Spaccatura nel Biologico. L'Aiab ufficializza la fuoriuscita dalla FederBio

 

Il presidente di Aiab, Andrea Ferrante, prende le distanze da Federbio

diretta da Paolo Carnemolla: “Non ci rappresenta”

 

"Per oltre un anno ci siamo impegnati nella realizzazione di FederBio come soggetto che potesse favorire la definizione di piattaforme comuni nel mondo del biologico.
Abbiamo però dovuto prendere atto, con rammarico, che l'impegno della presidenza della Federazione è stato tutto integralmente rivolto verso l'affermazione  di un ruolo di rappresentanza totalmente autoreferenziale. A questo punto quindi non riteniamo più possibile delegare la nostra rappresentanza, in qualsiasi sede, alla FederBio."

 

Con queste parole il Presidente Ferrante portando il pronunciamento del Consiglio direttivo federale  (CDF) è intervenuto all'Assemblea dei soci di FederBio. Il CDF di AIAB ha  infatti deliberato (vedere qui sotto il testo completo della mozione) di  interrompe ogni forma di partecipazione e delega di rappresentatività e ogni ruolo funzionale nella Federazione impegnandosi nella costruzione di un forte soggetto di rappresentanza del mondo della produzione dell'agricoltura biologica italiana.

 

La scelta di partecipare alla costituzione di FederBio è stato un importante impegno per l'AIAB, e il ruolo di FederBio avrebbe dovuto manifestarsi come valore aggiunto alle iniziative politiche, di rappresentanza e organizzative di ogni singolo socio. Invece, tutto l'impegno della Presidenza della Federazione si è concentrato nel voler svolgere un ruolo di rappresentanza onnicomprensiva del settore in ogni sede politica. Tale funzione, già di per se criticabile in un contesto oramai così maturo come quello del biologico italiano, è stata svolta senza mai condividere in nessun modo la strategia con la base sociale della Federazione interpretando quindi essenzialmente le posizioni personali della Presidenza.

La Federazione, quindi, si è trovata troppo spesso ad occupare spazi, anche organizzativi e progettuali, in diretta concorrenza con i singoli soci e che troppo spesso questo tipo di sovrapposizione è stata volontariamente mirata direttamente ai danni di AIAB;

"AIAB - ha continuato Ferrante - è impegnata nella realizzazione di un coordinamento tra le associazioni dei produttori agricoli biologici italiani, realtà, prima in Europa, che oggi conta circa 45.000 imprese agricole, per rilanciare con forza le istanze specifiche di questo importante movimento."

 

La delibera dell'Aiab.

Il Consiglio Direttivo Federale, riunitosi a Roma lo scorso 15 giugno, ha deliberato all'unanimità la seguente mozione:

"Il Consiglio Direttivo di AIAB, in considerazione del fatto che: la scelta di partecipare alla costituzione di FederBio è stato un importante impegno dell'Associazione verso la realizzazione di un soggetto che potesse favorire la definizione di piattaforme comuni nel mondo del biologico; il ruolo di FederBio avrebbe dovuto manifestarsi come valore aggiunto alle iniziative politiche, di rappresentanza e organizzative di ogni singolo socio; avendo invece il Consiglio constatato che: tutto l'impegno della Presidenza della Federazione si è concentrato nel voler svolgere un ruolo di rappresentanza onnicomprensiva del settore in ogni sede politica. Tale funzione, già di per se criticabile in un contesto oramai così maturo come quello del biologico italiano, è stata svolta senza mai condividere in nessun modo la strategia con la base sociale della Federazione interpretando quindi essenzialmente le posizioni personali della Presidenza. La Federazione, quindi, si è trovata troppo spesso ad occupare spazi, anche organizzativi e progettuali, in diretta concorrenza con i singoli soci e che troppo spesso questo tipo di sovrapposizione è stata volontariamente mirata direttamente ai danni di AIAB; si ritiene profondamente non soddisfatto della propria partecipazione alla Federazione, e, ringraziando gli sforzi compiuti da Francesco Giardina che ha con correttezza e pazienza ha cercato di riportate le posizioni di AIAB nelle strutture organizzative della Federazione e quindi: interrompe ogni forma di partecipazione e delega di rappresentatività e ogni ruolo funzionale nella Federazione impegnandosi nella costruzione di un forte soggetto di rappresentanza del mondo della produzione dell'agricoltura biologica italiana e auspicando una revisione complessiva del percorso fin qui attuato dalla Federazione, a partire dalle dimissioni della Presidenza".

 

 

 

 

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