Ristoranti italiani nel mondo:

un convegno a Cuneo di Unioncamere


Parma 6 ottobre 2010. “Un marchio per segnalare gli autentici ristoranti italiani all'estero”, era il luglio scorso quando a Roma, nella sede di Unioncamere, è stato presentato il logo e il progetto per certificare i cosiddetti “autentici ristoranti italiani nel mondo”.

Un progetto, o meglio una vera ossessione, che da anni viene stancamente riproposto facendo solo chiacchiere e poca strada.


Da tempo noi di INformaCIBO abbiamo messo in risalto la poca trasparenza dell'operazione e forti critiche sono arrivate anche dal mondo della ristorazione e dai cuochi a cominciare dal Gvci, il gruppo di cuochi italiani all'estero(INformaCibo cura il loro sito in italiano) che lo scorso mese di agosto, per bocca di Rosario Scarpato, ne aveva sottolineato la velleità parlando di commedia all'italiana. (leggere: Chi di Bollino ferisce...di Rosario Scarpato).


Ieri c'è stata l'ennesima riproposizione del "Marchio ospitalità italiana" per certificare i ristoranti italiani all'estero con un convegno che si è svolto a Cuneo e dove Unioncamere (che ha organizzato il convegno) ha informato che ci sono già 1500 potenziali candidature al Marchio.

A pochi mesi dalla nascita del progetto, -è stato precisato durante il Convegno- sono già moltissime le strutture “certificate”, sparse sui cinque continenti: da Londra a Singapore, passando per Praga, Barcellona, Città del Messico, Caracas, Dubai, Chicago.

Al progetto hanno aderito 65 Camere di Commercio italiane all'estero.

 

Speriamo che si riesca a coinvolgere davvero tutti, a cominciare dai cuochi italiani che lavorano all'estero. Chi meglio di loro può tutelare e sviluppare la produzione agroalimentare italiana?


Durante il Convegno di Cuneo è intervenuto il viceministro allo Sviluppo Economico, Adolfo Urso, sostenendo che “un ruolo fondamentale per sostenere l'internazionalizzazione delle nostre imporese lo stanno svolgendo anche le camere di commercio”.

Parlando dei dati dell'export Urso ha sottolineato come “dopo un primo semestre molto positivo per il nostro export con una crescita del 12,6% la seconda parte dell'anno potrebbe risentire della crisi internazionale. Dobbiamo stare attenti e, soprattutto, non bisogna abbassare la guardia”. Aggiungendo: “Saranno i mercati del Sud-est del mondo quelli a tirare la ripresa. Mercati in crescita in cui vanno conquistate nuove posizioni, senza dimenticare di difendere quelle su cui già sventola il tricolore”.


Noi come sempre seguiremo gli sviluppi e le frenate del Progetto "Marchio ospitalità italiana" - I Ristoranti italiani all'estero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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