecchiette,
profumatissimo derivato delle spighe dopo la mietitura, bruciate dal
fuoco e tostate dal calore.
Pietro Zito tratta i vegetali come il più
nobile dei pesci: coltello in mano, è un’orologeria per la sua
cucina espressa, resa tangibile dall’esperienza di Orto
mio,
dove il cliente può cogliere l’ortaggio da approntare, quasi fosse
l’aragosta di un acquario.
Oppure può “adottare” un filare di
pomodori galatini, fave nere, fagiolini di Andria, da coltivare nel
week-end fino alla raccolta. Una sorta di fattoria didattica che si
proietta nella cucina a vista e poi sul piatto.
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