|
No all'impiego degli Ogm nelle produzioni biologiche Adesioni al
manifesto promosso dal Consiglio dei diritti generici
ROMA novembre 2006. No all'impiego degli Ogm nelle produzioni biologiche. Questo è il principio che ha messo d'accordo destra e sinistra, grazie a un manifesto bipartisan promosso dal Consiglio dei diritti generici, presieduto da Mario Capanna che giudica gli Ogm «inaccettabili, perché economicamente non convenienti, al di là di ogni altra considerazione in merito ai diritti di brevetto e alla innocuità per la salute e l'ambiente».
Anche il ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, ha aderito al manifesto “Agroalimentare cuore strategico per lo sviluppo”, presentato agli stati generali della coalizione “Liberi da Ogm”, durante i quali, il ministro ha aperto la strada a lavorare sugli Ogm di seconda generazione, intraspecie ma ha anche espresso un netto rifiuto per l'applicazione della soglia di tolleranza Ogm dello 0,9%, oggi valida secondo un regolamento comunitario per i prodotti convenzionali, anche alle produzioni biologiche e soprattutto alle sementi destinate a tali produzioni. Affinità di pensiero, questa, condivisa anche dall'ex ministro Gianni Alemanno che ha ricordato le battaglie fatte in materia di Ogm e ha condiviso il principio ispiratore del manifesto e la presa di posizione del suo successore. E le conseguenze sul settore del biologico, se le soglie di contaminazione venissero applicate non tarderebbero a farsi sentire.
È stata la Coldiretti a calcolare che ci sarebbe un crollo del 60% nei consumi per una crisi di fiducia nei confronti di alimenti scelti e pagati con un differenziale di prezzo proprio perché garantiscono sicurezza e naturalità nel metodo di produzione.
Quindi tutti d'accordo con il ministro De Castro, ora però ciò che conta, come ha ribadito la senatrice Loredana De Petris, è necessario far valere con decisione la scelta italiana a Bruxelles, perché, come sostiene anche la Cia, gli Ogm non servono al mondo agricolo italiano che deve puntare sempre di più sulla qualità e la tipicità.
«C'è la necessità - afferma la Coldiretti - di contrastare la proposta avanzata dall'Ue di introdurre delle soglie di contaminazione da Ogm anche per i prodotti da agricoltura biologica. Si ritiene infatti opportuno secondo la coalizione “Liberi da Ogm”, che vede tra i più attivi anche l'associazione ambientalista Vas (Verdi Ambiente e Società), adottare le seguenti azioni: la costituzione immediata di una “unità di crisi” formata anche con la partecipazione di un componente della Coalizione liberi da Ogm (unità ministeriale di crisi) con il compito di assicurare il necessario supporto tecnico, il raccordo con le forze sociali e la trasparenza ed efficacia delle azioni amministrative; invio di una lettera al commissario all'agricoltura e sviluppo rurale, Marianne Fischer Boel, al fine di ottenere uno slittamento della discussione della proposta di regolamento, al semestre di presidenza tedesca; convocazione, prima del Consiglio dei ministri agricoli del 20 e 21 novembre 2006, di una riunione della Coalizione Liberi da Ogm a Bruxelles e a seguire una conferenza stampa ufficiale in modo da orientare le istituzioni comunitarie ed i parlamentari europei».
|
|
|

|