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La Guida della Accademia Italiana della Cucina:
l'unica Guida che ci aiuta a trovare un buon ristorante dove mangiare tricolore all'estero.
Il Presidente del GVCI Caramella annuncia: “dal prossimo anno una nostra Guida On-line dei ristoranti italiani all'estero”
di Donato Troiano
Chi vuole mangiare tricolore all'estero, d'ora in poi, sa che c'è una pubblicazione riservata proprio a lui. E' appena uscita la Guida della Accademia Italiana della Cucina, "I ristoranti dell'Accademia", una guida originale, e assolutamente unica nel suo genere.
L'Accademia pubblica questa guida dei ristoranti dal 1961 e dal 1986 ha acquisito regolare cadenza annuale. La sua particolarità deriva dal fatto di essere il frutto della scrupolosità, dell'attenzione, dell'interesse e dell'esperienza di oltre duecento Delegati dell'Accademia.
Ogni anno la guida dell'Accademia si arricchisce di nuovi indirizzi e di nuove segnalazioni: segno di grande vitalità sia per l'Accademia sia per la civiltà della tavola italiana.
Anche nell'edizione 2006, da qualche giorno in libreria e in edicola, oltre alla presenza di 3210 ristoranti, agriturismi e trattorie del Bel Paese, la Guida Aic segnala, come avviene fin dalle prime edizioni, anche la ristorazione italiana di qualità oltre i confini nazionali. Vengono censiti infatti, in 510 schede, i ristoranti italiani di 92 città straniere di trenta Paesi, si va dagli Stati Uniti, con dieci segnalazioni, al Canada, al Regno Unito, alla Francia seguiti dalla Svizzera, il Brasile, la Germania, l'Olanda, il Portogallo e la Repubblica Ceca.
Manca però buona parte dei paesi asiatici e ciò è dovuto al fatto, pensiamo, che l'Accademia Italiana della Cucina, fondata nel 1953 da Orio Vergani, pur essendo presente all'estero con 64 Delegazioni ha invece, pochi delegati nei Paesi asiatici.
E' di questi giorni la notizia che il prossimo anno vedremo nascere una nuova Guida tutta dedicata ai ristoranti con cucina italiana all'estero. Il promotore è il GVCI-Gruppo Virtuale Cuochi Italiani all'estero, Presidente Mario Caramella, executive chef dell' Hyatt Regency Hua Hin in Tailandia, con aderenti in tutto il Mondo ma che hanno la loro punta di diamante proprio in Asia, negli chef che lavorano in quei paesi.
Gli chef del GVCI- Gruppo Virtuale Cuochi Italiani all'estero, definiti la ventesima Regione gastronomica italiana, si chiamano così perché lavorano in famosi ristoranti all'estero e sono collegati tra di loro tramite internet con l'obiettivo di valorizzare la cucina e i prodotti italiani: sono oltre cinquecento, tutti chef di valore ed executive chef, che operano nei 5 continenti, dagli Stati Uniti al Canada, dall'Europa alla Cina, ma soprattutto in Oriente. Sono nati come associazione nel 2001 e negli ultimi due anni hanno organizzato il loro Congresso annuale in Italia, prima a Parma e quest'anno a Torino.
Il Gvci è dunque una realtà viva, composta da veri Maestri della cucina italiana, (solo alcuni nomi: Andrea Tranchero del Ristorante Sadler a Tokyo, Roberto Galletti del gruppo Garibaldi a Singapore, Bonaventura Mansi di Ravello chef del Fullerton a Singapore, Paolo Monti del Gaia e Vittorio Lucalriello del Grissini, ambedue ad Hong Kong) che ha come scopo dichiarato quello di promuovere la buona cucina italiana all'estero e di diffondere la conoscenza dei prodotti tipici made in Italy.
Interpellato da INformaCIBO, il loro Presidente Mario Caramella, ha confermato che nei progetti del Gvci per il prossimo anno vi è anche quello di far nascere una propria guida ai ristoranti italiani all' estero disponibile sul loro sito on-line (www.gvci.org) e -ha aggiunto Caramella “la prerogativa principale per essere citati in questa guida è che il cuoco deve essere uno chef di cucina italiana”. E poi, ma senza polemica, ha concluso: “l'Accademia della Cucina Italiana credo debba prendere atto che i migliori chef italiani all' estero in questo momento lavorano in Asia e non in Australia, Olanda o in Usa”.
Al di là di questi aspetti da sottolineare sono i grandi passi avanti compiuti dagli chef italiani all'estero e il rispetto di cui gode oggi la nostra ristorazione nel Mondo.
L'attuale Guida dell'Accademia e i progetti del Gvci riusciranno sicuramente a sfatare la diffusa ma ormai vecchia convinzione che la nostra “ristorazione d'esportazione” non sia all'altezza della gastronomia di altri Paesi a cominciare da quella francese.
La verità è che oggi all'estero non troviamo più una cucina d'esportazione frutto dei flussi dell'emigrazione, dettata solo dall'esigenza di lavorare, ma professionisti ben preparati, di alta professionalità e tecnica culinaria, che riescono a competere con i migliori stellati di tutto il Mondo.
In questo quadro di iniziative, si inserisce anche l'istituzione del “marchio di qualità” voluto dal ministro alle Politiche agricole Gianni Alemanno di “certificare” la “vera cucina italiana all'estero” a tutela delle nostre migliori tradizioni culinarie.
Ma di questa “operazione bollino o medaglia”, di cui parla anche Gigi Padovani, valente giornalista e critico gastronomico, nella recensione al volume dell'Accademia Italiana della Cucina (apparso su La Stampa e che noi ripubblichiamo qui a fianco), e che vede però i giudizi negativi e fortemente critici di moltissimi chef e organizzazioni, a cominciare dalla FIC-Federazione Italiana Cuochi e dal GVCI, ne riparleremo nelle prossime settimane su INformaCIBO.
I RISTORANTI DELL'ACCADEMIA ITALIANA DELLA CUCINA
GUIDA 2006
Euro 16
Telefono: 02.66987018
I Ristoranti dell'Accademia
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I MAGNIFICI DEL PRESIDENTE
La Guida privilegia, nei giudizi, i ristoranti che usano materie prime di grande qualità e prodotti della propria zona, e che propongono piatti della tradizione, anche con spunti innovativi.
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Piemonte
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Torre Pellice (TO) Asti Soriso (NO)
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Liguria
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Sanremo (IM)
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Lombardia
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Milano
Quistello (MN) Milano Concesio (BS) Canneto sull'Oglio (MN)
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Veneto
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Rubano (PD) Isola Rizza (VR)
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Emilia Romagna
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Piacenza Castrocaro Terme (FO) Imola (BO)
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Toscana
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Colle di Val d'Elsa (SI) Montemerano di Manciano (GR) Firenze Forte dei Marmi (LU)
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Marche
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Cartoceto (PS)
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Lazio
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Labico (RM) Roma
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Campania
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Massa Lubrense (NA)
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