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VOLLI,
FORTISSIMAMENTE VOLLI
…IL
CIOCCOLATO
Delle
passioni di Vittorio Alfieri, quelle che animarono la sua intensa
attività artistica e la sua irrequieta vita, si è detto
e scritto molto nel corso dei secoli.
Ma
ve n’è una non altrettanto nota, con risvolti forse meno
aulici, ma capace di condurre il poeta ad un autentico trasporto
emotivo: la passione per il cioccolato.
Alfieri,
pur moderato nelle abitudini alimentari, fu un ardente estimatore del
“cibo degli Dei” , di cui ne consumava quantità rilevanti
rifornendosi presso una serie di cioccolatieri di fiducia
accuratamente selezionati.
Con
fornitori e produttori intrattenne una ricca corrispondenza, di cui
si trova traccia nell’Epistolario, lettere attraverso cui
compiva le sue ordinazioni ed esprimeva le sue considerazioni sulla
qualità del prodotto degustato.
“Ho
ricevuto le due libre di Cioccolata - scrive a Teresa Regoli
Mocenni il 4 ottobre 1796 - e ho tardato a rispondere perché
ho voluto assaggiarle più volte tutte e due. A bella prima
quella del Filippi mi è piaciuta di più, e la credo
l’istessissima di quella che ho ancora dello stesso; poi
successivamente mi è piaciuta anche la sua…”.
Al
fine di celebrare tale passione, in concomitanza della mostra
“Vittorio Alfieri, aristocratico ribelle una commissione di
degustazione della Compagnia del Cioccolato si è letta
l’Epistolario Alfieriano ed ha effettuato una selezione fra i
principali cioccolatieri di Asti e Torino per la creazione di un
cioccolato fondente appositamente creato per l’evento e ispirato
al gusto del poeta astigiano.
Tre
gli artigiani finalisti secondo la Compagnia che si sono aggiudicati
la realizzazione della tavoletta “Vittorio Alfieri”. Sulle tre
diverse tavolette, che saranno in vendita presso il bookshop
dell’Archivio di Stato a Torino, comparirà l’immagine di
Alfieri logo della mostra. Si tratta di Guido Gobino con una
tavoletta Venezuela, della Pasticceria Gerla di Torino con un
Sao Thomè, assieme alla Pasticceria G.N.B. della patria
alfieriana, Asti, con un elegante blend al 70%.
Una
ragione in piu’ per visitare questa interessantissima mostra
(aperta fino all’11 gennaio 2004) che sfata una volta per tutte
l’immagine forse noiosa del grande poeta, ricordo per tutti delle
fatiche scolastiche, per darne un profilo decisamente moderno ed
inatteso, anche per la sua sorprendente conoscenza dei cioccolati.
La
Compagnia del Cioccolato che già annovera tra i suoi soci
diversi personaggi illustri, nominerà Vittorio Alfieri socio
ad honorem post mortem per competenza e meriti acquisiti nella
ricerca del piacere.
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