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"Piazza Italia" ha chiuso i battenti a
Pechino
Un
disastro economico. Cibo ottimo ma prezzi da rapina
Pechino 20 novembre 2009. Il centro commerciale Piazza
Italia, aperto nello scorso mese di ottobre del 2008 in pompa magna a
Pechino, ha chiuso i battenti nei giorni scorsi. La chiusura viene
definita con un eufemismo “ristrutturazione” ma la realtà è che
dallo scorso mese di luglio non vengono più pagati stipendi, affitto
e merci ai fornitori.
La notizia è stata diffusa da China Daily.
“Un vero disastro -dice ad
INformaCIBO uno chef di Piazza Italia- che getta fango sulla cucina
italiana e gli italiani specialmente qui in Cina”.
Sì perchè anche il ristorante ubicato al terzo piano del Centro
commerciale ha dovuto chiudere i battenti. La
brigata di sala occupava 27 persone, mentre la brigata di cucina,
guidata da uno chef italiano, era composta, fra cuochi e comis, da
38 addetti.
La cattiva gestione è stata al centro del disastro economico.
“Facevate pagare generi da supermercato, pur ottimi, a prezzi di
boutique”. La frase, il giudizio e la sintesi sono dei cinesi con i
soldi. Con i soldi per comprare il cibo “made in Italy”, cinesi
con i soldi ma mica fessi come invece noi italiani pensiamo debbano
essere tutti gli stranieri con i soldi.
Ancora una volta ci siamo fatti riconoscere all'estero per il lato
più negativo degli italiani. Quello di fare i furbi.
L'inizio di Piazza Italia l'aveva raccontato, con speranza,
INformaCIBO l'anno scorso.
Ci avevano investito la CRAI,
il Consorzio Grana Padano, Cavit, Conserve Italia, il San Daniele
Service Srl (braccio
operativo del Consorzio
del Prosciutto di San Daniele),
Frantoi
Artigiani d'Italia, società
operativa dell'AIFO (Associazione Italiana Frantoiani Oleari),
Boscolo
Etoile
del
Gruppo Boscolo...
Anche il
premier Berlusconi lo aveva visitato e il ministero
dello Sviluppo economico era nella società con il 39% della società di
gestione del punto vendita.
Ora, dice il giornale cinese, resta un self service vuoto, un
ristorante chiuso e una cantina deserta.
E una brutta figura per il nostro Paese. Ma ne riparleremo.
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