Al ristorante La Mandragola di Sala Bolognese,

serate speciali all'insegna del gusto

 

GenoveffaSala Bolognese febbraio 2010. Un regalo originale e gustoso? Farsi coccolare dalle prelibatezze del ristorante La Mandragola, un locale dall'ambiente caldo e raffinato, dove protagonista è la cucina tradizionale reinterpretata con creatività e resa ancora più unica dal servizio puntuale e dalla meticolosa cura dei dettagli.

 

Magistrale nella presentazione dei piatti e vera regina nell'arte del ricevere, la chef e titolare Genoveffa Foresta ha trasformato questa deliziosa casetta bolognese in un locale raccolto ed accogliente, dove ci si sente a casa propria.

 

Dall'estro e dalla maestria di questa indiscussa regina dei fornelli, di origine lucana, prendono vita ghiottonerie che saziano occhi e palato, dove il rispetto della tradizione si coniuga sapientemente alla fantasia degli accostamenti ed all'attenta selezione delle materie prime utilizzate, molte delle quali - olio extravergine di oliva, ricotta, burrata, pecorino, carne di vacche podoliche, pane cotto a legna e pasta fresca - prodotte dalla stessa titolare con metodi biologici.

 

Il menù, che varia con il cambiare delle stagioni, in modo da offrire alla clientela prodotti freschi e di alta qualità, propone sia genuini piatti della tradizione lucana - come zuppa di fave e cicerchie, “maritata” (pasta con cime di rapa, acciughe e mollica di pane fritta), orecchiette al tegamino, “scottadito” alla materana (agnello da latte con pomodori e peperoni secchi), rosticini di puledro alla griglia, “pignata” (agnello con verdure coperto con mollica di pane e cotto al coccio) e purè di fave al pecorino - sia gustosi piatti a base di pesce, sempre freschissimo e vera specialità della casa. Carpaccio di polipo cotto al vapore con fragole e aceto balsamico, gamberi “pastellati” su verdure croccanti, carpaccio di ombrina marinata su vellutata di zucchine, chitarra all'astice, risotto di grancevole, straccetti di crêpes con gamberi rosa e punte di asparagi, maccheroncini al torchio con triglie di scoglio e pesto, coccio di crostacei e fritto di paranza sono solo alcune delle squisitezze che si possono gustare in questo grazioso ristorante.

 

Ma chi sceglie La Mandragola, lo fa anche per i golosi ed invitanti dessert proposti dall'inventiva e dall'abilità di Genoveffa, che vanno dal cuore di cioccolato fondente con crema all'arancio e scorzette candite, alle pere al vino affogate con crema allo zabaglione, al semifreddo al torroncino servito con cioccolato fondente caldo, agli “sporcamuso” (krapfen fritti, passati nello zucchero e serviti con crema allo zabaglione e crema al cioccolato).

Il locale, dall'arredamento classico, è reso ancora più accogliente dai toni caldi del legno, dalle pareti color crema, dalle sedie vestite con nuance avorio e da un rilassante sottofondo musicale che contribuisce a creare un'atmosfera unica, ideale per assaporare i piatti sfiziosi e scenografici, dalle porzioni generose, e per degustare i vini di alta qualità provenienti dalla fornita cantina, che vanta numerose etichette, tra cui spiccano quelle lucane, sarde, trentine e campane.

 

Il ristorante prevede 30 coperti, ma è consigliata la prenotazione, in quanto la chef, per poter offrire un servizio accurato e personalizzato, predilige una quindicina di clienti per volta. Costo medio: 30-40 euro per il menù di carne e 40-50 euro per il menù di pesce. Locale aperto tutte le sere dal martedì al sabato, dalle 19,30 alle 23,30, e la domenica a mezzogiorno solo su prenotazione. Venerdì, serata dedicata al pesce crudo.

 

Ristorante La Mandragola, via Gramsci 137

Sala Bolognese (Bo). Tel. 051-829193; 329-7340906

 

 

 

 

 

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